Ciò che è successo a Bologna, in Piazza Maggiore, sabato pomeriggio è una preoccupante manifestazione di odio per Israele ed una provocazione pericolosa, irrispettosa per la Chiesa cattolica bolognese.
Davanti ad una crisi economica di portata mondiale “Non possiamo stare a guardare […] Occorre agire. E l'azione ora deve privilegiare chi nei prossimi mesi perderà il lavoro […] la distribuzione dei fondi non avverrà immediatamente ma nei prossimi mesi e non sarà a pioggia ma a destinazione mirata" perché "queste risorse non devono essere una forma di assistenzialismo, affinché chi perde il lavoro non perda anche la propria dignità". Parole sagge e condivisibili dette non da un politico di centro-sinistra ne tantomeno da un sindacalista come si potrebbe lecitamente pensare. Le ha invece dette l'arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, durante la sua omelia di Natale quando ha espresso la volontà di affrontare la crisi “costituendo un Fondo famiglia-lavoro per venire incontro a chi sta perdendo l'occupazione”; potrà anche non piacerci ma dobbiamo onestamente ammettere che con tutti i nostri dubbi, incertezze tatticismi e timori nel prendere una qualsiasi chiara e precisa posizione (... se non decisione), anche questa volta ci siamo lasciati superare a “sinistra” dal cardinale Tettamanzi; era già successo una prima volta a Verona nell’ottobre del 2006 (vedere Unità Martedì 17 ottobre 2006, La striscia rossa).
Il 23 Dicembre 1984 il rapido “904” proveniente da Napoli e diretto a Milano era strapieno di viaggiatori. La maggior parte di essi andava a trovare i loro cari per le feste di Natale.
Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il Circolo "Fratelli Cervi" di Bologna ha inviato al Segretario Nazionale del PD, e la risposta di Walter Veltroni.
Ricevo e rilancio un testo pubblicato dalla newsletter della Associazione Famigliari delle Vittime del 2 Agosto.
Non posso che proclamare con orgoglio la mia appartenenza a questa categoria di "maleducati civili", contro ogni pacificazione, colpo di spugna ed indulgenza nei confronti di terroristi di ogni colore.
Ormai la frittata è fatta ma ancora una volta la dura realtà non consente sconti a nessuno.
Se andiamo a leggere tra le righe i commenti "entusiasti" dei "bonzi" dell'Ascom supportati dai tristi giornalisti di "Repubblica" scopriamo due cose:
non è vero che lo spegnimento di SIRIO è stato "un successo"; nelle dichiarazioni virgolettate emerge nettamente che "è stato raggiunto all'incirca il risultato del 2007", cioè con Sirio acceso;
il prezzo pagato dai bolognesi è stato l'ennesimo sforamento delle polveri sottili di domenica, fatto ormai piuttosto raro.
C'è qualcuno che può svegliare il pd e il candidato da 1/4 dal torpore e dire cosa ne pensa? O dobbiamo attendere l'autorizzazione delle lobbies dei commercianti? E' così che intendiamo mobilitare la coscienza ambientalista di questa città?
Quest'oggi la redazione bolognese di "Repubblica", continuando nella strategia politica di delegittimazione ad ogni costo dell'operato della giunta Cofferati, pubblica in bella vista un articolo "entusiasta" sui presunti successi commerciali ottenuti con lo spegnimento di SIRIO di domenica, per decisione del Sindaco (personalmente da me non condivisa).
Quella che ci lasciamo alle spalle in queste ore è stata una lunga settimana di politica, che non dimenticheremo tanto presto. E non mi riferisco tanto al nuovo tintinnar di manette che percorre la Penisola, spesso vedendo chiusi tra i “ferri” polsi le cui mani di competenza avevano stretto la stessa tessera che dorme serenamente nel portafoglio di molti di noi, quanto agli avvenimenti bolognesi, a quello che succede nel nostro territorio, nei nostri quartieri e nelle nostre strade: là dove si costruisce o si dissipa quotidianamente la nostra credibilità politica. Perché quando i cittadini di via Polese, o della Funivia, o di “fuori Murri” voteranno il giugno prossimo, esprimeranno una valutazione su quello che il PD di Bologna - nei suoi livelli politici e nel suo lavoro all’interno delle istituzioni locali – ha saputo fare nel loro interesse, e il loro giudizio non si farà condizionare (come a destra qualcuno spera…) da eventi che con i Democratici bolognesi, il loro modo di essere e di affrontare la politica, vorrei dire il loro stesso codice genetico, non hanno nulla a che fare.
Invio qui la mia risposta a Luca, dato che non è possibile affrontare un problema così complesso in uno spazio-scherzo di 600 o anche 1.000 battute. Uso quindi un post separato.
Gli autori si assumono tutte le responsabilità sul contenuto degli interventi e dei relativi commenti, essendo questa area a disposizione degli utenti registrati.
In caso di interventi o commenti diffamatori, minacciosi o comunque lesivi dei diritti di altri, PDBologna.org e il Partito Democratico di Bologna si riservano il diritto di sospenderne la pubblicazione senza preavviso, e di trasmettere i file di log alle Autorità competenti in caso di azione giudiziaria, in modo da consentire di risalire agli autori.