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Scritto da Loris Marchesini
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lunedì 23 aprile 2012 |
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LA BUONA POLITICA
“C’è un’altra Italia. Fatta di servitori dello Stato che ogni giorno, in silenzio, concretamente, con il sorriso sulle labbra, raccontano e sperimentano un modo diverso e sostenibile di fare politica, comunità. Un’Italia capace di futuro, normalità, lentezza, sobrietà. Un’Italia pulita, senza scorciatoie o raccomandazioni, senz’auto in doppia fila e finte dichiarazioni dei redditi. È l’Italia pulita che non va in televisione ma che esiste, e resiste. Che costruisce nel giorno per giorno un paradigma di società altro, in cui valga la pena vivere. Insieme!”
MERCOLEDÌ 2 MAGGIO 2012 - ore 20.30
Sala Consiliare del Municipio - Piazza Grimandi, 1 - Anzola dell’Emilia
Incontro - seminario con Marco BOSCHINI Assessore del Comune di Colorno e Coordinatore nazionale dell’Associazione dei Comuni Virtuosi che presenta il suo ultimo libro
Viaggio nell’Italia della buona politica (Einaudi)
e con cui parleremo delle esperienze di buone pratiche di politica locale, di ciò che anche in Italia si può fare e già si fa in tante realtà.
Coordina
Paolo IOVINO, Consigliere Comunale di Anzola dell’Emilia
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Scritto da Roberto Amori
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sabato 28 gennaio 2012 |
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Una cavallina al piccolo trotto col suo calesse in Via Rizzoli, un filobus, alcuni pedoni in un contesto normale, un taxi e una bicicletta... E' una domenica di ormai 40 anni fa ai tempi dell'Austerity quando i bolognesi, assieme a tutti gli italiani, si resero conto che le risorse non erano infinite, che diventavano sempre più costose, che così sfruttate senza logica potevano essere nocive alla salute e che i centri urbani erano ormai divenuti invivibili. Era il 1974 e pare davvero strano pensare che solo sette anni prima, Piazza Maggiore e Via D'Azeglio, non erano ancora state pedonalizzate...
A distanza di anni alcuni di questi temi sono parzialmente ancora attuali: la metanizzazione dei riscaldamenti civili ha raggiunto il 98% degli immobili bolognesi per cui la quasi totalità dei problemi legati all'inquinamento è dovuta al traffico in centro e, aggiungo io, alla strettissima vicinanza della Tangenziale e Autostrada alle primissime periferie. Le fonti civili contribuiscono in minima parte al problema ed è quindi logico apportare nuove modifiche e strategie alla nostra quotidianità sulle strade. La recente presentazione del progetto " Di nuovo in Centro " ha coinvolto nella discussione i cittadini chiamati in causa con le proprie idee, progetti e considerazioni personali racchiuse in una idea di Laboratorio allargato e partecipativo.
Sulle ali dell'entusiasmo inizio subito con la mia proposta: piano filoviario della rete urbana in progetto con raccolta differenziata e consegna delle merci racchiuse assieme in un contesto pulito, silenzioso ed elettrico.
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Scritto da Roberto Amori
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giovedì 12 gennaio 2012 |
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Così come negli altri Quartieri anche al Porto si è tenuto un Consiglio, aperto ai cittadini, sui temi della Mobilità e nello specifico su quelli del Civis, del SFM e del People Mover. La Sala Consiliare era gremita di persone che hanno potuto ascoltare le argomentazioni e quindi discuterne i contenuti con L'Assessore ai Trasporti Andrea Colombo e il Direttore alla Mobilità del Comune di Bologna Ing. Cleto Carlini dopo la loro presentazione da parte della Presidentessa del Quartiere Elena Leti.
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Scritto da Claudio Gandolfi
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lunedì 21 novembre 2011 |
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E' vero come scrive Claudio Sardo domenica nel suo editoriale su l'Unità che questa del governo Monti “è una tregua necessaria” con cui “siamo riusciti a voltare pagina”, ma le pagine del nostro futuro ora sono tutte da scrivere e il senso di responsabilità del centrosinistra, la disponibilità in particolare del PD a farsi carico dei problemi del Paese non può essere a qualsiasi costo.
Le settimane che ci aspettano potrebbero essere di lacrime e sangue per una parte del Paese, in particolare la parte che noi rappresentiamo (mi riferisco al giornale e al PD) e che in questi 3 anni 1/2 di governo irresponsabile è stata spremuta come un limone; succo ne è rimasto poco, ciò non toglie che il governo Monti probabilmente ci chiederà di spremere anche quel poco. A noi militanti toccherà l'ingrato compito di spiegarlo alla "nostra gente", perché questo governo è anche il nostro e molto probabilmente ci farà digerire bocconi amari, ovvero "accettare" cose - per il bene del Paese - che non sono nel nostro programma, forse nemmeno nel nostro DNA. Ci metteremo la faccia, sarà dura e dobbiamo avere chiaro il fatto che non tutti capiranno il perché della nostra posizione di "responsabilità", qualcuno ci chiederà conto di questo e gli eventuali "pesci in faccia" ce li prenderemo noi che facciamo politica per vocazione e non per interesse.
