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Di Quartiere in quartiere...
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| Scritto da Roberto Amori | |
| giovedì 12 gennaio 2012 | |
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Così come negli altri Quartieri anche al Porto si è tenuto un Consiglio, aperto ai cittadini, sui temi della Mobilità e nello specifico su quelli del Civis, del SFM e del People Mover. La Sala Consiliare era gremita di persone che hanno potuto ascoltare le argomentazioni e quindi discuterne i contenuti con L'Assessore ai Trasporti Andrea Colombo e il Direttore alla Mobilità del Comune di Bologna Ing. Cleto Carlini dopo la loro presentazione da parte della Presidentessa del Quartiere Elena Leti. Il Q.re Porto è attraversato dalle linee filoviarie del Civis, dispone di una Stazione ai Prati di Caprara nel Servizio Ferroviario Metropolitano (che è una delle cinque fermate ancora da realizzare) mentre non è interessato, se non marginalmente, dalla Navetta che collegherà la Stazione Ferroviaria con l'Aerostazione Guglielmo Marconi. Le tre infrastrutture prevedono opere accessorie presenti sul territorio come le banchine filoviarie ubicate nelle vie Marconi e dei Mille, la fermata del SFM ma nessuna, nel Porto, per il People Mover.
Sia l'Assessore Colombo che il Direttore Carlini hanno introdotto il lungo confronto coi presenti in Sala dopo la proiezione e i commenti personali di una serie di diapositive sui temi e le cifre in questione. Vediamo qui avanti, senza addentrarci troppo nella politica e negli specifici dei contratti, quali sono stati i dubbi e le perplessità quotidiane ai quali cittadini in questo incontro hanno chiesto chiarezza in questo incontro.
I FILOBUS
![]() Questo è il gruppo dei Civis al momento fermati dalla inchiesta in corso. Nonostante la sospensione dell'infrastruttura alcune opere sono già state da tempo ultimate ed è su queste che si sono incentrate le attenzioni di alcuni Consiglieri della minoranza e dei cittadini presenti. L'assessore ha subito chiarito quali sono le posizioni del Comune: le banchine delle vie Marconi, dei Mille ed Irnerio rimarranno al loro posto perchè, oltre a consentire l'incarrozzamento a bordo senza barriere architettoniche per disabili e persone a ridotta capacità motoria o mamme coi passeggini, hanno disciplinato il traffico e velocizzato la marcia commerciale dei mezzi pubblici. Ovviamente, trovandosi nel pieno della questione filoviaria è stato nuovamente riproposto al pubblico il piano di elettrificazione delle linee ATC così da consentire un abbassamento dell'inquinamento acustico, delle polveri sottili e delle vibrazioni. La possibilità di realizzare questo piano coraggioso sarà consentito dallo sblocco dei Fondi per l'allora Metrotranvia e che, oltre ai filobus, permetterà anche l'acquisizione del materiale rotabile per il Servizio Ferroviario Metropolitano. Le linee filoviarie oltre alle attuali 32 e 33, 13 e la 14 di imminente apertura, comprenderanno in futuro pure le odierne linee automobilistice 11, 19, 20, 25 e 27 che riceveranno, al termine dell'attuazione, una nuova numerazione. ![]() Le banchine di Via Marconi. Nel corso della serata è stato fatto notare ai due funzionari come, recentemente, le banchine siano state coinvolte in incidenti fra autoveicoli e pedoni. Nella replica si è ribattuto che gli incidenti di questo genere a Bologna sono purtroppo circa duemila all'anno e che pur essendo necessaria, da parte di tutti, una più attenta gestione del traffico urbano è altrettanto vero che due incidenti possono essere condiderati pochi. Cosa poi si intenda per una più attenta gestione da parte di tutti lo vediamo bene in questa foto di Via Marconi: mentre a sinistra motocicli e autoveicoli utilizzano disciplinatamente lo spazio a loro disposizione, alla sinistra dell'autobus invece vediamo uno scooter che non solo procede lungo la corsia preferenziale ma addirittura sorpassa l'autobus oltre la linea continua andando contromano... A questo punto potremmo quindi chiederci se il pericolo è effettivamente rappresentato dalle banchine o dal non rispetto delle regole.
