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Raccolta Differenziata, Consegna delle Merci e Aree Pedonali, tutto assieme...
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Interventi | Raccolta Differenziata, Consegna delle Merci e Aree Pedonali, tutto assieme... |
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| Scritto da Roberto Amori | |
| sabato 28 gennaio 2012 | |
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Una cavallina al piccolo trotto col suo calesse in Via Rizzoli, un filobus, alcuni pedoni in un contesto normale, un taxi e una bicicletta... E' una domenica di ormai 40 anni fa ai tempi dell'Austerity quando i bolognesi, assieme a tutti gli italiani, si resero conto che le risorse non erano infinite, che diventavano sempre più costose, che così sfruttate senza logica potevano essere nocive alla salute e che i centri urbani erano ormai divenuti invivibili. Era il 1974 e pare davvero strano pensare che solo sette anni prima, Piazza Maggiore e Via D'Azeglio, non erano ancora state pedonalizzate...
A distanza di anni alcuni di questi temi sono parzialmente ancora attuali: la metanizzazione dei riscaldamenti civili ha raggiunto il 98% degli immobili bolognesi per cui la quasi totalità dei problemi legati all'inquinamento è dovuta al traffico in centro e, aggiungo io, alla strettissima vicinanza della Tangenziale e Autostrada alle primissime periferie. Le fonti civili contribuiscono in minima parte al problema ed è quindi logico apportare nuove modifiche e strategie alla nostra quotidianità sulle strade. La recente presentazione del progetto " Di nuovo in Centro " ha coinvolto nella discussione i cittadini chiamati in causa con le proprie idee, progetti e considerazioni personali racchiuse in una idea di Laboratorio allargato e partecipativo.
Sulle ali dell'entusiasmo inizio subito con la mia proposta: piano filoviario della rete urbana in progetto con raccolta differenziata e consegna delle merci racchiuse assieme in un contesto pulito, silenzioso ed elettrico.
Questa è una ipotesi di rete filoviaria che è emersa nei primi incontri e da vari confronti, l'ho disegnata io ed è approssimativa alla discussione iniziale: mi scuso fin d'ora per le proporzioni non proprio geometriche ma che rappresentano comunque ugualmente l'assetto delle nostre strade prese in considerazione. Alle attuali linee di filobus 13, 32 e 33 si aggiungerà tra pochi mesi la 14. Le linee prese in considerazione per la attuazione successiva sono le odierne linee di autobus 11, 19, 20, 25, 27 ossia nove linee filoviarie in totale di cui 7 radiali che collegano tra loro 14 periferie della nostra città, oltre alle due storiche linee di Circonvallazione dei Viali. Di queste linee radiali sei avranno i capilinea sdoppiati in linee A e B ed è, infine, previsto anche il prolungamento della linea 13 fino a Rastignano nel territorio del Comune di Pianoro. Nella mappa in ipotesi le linee nere sono quelle già esistenti, le rosse quelle in cantiere mentre quelle azzurre in progetto. Le chiocciole sparse sul territorio rappresentano invece i numerosi punti di interscambio fra la nuova rete filoviaria e le fermate del Servizio Ferroviario Metropolitano ad integrazione dei due sistemi di trasporto, le quali, dovranno aggiungersi alle altre fermate presenti sul resto della rete urbana servita dagli autobus.
Osservando questo piano così bello e coraggioso non possono che sovvenire varie considerazioni a riguardo.
La prima è che gran parte del territorio bolognese è servito da linee elettriche che sono capillarmente diffuse sia in città che in periferia: rimane fuori, fra le dorsali più importanti, solo l'asse di Saragozza per le difficoltà a far transitare i filobus sotto l'Arco del Meloncello.
![]() I tram dei primi del '900, più bassi e con i trolley che quasi si sdraiavano sul tetto, riuscivano a passare sotto l'Arco del Meloncello. In questa bella cartolina di 100 anni fa vediamo un tram extraurbano sulla linea di Casalecchio mentre a destra, cosa interessante, vediamo un altro binario deviare sotto un arco di foggia diversa dal restante contesto del porticato per la Basilica di San Luca. In quel punto un breve tratto di portico venne abbattuto per creare un fornice, oggi usato dalle automobili, dove fare transitare i tram urbani che dal centro arrivavano ad attestarsi nell'attuale Piazza della Pace. La volontà di volere oggi filoviarizzare le linee di maggiore forza dell'ATC, e rivederne così l'assetto dopo l'ultima grande ristrutturazione del 1989, dimostra quanta attenzione viene rivolta all'inquinamento da polveri sottili, al rumore e ad alleggerire il numero dei transiti sotto le Due Torri arrivando al 100% di veicoli compatibili con l'ambiente ma anche rispettosi, in assenza di vibrazioni, degli edifici storici.
