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Conventio ad excludendum: un’azione grave del governo, della CISL, della UIL PDF Stampa E-mail
giovedì 13 novembre 2008
 

Scritto da Loris Marchesini,

Pagina vista : 90

 

I casi sono due: o l’Ansa si è inventata tutto, oppure la riunione/cena a Palazzo Grazioli (sede privata di Berlusconi!) martedì sera c’è effettivamente stata con Ministri, Confindustria ed i segretari CISL e UIL. Per parlare di un tema ancora non affrontato (su cui non vi erano posizioni annunciate diverse, anzi era la CGIL che aveva mandato una piattaforma al governo), quello dei provvedimenti anti-crisi per lavoratori, pensionati, famiglie e piccole imprese. Senza invitare il maggior sindacato italiano, la CGIL (più di 5 milioni di iscritti) ed un nuovo sindacato ormai con molti aderenti per lo più simpatizzanti del centro-destra, la UGL, guidato dalla Polverini. 

 
La “conventio ad excludendum” c’è stata, prova ne è, oltre all’agenzia di stampa Ansa, la non smentita del governo. Governo che agisce contro gli interessi dei cittadini e dei lavoratori, perché sarà sempre più difficile avere un’azione condivisa contro la crisi se si decide furbescamente, per vecchi rancori ex-socialisti, di escludere il maggior sindacato. Ma forse ancora più grave è l’atteggiamento di Bonanni e Angeletti che, invece di rifiutare questi giochetti (anche se vi sono divergenze con la CGIL su altri temi), hanno accettato un invito da “basso impero”, peraltro vergognandosene, tanto che nessuno dei due l’ha ammesso, anzi affermano che non hanno partecipato.

 
Grave momento, gravissimi atteggiamenti. E tutto ciò spingerà sempre più la CGIL, in cui vi sono settori importanti in mano a sindacalisti vicini alla sinistra radicale, a reazioni drastiche, quanto, forse, non molto efficaci, come lo sciopero del 12 dicembre. A chi dà fastidio uno sciopero il 12 dicembre, in una situazione di crisi economica, di incremento di disoccupazione e di cassa integrazione ?  Certamente sarà dura farlo per i lavoratori, esposti al danno economico ed al ricatto delle aziende. Sarà dura per i cittadini, ormai esasperati per continui disservizi.

 
Sembra quindi che l’unità sindacale non solo sia rotta, ma sembra non esserci neanche la nobile attenzione al dialogo fra posizioni contrastanti. Piuttosto di fare dispetto a Epifani, si consente ad una cena di Berlusconi e Sacconi.

 
Che distanza da tempi difficili, ma in cui vi era consapevolezza dell’importanza dell’unità sindacale:

“Siamo divisi perché stiamo ricercando l’unità, intesa come processo per essere contemporaneamente noi stessi ma anche gli altri, per vedere e capire le loro buone ragioni” (V. Foa)

“Deve cadere il muro di Berlino che ognuno ha nella propria testa” (V. Foa)

“L'unità sindacale è un valore in sé”  (L. Lama) 

“Per salvaguardare la propria unità e la propria efficienza il sindacato deve tener conto che di esso fanno parte lavoratori di differenti e opposte ideologie, per cui è obbligato a non urtare sentimenti e convinzioni dei lavoratori delle varie correnti. Da ciò deriva la necessità che il sindacato come tale si astenga dal prendere una propria posizione di natura strettamente politica, Vi sono però problemi politici che si intrecciano con quelli sociali e che perciò possono essere di grande interesse per tutti i lavoratori. Su questi problemi il sindacato deve prendere e sostenere attivamente una propria posizione”  (G. Di Vittorio)

 

   

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