Sulla destra della foto una delle cose più curiose di Via Marconi: il palazzo "Faccetta Nera" con le sue caratteristiche losanghe concentriche.
![]() Un altro aspetto preso in considerazione è stato il semaforo del Civis di Via Marconi (e gli altri analoghi a S.Lazzaro ) che "generano confusione" negli automobilisti.
Questi semafori non sono filoviari... ma bensì tramviari e del tutto rispettosi del nostro Codice della Strada. Da qui alcune considerazioni: la prima è che gli automobilisti non dovrebbero trovarsi nella posizione di potersi confondere in quanto non dovrebbero essere di fronte a questi, se lo fanno sarà perchè hanno evidentemente percorso, abusivamente, la corsia preferenziale.
La seconda considerazione sarebbe anche quella di domandarsi perchè mai ci sono dei semafori tramviari a Bologna, dove il tram non c'è... Quegli impianti semaforici rappresentano l'unica eredità che il Civis ha ricevuto dall'originale progetto tramviario del 1999 di Walter Vitali, stralciato dalla Giunta di Centrodestra di Giorgio Guazzaloca, che successivamente ha generato la scelta del Civis come mezzo sostitutivo. Due scelte infelici al prezzo di una e che forse, di tanto in tanto, sarebbe bene rammentare.
![]() I nuovi filobus bolognesi Solaris Trollini costruiti in Polonia e già predisposti per il nuovo voltaggio a 750v. A destra sempre uno dei Trollini con lo spazioso interno e la postazione per i disabili.
![]() Procede l'opera della filoviarizzazione della rete ATC: qui siamo all'angolo tra le vie Martelli e Rivani, a due passi dalla Federazione del PD bolognese, dove i tecnici dell'Aristea sono intenti a montare la linea aerea della linea 14.
IL SERVIZIO FERROVIARIO METROPOLITANO
![]() I treni Stadler del futuro Servizio Ferroviario Metropolitano. E' questa l'infrastruttura più imponente sulla quale da tempo vengono riposte molte speranze. Sei linee che collegheranno tutto l'Hinterland bolognese in una grande rete riconducibile alla futura Città Metropolitana...
Perchè questo progetto possa prendere vita sarà necessaria una perfetta integrazione del SFM con la rete autofiloviaria in città. Questa integrazionè sarà facilitata dai numerosi punti di interscambio fra le 6 linee e le varie fermate in città dove scendere dal ferro per trasferirsi sulla gomma a completamento del proprio tragitto.
Nel Q.re Porto ci sarà ai Prati di Caprara la più grande Stazione del sistema, dopo quella della Stazione Centrale, con l'attraversamento e l'incrocio di 4 delle 6 linee del SFM.
Le stazioni saranno 87, eccone solo alcune:
![]() Crespellano Bargellino
![]() Bazzano Bologna S.Vitale
![]() Borgo Panigale S. Lazzaro Caselle
IL PEOPLE MOVER... ossia l'argomento principale sul quale la città discute e si divide da tempo. In passato avevo già avuto modo di dire: Sono stato ad alcuni incontri sulla questione e ho conosciuto la Presidentessa dell'Aeroporto bolognese, Giuseppina Gualtieri (oggi sostituita da Giada Grandi), la quale è alla testa dell'unica aerostazione italiana non in crisi e con un trend positivo del 13% rispetto all'anno precedente, anche grazie alla Ryanair che ha fatto di Bologna il proprio Hub. Tra coloro non a favore del PM ci sono comunque varie persone che si sono oggi raggruppate in un Comitato molto attivo nelle manifestazioni e nelle raccolte di firme. Giuseppina Gualtieri indicava invece questa infrastruttura come un priorità assoluta per la città augurandosi che i cantieri possano aprire quanto prima dall'Aerostazione, verso la città, così da avere ancora tempo a Bologna per la conclusione dei lavori dell'AV. Anche io ho fatto dei sopralluoghi alla Stazione Bargellino e ne ho certo constatato, come nel servizio giornalistico di Report, la relativa vicinanza della ferrovia alla fine della testata 12. L'aeroporto però dista oltre due Km e mezzo... Ho fatto così qualche giro di consultazioni per