![]() Questa è la pagina dedicata ai nostri argomenti nel progetto " Di nuovo in Centro " presentato in Sala Borsa il 3 Dicembre. In alto a sinistra abbiamo l'attuale sistemazione della rete urbana bolognese ora in larga parte gestita con autobus dove al centro, sulla Via Rizzoli, vediamo convergere un alto numero di linee che, con la filoviarizzazione, dovrebbero in parte essere smistate sull'asse Dei Mille-Irnerio. Sotto abbiamo tre vedute, raffigurate con delle torte, dove la parte grigia rappresenta la porzione di utilizzo dei mezzi a gasolio e quella verde coi filobus o i metano. Nella prima a sinistra l'attuale situazione nelle vie Rizzoli, Castiglione, San Vitale e Strada Maggiore. In quella successiva come sarà nel Dicembre del 2012 e nell'ultima, con le torte interamente verdi, nel Dicembre del 2013. A destra, infine, alcune ipotesi di come saranno deviate dal centro le linee di autobus 19, 25 e 27 una volta trasformate in filobus.
A Bologna il filobus fa il suo esordio nel 1955 quando venne decisa l'operazione " Dalla rotaia alla Gomma ".
Nella prima immagine a sinistra possiamo vedere una già trafficata via Marconi con un filobus Fiat 2401, un tram ed un altro filobus Alfa Romeo 140. I due nuovi mezzi sono appena entrati in servizio sulla linea 41 Borgo Panigale che, proprio nel 1955, venne a sostituire la precedente linea tramviaria 3.
Nell'altra immagine, ad una affolatissima fermata, possiamo vedere come già nel 1958 ci fosse bisogno di vetture di grandi dimensioni... quelli che oggi vengono definiti Bisonti sono in realtà mezzi che, siano autobus o filobus, circolano in gran numero sulle strade di Bologna da 54 anni.
![]() Un altro gruppo di filobus snodati di 18 metri giunti nel 1964 e qui fotografato in Piazza Maggiore quando ancora era consentito il transito dei mezzi pubblici al Pavaglione. Sulla sinistra una fiammante Alfasud della Polizia nei nuovi colori bianco-azzurri voluti dal Ministro Cossiga in sostituzione del precedente verdone. Perchè accomunare la Raccolta dei rifiuti, differenziata ed indifferenziata, col piano delle filovie presentato in Comune? Perchè una volta constatata la capillare diffusione dei bifilari sul territorio della città, centro storico compreso, si potrebbe progettare il conferimento dei rifiuti con filocompattatori elettrici che abbatterebbero ulteriormente le emissioni di sostanze nocive in un contesto di assoluta mancanza del rumore prodotto dai motori a combustione interna utilizzati solitamente per questo genere di veicoli. A tale proposito Bologna, attenta a queste tematiche e alle tecnologie annesse, ha avuto come forse non tutti ricorderanno un precedente importante alla fine degli anni '90.
Sembra un normale compattatore e invece è un filobus costruito dalla Macchi: venne chiamato filocompattatore ed era bimodale, ossia in grado di muoversi in elettrico sia sotto i bifilari della rete bolognesi che a gasolio in altre tratte cittadine. Dopo i primi test effettuati lungo la linea 13 il filocompattatore venne a lungo accantonato al deposito Hera del Frullo in attesa di decisioni sul suo utilizzo effettivo. E' chiaro che mezzi di questo genere debbano trovare posto nella turnazione notturna della ricossione dei rifiuti in quanto di giorno potrebbero essere di intralcio ai normali filobus in servizio. Come si vede nella foto erano previste le postazioni per i due operatori in coda mentre oggi i compattatori sono generalmente ad operatore unico e sarebbe bello poterne averne a disposizione un numero sufficiente per la raccolta notturna dei rifiuti sulle strade della futura rete filoviaria bolognese. A Mosca, che dispone di una vastissima rete filoviaria, questo genere di mezzi sono molto diffusi ed è così che Mosca e San Pietroburgo ci introducono all'ultimo tema: la distribuzione delle merci in città.
