Quando certe dichiarazioni servono solo ad alimentare la tensione nel partito
Scrivo questo contenuto per commentare l'ennesima non-notizia, così tutti capiscono con cosa si scrivono le pagine dei giornali d'estate. Leggo da una agenzia che il Presidente del Consiglio provinciale Maurizio Cevenini (PD) ha prodotto questo concetto: "Ma se poi alla maggioranza viene in mente di candidare qualcuno in Provincia contro la bindiana Draghetti? Puo' succedere, c'e' tempo fino ad ottobre". Poco dopo mi chiama un giornalista della stessa agenzia, per conoscere la mia opinione in merito. Evidentemente si aspetta che il "bindiano" di turno risponda ringhiando al "cofferatiano" Cevenini. La mia risposta è stata la seguente: leggo con piacere che dopo l'uscita su Repubblica della scorsa settimana di sedicenti anonimi dirigenti che esprimevano concetti simili (quanto odio i "boatos"), qualcuno ci metta la faccia. Però non credo che la cosa meriti di essere presa sul serio, nè che meriti una risposta. Mi limito a dire che penso che le primarie (e le candidature alle primarie) siano una cosa seria, e tra le cose serie non vedo una candidatura "per dispetto". Se qualcuno ha da ridire sull'azione politica di Beatrice Draghetti, è giusto che lo faccia. Così come l'ha fatto chi, da dentro il PD, ha espresso critiche all'operato di Cofferati. Perchè questo è, o vorrebbe essere, un partito democratico. Ma che una candidatura alle primarie per la Presidenza della Provincia possa nascere come ritorsione contro chi non è un fan del sindaco di Bologna, davvero mi pare un ragionamento che ha molto poco di politico. Mi sembra davvero un concetto non dico degno di un dirigente di partito, ma nemmeno di uno speaker della Pesca gigante, come Maurizio ama definirsi. E mi fermo qui proprio perchè non mi va di abboccare ad una provocazione che sembra fatta apposta per mettere zizzania e drammatizzare qualunque opinione in dissenso. |
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Scritto da: Fabio_Mignani () venerdì 05 settembre 2008