scoprire che alcuni preferivano l'iniziale Stazione Aeroporto di Via Bencivenni la quale distava, comunque, dal Marconi circa un Km e 100 metri. Per colmare questa distanza si potevano ipotizzare secondo alcuni un piccolo PM, sul tipo di quello a Milano che collega la Metropolitana all'Ospedale S.Raffaele, o dei Tapis Roulant protetti ma dagli altissimi costi di manutenzione. Io, altra ipotesi ancora, scrissi anni fa quando davvero sembrava davvero reale la Metrotranvia per Borgo Panigale che si sarebbe potuto realizzare una bretella di 1600 metri fra la Via Emilia e l'aeroporto in sede protetta... La domanda che comunque ho sempre posto ad ogni incontro è: sul SFM è possibile realizzare un collegamento aeroportuale in promiscuo col traffico ordinario dei treni? Sulla linea per Verona, dove è ubicata la Stazione Bargellino, il traffico cadenzato è intensissimo lungo tutto l'arco della giornata: Ferrovie dello Stato, Ferrovie dell'Emilia Romagna, DB tedesche, OBB Austriache, treni merci... Sarebbero possibili in aggiunta a tutto questo movimento due coppie di treni, in entrambe le direzioni, ogni dieci minuti? Credo che la linea favorevole alla realizzazione del PM punti appunto sulla totale autonomia dei convogli dalle rotaie di Trenitalia ed una libertà di frequenti movimentazioni impensabili se regolamentate in promiscuo assieme al traffico ferroviario. Il PM potrebbe difatti garantire, senza interferenze con altri vettori che ne avrebbero la priorità, il trasbordo di 400 persone ogni ora: i moduli gommati inoltre possono all'occorrenza viaggiare ad un minuto l'uno dall'altro per, eventualmente, raddoppiare l'utenza trasportata come difatti già previsto dalla lunghezza delle banchine. Differenza importante i costi di gestione: i treni in transito sul SFM sono condotti con personale a bordo mentre i convogli del PM, come il VAL di Torino, sono automatizzati da un sistema centralizzato senza personale a bordo e quindi con costi gestionali assai più contenuti. Di certo trovo impraticabile salire a Bologna su un treno con le valigie, quindi scenderne per aspettare una navetta alla stazione Bargellino, risalire coi bagagli su questa quando arriva per poi ridiscendere un'altra volta in un piazzale dell'Aerostazione anzichè dentro. "
Senza entrare eccessivamente nella lunga e complessa parte contrattuale nell'incontro coi cittadini sono stati ribattuti, da Colombo e Carlini, alcuni elementi considerati molto importanti e fra i più comuni a livello di informazione: il People Mover è un Progetto Finanziato, ossia, i capitali sono dati dai privati ai quali i ricavi andranno per trentacinque anni. L'esposizione di denaro pubblico è di 27 Milioni di € versati a rate dalla Regione e prelevati da un portafoglio unicamente dedicato ai Trasporti. Sostenere perciò che con quel denaro si sarebbero potuti edificare degli Asili o altro è del tutto impreciso. Altra cosa che si è voluta chiarire è l'accostamento spesso sottolineato, ma altrettanto errato, fra fallimento del progetto Civis e People Mover. Il Civis è stato fermato in quanto, dopo vari test, non è riuscito ad ottenere l'adeguata certificazione alla sicurezza... il People Mover, al contrario, l'ha già ricevuta da tempo ed è pertanto del tutto conforme alle normative. E' stato anche ricordato come in passato l'opera una volta approvata e dichiarata tale abbia ricevuto, nei tempi consentiti per farlo, zero contestazioni.
E' stato infine precisato che l'attestazione al Marconi del PM si troverà, fra qualche anno, a circa 800 metri dal nuovo fabbricato viaggiatori in progetto all'Aeroporto. L'osservazione è giusta ma è stato replicato che l'attuale area del capolinea rimarrà comunque in funzione per gran parte dei voli mentre per il previsto allargamento della struttura aeroportuale è già allo studio una eventuale estensione della monorotaia verso la nuova area.