Questo filobus (Robokubo Flickr), non proprio modernissimo, è uno dei mezzi utilizzati a Mosca per il trasporto e la consegna delle merci in città. Nell'immagine a fianco un altro filocarro più attuale in servizio a San Pietroburgo. La distribuzione delle derrate ai negozi è uno fra i temi maggiormente discussi a Bologna negli ultimi tempi ed in particolare lo è ora, con il piano delle nuove Aree Pedonali, presentato dalla Giunta di Merola.
Il rifornimento ai negozi è oggi perlopiù svolto da numerosi corrieri chiamati di volta in volta, ad ogni ora del giorno, che nello svolgimento del proprio lavoro possono causare intralcio alla viabilità ordinaria per via della difficoltà ad accostare o trovare parcheggio in prossimità del negozio da rifornire.
In alcune città che hanno avuto la fortuna di conservare la propria rete tramviaria è già da tempo consuetudine svolgere la consegna delle merci in città utilizzando i binari del servizio ordinario: i casi più importanti sono quelli di Dresda in Germania, Zurigo in Svizzera, Amsterdam in Olanda ora in fase di riprogrammazione, ed anche in Francia a Parigi che ha in programma un servizio sperimentale di questo genere.
![]() Questo è uno dei CarGoTram di Dresda: 40 metri di tram che si muovono lungo la fittissima rete di binari urbani per consegnare le merci nei negozi in città. I tram vengono caricati di prodotti in luoghi preposti in periferia, il viaggia termina in altri punti prestabiliti in città per proseguire, al dettaglio, con piccoli mezzi elettrici che effettuano il trasporto per l'ultima tratta.
Ancora immagini del trasporto merci sulle rotaie tramviarie di Dresda. Le motrici, visto che siamo in tema di ambiente e sfruttamento delle risorse a disposizione, sono state ricavate in economia dalla trasformazione di tram accantonati dal servizio passeggeri. Notare nell'immagine di sinistra l'elegante sede inerbita nei lunghi tratti non in promiscuo con altri veicoli.
photo Andreetjes
![]() Qui siamo in Olanda, ad Amsterdam, dove la modalità del servizio e delle consegne è svolto pressapoco con le stesse modalità. Anche in questo caso i tram merci sono stati realizzati sfruttando vecchie motrici snodate a più casse già radiate dal servizio ordinario.
Bien et bio.info Sustainablecitiesnet
![]() Questo è il prelievo delle merci: il Cargotram si ferma in punti preposti in città lungo binari non utilizzati dai tram in servizio ordinario, un muletto elettrico preleva la merce che viene infine caricata su veicoli elettrici per l'ultimo pezzo di strada fino al negozio. E' chiaro che operazioni di questo genere richiedano disponibilità ed investimenti non indifferenti ma come vediamo nulla è impossibile e i primi ad avvantaggiarsene sono comunque i cittadini e l'ambiente in cui vivono e lavorano. La città di Amsterdam ha calcolato che il 39% dell'inquinamento urbano è dovuto al traffico commerciale per il rifornimento delle merci, da qui l'idea di sfruttare la grande rete tramviaria a disposizione per questa fase di sperimentazione e di test dei tram Citycargo.
![]() ![]() In attesa delle foto che arriveranno da Parigi, concludiamo col Cargo Tram di Zurigo che al contrario di Dresda e Amsterdam ha adottato il sistema dei containers fissati a pianali merci trainati dalla motrice di servizio. Nell'immagine a sinistra possiamo vedere come sia possibile accedere ai containers per prelevare la propria merce mentre a destra abbiamo il tram che all'occorrenza traina anche più di un pianale.
Tornando ad osservare la piantina bolognese di questa ipotesi filoviaria così tanto estesa ci si chiede: sarebbe possibile a Bologna anche solo ipotizzare in futuro l'utilizzo di filobus riadattati per il trasporto delle merci in città o il conferimento dei rifiuti in filocompattatori elettrici? Sono entrambe modalità già esistenti e con precedenti interessanti anche nella nostra stessa città.
Gli Inglesi del resto stanno già andando oltre, pensando al trasporto merci filoviario in Autostrada:
![]() A presto, Roberto Amori. |
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Commenti
E la sua proposta meriterebbe un approfondimento, perchè si tratta di questioni ben più utili ai cittadini del People Mover, checchè ne dica l'esperto Donini che consultando gli aruspici ne attesta la necessità per la "competitività" e la infrastrutturazione del nostro territorio.
Chiedendomi se il nostro (e i nostri) conoscono il significato del termine "competitività" rinvio all'articolo di Ivan Beltranda pubblicato su La Voce . info
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002855.html
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