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In Italia "We Can" se cambiamo quasi tutto in politica PDF Stampa E-mail
martedì 11 novembre 2008
 

Scritto da Loris Marchesini,

Pagina vista : 158

E' inutile domandarsi chi è l'Obama italiano, chi sarà il prossimo leader democratico italiano che vincerà dopo aver conquistato il consenso ed il cuore degli elettori di centrosinistra italiani. Sì, anche il cuore, ciò che ha fatto la differenza per Obama, facendolo vincere.

Un amico bolognese molto saggio mi spiegava domenica che non basta essere candidati moderni (preparati politicamente e sui problemi), occorre essere “post-moderni”, con in più la capacità di dare speranza e far vedere un sogno possibile.

Non siamo pronti per questa nuova frontiera, e lo spiega molto bene oggi Tito Boeri sulla Repubblica (Una missione per la politica):

Mancano primarie vere per selezionare la classe dirigente (a Bologna, una delle poche città dove si svolgeranno primarie, siamo in una situazione molto difficile per veti incrociati, rischiamo lo scenario "dopo di me il diluvio .."), la democrazia partecipativa (vera, con cessione di quote di potere, ma chiedendo in cambio più responsabilità ai cittadini e meno lamentele) viene considerata adatta solo per anime belle, la comunicazione su Internet con i cittadini è considerata ancora la ciliegina sulla torta, si dà risalto alle manovre politiche e non al potere delle idee innovative, non vi è una vera competizione nel "mercato del lavoro" dei politici, esiste ancora un costosissimo finanziamento pubblico dei partiti che fornisce una sovranità illimitata ai segretari di partito, vi sono troppi parlamentari, che cambiano spesso e la maggior parte dei quali, senza esperienza, vengono usati come esercito di manovra, le liste sono bloccate, spesso manca una vera professionalità politica, l'età media è troppo alta.

Questo è lo scenario da cambiare totalmente per il PD. Cercare l'Obama italiano in una situazione così bloccata è inutile e controproducente. Occorre prima fare la traversata nel deserto e portare la politica buona nella terra promessa di un sistema politico innovato ed adeguato al XXI° secolo, che sia coerente con l'obiettivo del bene comune. Speriamo di riuscirci, senza che sia necessario l'aiuto di un Mosè che apra le acque del Mar Rosso, cioè le resistenze infinite di questo sistema politico italiano bloccato.

Chagall - Il passaggio del Mar Rosso

   

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Occorre molta costanza

Scritto da: lmarchesini () mercoledì 12 novembre 2008

Occorre molta costanza

Scritto da: lmarchesini mercoledì 12 novembre 2008

Si, giulio. Ma non è facile. Occorre costanza, tempo per invertire la rotta che ha finora portato i cittadini al disinteresse oppure alla continua lamentela, con la "comitatite". 
Ad Anzola, in questi 4 anni abbiamo attivato il Bilancio Partecipativo (luci ed ombre, non tanta partecipazione), le Consulte Territoriali con elezione diretta (poi nomina del Consiglio Comunale per formalità). Anche qui luci (poche), ombre (molte). Stiamo attivando il Forum Giovani. Poi Piani di Zona, Consiglio comunale dei ragazzi, progetto di urbanistica partecipata. Ma è difficile. Ma continuiamo.

 

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L'esempio di chi ha cominciato

Scritto da: giulio () mercoledì 12 novembre 2008

L'esempio di chi ha cominciato

Scritto da: giulio mercoledì 12 novembre 2008

Si può cominciare a studiare quelle poche esperienze di democrazia diretta introdotte in Italia in questi ultimi anni: "Più democrazia" a Bolzano, il "Comitato più democrazia"a Vicenza, "PartecipAzione Cittadini Rovereto". L'esperienza "La parola ai cittadini" realizzata a Vicenza si presta bene all'occasione elettorale, è un metodo per raccogliere proposte dirette. 
Possiamo cambiare qualcosa se i cittadini cominciano prima dei partiti. Le assemblee vicentine de "La parola ai cittadini" possono essere replicate qui a Bologna se un gruppo di cittadini prende l'iniziativa.

 

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