![]() La Presidentessa del Q.re Porto Elena Leti, L'Assessore Andrea Colombo e il Direttore Cleto Carlini.
Per concludere un po' di storia dei Peole Mover in Italia. ![]() Qui sopra le prime monorotaie italiane: a sinistra quella ormai centenaria dell'Esposizione di Genova nel 1914, a destra quella che meravigliò il mondo a Torino per l'Esposizione Universale del 1961 in occasione anche dei 100 anni di Unità Italiana.
![]() Qui abbiamo i due People Mover presenti in Romagna nei Parchi Tematici di Mirabilandia e Italia in Miniatura.
![]()
L'accostamento che ho voluto fare coi parchi tematici non è casuale: questo sopra è il People Mover di Mosca costruito dalla ditta Intamin che è la stessa che realizzerà il People Mover bolognese. La navetta sarà la stessa con la differenza che quella moscovita è più lunga dovendo collegare rapidamente due stazioni della metropolitana che movimentano 600.000 persone al giorno. La Intamin, appunto, è specializzata nella costruzione di arditissimi Rollercoaster nei parchi di divertimento nel mondo, la qual cosa non può certo impedirle di realizzare tranquilli sistemi di trasporto laddove si aggiudichi il Bando di Gara.
![]() Un altro punto, fra i tanti, che i due ospiti hanno desiderato chiarire con i cittadini è anche quello del territorio attraversato dal People Mover. Non è vero che avrà un forte impatto ambientale coi caseggiati attorno: a parte l'iniziale percorso in Via Carracci, dove comunque non farà che riprendere il sedime del vecchio Binario 16 è sarà a raso prima di salire a 5 metri di altezza, l'intero tragitto è ubicato in aree disabitate e che non lo saranno neppure in futuro. A sinistra possiamo vedere la navetta, in direzione di Bologna, tra il fiume Reno e la Tangenziale e, a sinistra, il ponte per consentire lo scavalcamento dell'Autostrada. Nella prima immaginare notare anche come tutto il percorso sia dotato, su ambo i lati, di pannelli fotovoltaici.
![]() Attualmente il BLQ è servito dagli autobus che collegano con cinque fermate intermedie la Stazione ferroviaria con l'Aeroporto. Le macchine utilizzate sono i Busotto a sinistra e i Mercedes Citaro a destra.
Diverse persone fanno notare che la Navetta del People Mover non avrà che una fermata intermedia al Lazzaretto: alle perplessità di questi cittadini l'Assessore e il Direttore hanno fatto notare che a fronte di un viaggio rapidissimo di sette minuti l'utilizzo delle fermate intermedie dell'autobus, assai più lento e soggetto alle dinamiche del traffico urbano, è scarsamento utilizzato.
![]() Altro punto cruciale ad ogni incontro: la capacità di carico della Navetta. Nell'immagine a sinistra possiamo vedere l'interno del Busotto, a destra quello del Mercedes Citaro. Anche questi autobus non sono particolarmente spaziosi: al centro delle vetture i bagagliai dove alloggiare le valigie restringono ulteriormente lo spazio a disposizione dei passeggeri. L'accoglienza a bordo degli autobus varia dai 70 ai 90 posti a disposizione, fra seduti e in piedi, calcolando solitamente gli spazi liberi fra le sei e le otto persone a metro quadro. Personalmente ritengo, sia per il bus che per la navetta, che questo metro sia un po' troppo generoso: la cifra più adeguata dovrebbe essere quella di quattro o cinque persone a metro quadro.
![]() La navetta bolognese è prevista per accogliere 50 passeggeri anche se, probabilmente, la cifra migliore è quella di 40 persone e relativo bagaglio. Nella foto a destra possiamo vedere come nella navetta sia previsto, su entrambe le testate, il posto di guida. In realtà il mezzo, come il VAL a Torino, è impresenziato e comandato dalla sala operativa... probabilmente le due postazioni sono per le eventuali necessità di personale a bordo ma è anche vero, comunque, che le due cabine sacrificano spazio a disposizione dell'utenza.