Mi auguro che Monti non accetti a scatola chiusa la ricetta della BCE e che non prenda per buone tutte le “promesse” fatte da Berlusconi in nome del popolo italiano all’Europa. Individuata la malattia e ammesso che la diagnosi sia corretta, la scelta della terapia, della medicina, della cura spetta a noi che siamo i pazienti.
Non può essere una “condicio sine qua non”, non possiamo essere noi che abbiamo subito la sua inadeguatezza a sporcarci le mani con il suo fango, con la sua macelleria sociale, con il suo “divide et impera”. Ricordiamoci sempre che il nostro è un Paese dalla memoria corta, che dimentica facilmente e che spesso confonde ruoli e responsabilità, la vittima con il carnefice. E’ normale che ora Berlusconi auspichi nella scadenza naturale della legislatura l’obiettivo di questo governo, è funzionale al suo lavorare dietro le quinte lasciando altri a sporcarsi le mani. Con il suo potere mediatico intatto, userà questo anno e mezzo per preparare il suo rientro nell’agone politico. Ha ragione Livia Turco quando dice “sosteniamo al massimo il governo Monti senza rinunciare alle nostre idee e senza appiattirci sull’emergenza”, altrimenti è forte il pericolo della “vittoria finale dell’antipolitica” e con questa legge elettorale (se non si avrà il coraggio di cambiarla) prepareremo solo il suo rientro trionfale, da “salvatore della patria” perché “le elezioni prima o poi arriveranno”. E’ già successo altre 3 volte e dobbiamo fare tesoro degli errori politici e strategici del passato per evitare che la festa di oggi non si trasformi in una “grande illusione”.
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Scritto da Claudio Gandolfi
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mercoledì 26 ottobre 2011 |
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Capisco la preoccupazione dei 10 parlamentari che oggi hanno scritto a Bersani perchè “non chiuda a Renzi”, ma se ci tengono alla loro incolumità politica, sarebbe più opportuno che si preoccupassero di fermare l'emorragia perchè il partito non perda altri iscritti ed elettori; a quel punto sarebbe una scatola vuota e anche la loro presenza inutile.
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Scritto da Roberto Amori
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mercoledì 19 ottobre 2011 |
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Dopo quattro anni di discussioni, condivise sotto ogni forma di conoscenza tecnica e divulgativa, incontri a tutti i livelli dal Consiglio di Quartiere agli Assessori, documentazioni, foto, video... ecco che i quotidiani riescono ancora, e ancora una volta, oggi a definire il Civis: tram su rotaia. Nessuna opera cittadina è mai stata presentata peggio e approssimativamente di questa e dire, che proprio questa, è stata fin dall'inizio al centro di mille tensioni a causa degli inevitabili disagi che comportava nella realizzazione.
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Scritto da Claudio Gandolfi
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lunedì 17 ottobre 2011 |
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Intervistato sull’Unità da Collini sulla guerriglia urbana di ieri a Roma, Bersani risponde che “la protesta va ascoltata” perché il movimento “esprime nel profondo un’esigenza che la politica deve cogliere”; sono d’accordo, speriamo solo che questa sia la volta buona. Come PD abbiamo avuto decine di altre occasioni per farlo, ad iniziare dalla protesta in piazza Navona dell’8 luglio 2008 e la giustificazione della nostra assenza, del nostro non volersi mescolare con loro, è stata sempre legata al timore-volontà di non volerci mettere sopra il “nostro” cappello per lasciarli liberi di esprimersi; in questo modo molti li abbiamo persi alla politica come militanza attiva, altri li abbiamo lasciati in mano a “capipopolo”, altri li abbiamo regalati all’antipolitica, con il risultato che ora siamo sempre a rincorrerli nella speranza di recuperarli.
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Scritto da Claudio Gandolfi
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martedì 04 ottobre 2011 |
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E' tempo che ciascuno faccia bene il suo mestiere. "Sig. Della Valle, come cittadino del suo appello a pagamento voglio dare una lettura positiva e non leggervi invece un messaggio qualunquistico; lo interpreto quindi come un invito rivolto a tutti, lei compreso, di limitarsi a fare bene il proprio mestiere.
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Scritto da Sergio Braga
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venerdì 26 agosto 2011 |
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SE NON ORA, QUANDO?
“Se non ora, quando?” , uno slogan felice che dava con immediatezza il senso della necessità e dell’urgenza di un forte segnale a tutela della dignità delle donne.
Possiamo mutuarlo per accompagnare lo sciopero generale indetto dalla CGIL per il 6 settembre prossimo.
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Scritto da Loris Marchesini
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giovedì 25 agosto 2011 |
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"Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento” (Matteo 10, 8-9)
“Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” (Matteo 22,21)
In questi due passi tratti dal Vangelo di Matteo è chiaro ciò che Gesù indica agli apostoli e al suo Popolo: la gratuità del servizio della Chiesa, la sua povertà, il valore della giustizia che i cristiani devono avere molto caro; poi, una delle caratteristiche della “buona novella”, del Nuovo Testamento: Gesù dice chiaramente che l’uomo deve avere la sua dimensione civile, politica distinta da quella della sua fede. E, in modo più diretto e concreto, i cristiani, proprio per il senso di giustizia da cui devono essere animati, devono essere i primi ad osservare le leggi e a pagare le tasse, l’evasione di queste è un grave peccato contro i propri fratelli.
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