La massima efficienza del sistema si avrà non appena tutte e quattro le navette saranno consegnate permettendo, all'occorrenza, le corse multiple nelle due direzioni.
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Commenti
Anche Tiziana Gentili e Paolo Serra sul mio profilo FB hanno mosso le loro convinzioni su quanto scritto per cui ti invio le mie considerazioni:
Caro Amori, bellissima la tua paginata sui trasporti bolognesi. Però sul People Mover ci sono molte imperfezioni ed alcune omissioni. Te le riepilogo:
1) ti dilunghi sulla stazione del Bargellino mentre la vera soluzione è la stazione Aeroporto, a cavallo delle due linee passanti Bo-Mi e Bo-Vr, su queste linee sono già presenti i treni cadenzati alla mezzora, se aggiungi quelli del sfr avremo un treno ogni 10 minuti che passerà a 1100 m. dal Marconi (e 800 fra qualche anno). Se ci saranno le fermate si potrà usare, se non ci saranno non si potrà usare, ma, comunque ci saranno. 2) affermi che è un opera in finanza di progetto, cioè a carico di privati che recuperano la spesa con la bigliettazione. questo era vero fino all'anno scorso, poi il CCC ha venduto il 25% della Marconi Express all'ATC ed i patti, già sottoscritti, vincolano il 100% a quest'ultima entro il 2020. dei 100 milioni di spesa ne avremo, così, 30 a carico della Regione a fondo perduto, 70 a carico di ATC. non vedo traccia di privati. 3) dopo lo spostamento dell'aerostazione ad ovest, in fondo a via Bencivenni, dove si troveranno tutti i check in, il people mover non potrà essere prolungato perché impedito da una invalicabile area militare. le vecchia e la nuova aerostazioni verranno collegate da un tunnel pedonale. fra il terminale del PM ed i check in ci saranno almeno 20 minuti di scale e marciapiedi mobili. 4) il potenziale di trasporto del pm è stato calcolato in 50 persone per viaggio sullo standard di 4 passeggeri per mq. questi sono, però, calcoli teorici che servono per i collaudi strutturali, i tecnici dei trasporti calcolano i dati reali a partire dai due terzi dello standard (escluse le valigie). sul BLQ con portata 90 passeggeri nella realtà non ce ne stanno più di 52 (ed i bus hanno ampi spazi per valigie sui passaruote), sul pm non ce ne possono stare neppure 30, ed in condizioni molto disagiate. una cabina telefonica è un mq. prova a farci stare 4 persone più i trolley. 5) si afferma che il pm non comporta rotture di carico, al contrario del SFM. a parte che il fatto è solo temporaneo, come detto sopra, ci si dimentica che tutti i provenienti da ovest e nord-ovest passeranno davanti al Marconi, non potranno scendere, dovranno arrivare a Bologna, cercare il PM, pagare un salato pedaggio e tornare indietro. sono circa un quarto degli utenti, neppure pochi.
Ringrazio per le precisazioni ma, come avrà notato anche Paolo che era presente, ho solamente annotato quelli che sono stati i dubbi dei cittadini in Sala e le risposte che sono state date dal confronto con gli Amministratori. Il carattere della serata era impostata sulle considerazioni discorsive in scioltezza senza volersi, com'è stato detto, addentrare eccessivamente ad esempio sulla parte contrattuale... altrimenti, come è stato aggiunto, ci sarebbe voluta minimo un'altra serata. Difatti, l'incontro così impostato è stato molto tranquillo e senza tensioni: per chi ha vissuto quelle di un tempo sul Civis, è apparso subito molto bello per un appuntamento che dalle 20:30 si è prolungato oltre mezzanotte. I temi che hai descritto, avrai notato, sono stati tutti all'incirca toccati nel mio post. Il tema del Bargellino, che personalmente non ho mai condiviso, è stato ripreso perchè molto impresso ai cittadini sia per i numerosi articoli che per il famoso servizio giornalistico a Report ed era inevitabile che non se ne riparlasse nuovamente. A questo proposito, anzi, i due ospiti hanno citato i binari di Cintura, tema a me caro e di cui anni fa scrissi sul sito del pd.org, descrivendo comunque un adeguamento del costo di 40 Milioni di Euro e di una contrattualità diversa da quella del PM. Certo, e sono a ripeterlo, che quei binari ai quali comunque sarebbe richiesta una bretella di 2 Km per congiungersi con l'Aerostazione, collegherebbero non solo questa con la Stazione ma pure con la Fiera e il CAAB con un numero di stazioni intermedie significative come Zanardi, Sostegno, Erbosa, Barbieri, Corticella, Saliceto, Ferrarese, Stalingrado, San Donato...
Ho anche annotato la fermata di Via Bencivenni, originariamente preposta all'Aeroporto e poi sospesa con la priorità sopravvenuta del PM, ed anche della fermata oggi denominata Borgo Panigale Scala racchiusa tra le pareti fonoassorbenti e di come molti cittadini e tecnici puntassero per i due collegamenti. Non ho idea di come la futura attestazione della monorotaia possa estendersi verso la nuova area aeroportuale ma è stato detto che c'è uno studio su questo e questo riporto. Anche io, e l'ho detto più volte, sono sempre stato dubbioso sulle effettive capacità di carico dei mezzi sia autofiloviari che della Navetta del PM. Siamo in difficoltà coi calcoli a quattro persone a metro quadro figuriamoci con quelli in vigore a sei e a otto. Dopo il nostro incontro in Via Rivani a Ottobre ho scritto sul Forum Sostenibile che il punto di criticità del PM è rappresentato dalla capacità di carico della navetta e che è necessario, fin da subito, disporre dei quattro mezzi previsti per gli accoppiamenti che possano raddoppiare l'offerta per competere con gli attuali Citaro e Busotto del BLQ a parità di posti ma a fronte di un viaggio molto più rapido.
Ho visto anche io il filmato dove si cercano di fare entrare le persone in Stazione nel metro quadrato al suolo o nella cabina telefonica e l'ho trovato divertente... Nulla da obiettare sul fatto dell'utenza che giungendo da Modena o Crevalcore, lungo le dorsali 3 e 5, debbano raggiungere comunque la Stazione dopo essere già passati in prossimità dell'Aeroporto. E' anche vero però che in tanti chiedono la non realizzazione di quest'opera per conservare l'autobus BLQ e le sue cinque fermate intermedie: se così fosse anche in questo caso, come in passato e al momento, i passeggeri di quelle linee dovrebbero comunque portarsi in Stazione per prendere il bus. A presto, Rob
Quello di Bologna ne ha uno solo, se dovessero crescere le necessità sarà necessario costruire tutte le opere d'arte per il raddoppio.
A fare così ci hanno insegnato le autostrade, dove in una lungo tratto dell'A1 i cavalcavia hanno avuto una durata di 15-20 anni poi sono stati demoliti e rifatti.
E i cittadini col pedaggio ne pagano il costo.
PM e CIVIS hanno in comune il curriculum delle entità coinvolte.
Nessuno può dirci che la lezione non sia stata appresa, ma un po' di prudenza non guasterebbe.
Il PM del San Raffaele l'ha pagato don Verzè (anche se poi è venuto fuori come) e l'ha poi affidato in gestione all'ATM.
Perchè il Marconi, che ha così rosee prospettive, non lo costruisce con denari suoi cedendone - se crede - la gestione ad ATC?
L'analisi del People Mover mi pare però una difesa d'ufficio... con qualche salto mortale.
Una piccola cosa, per non avviare un discorso troppo complicato: l'utenza dei voli low cost, che sostiene (per ora) il traffico del Marconi viaggia con un trolley di max 20 kg, che i viaggiatori si tirano dietro senza particolari difficoltà.
Chi viaggia con bagagli anche adesso raggiunge l'aeroporto con i taxi o con familiari/amici.
Una nota di colore: qualche giorno fa ho accompagnato in auto un amico e atteso il suo imbarco definitivo. Il parcheggio ha marcato un'ora e 6 minuti e ho pagato 2 ore. Per la grande Giuseppina Gualtieri la divisibilità del tempo si ferma alle ore.
E' bello poter far soldi così.
Più o meno come coi project financing di ultima generazione!
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