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intervista a Paolo Natali, responsabile Politiche Urbanistiche, Territorio e Mobilità del PD di Bologna
La Direzione del PD di Bologna dello scorso mercoledì 7 dicembre ha approvato, tra le altre indicazioni, la revisione del PGTU (Piano Generale del Traffico Urbano), dando priorità alla pedonalità e alla mobilità ciclabile. In concreto, ciò che già il Comune fa con i T-Days e le deroghe con il contagocce a Sirio. Ma con molte critiche da parte dei commercianti, che lamentano ripercussioni negative sugli acquisti. Qual è la sintesi, se c'è?
I T-Days sono stati occasione per sperimentare cosa significa, nella pratica, il nucleo del centro storico della nostra città completamente libero da mezzi motorizzati, compreso il trasporto pubblico, con tutta la sua valenza positiva in termini di vivibilità ma anche con i suoi problemi di accessibilità da risolvere. Sirio rappresenta un insostituibile presidio per limitare l’accesso al centro a chi ne ha diritto, un diritto da riconoscere sulla base di criteri obiettivi. Ma il PGTU è assai di più, evidentemente. La discussione e il confronto partecipato che si aprirà a breve sul “Progetto per una nuova pedonalità” consentiranno all’amministrazione comunale di approvarne un primo stralcio, che ne orienterà l’impostazione generale: misure per la tutela e la valorizzazione della mobilità pedonale e ciclabile, riorganizzazione e potenziamento del sistema di trasporto pubblico locale, basato sull’utilizzo coordinato ed integrato di bus, filobus e treni, politica coerente della sosta, mobility management ecc., con un’attenzione non solo al centro ma anche alle periferie, ove vanno incrementate e sottoposte a controllo le zone 30Km. Un Piano che mette al centro la sicurezza, soprattutto degli utenti deboli (ciclisti e pedoni), che non è contro i commercianti, ai quali offre una città più attraente e, in definitiva, più accessibile. Insomma, va garantito a tutti il diritto alla mobilità, ma non con qualsiasi mezzo.
In generale, a Bologna, ogni progetto di nuova infrastruttura sembra sempre arenarsi contro il malcontento di qualcuno. Qual è la strada da seguire per dare finalmente una svolta a questo trend pluridecennale?
Più che in passato, di fronte a nuove scelte infrastrutturali di carattere strategico è necessario effettuare, prima della decisione, attente analisi costi/benefici, che verifichino e mettano a confronto in modo trasparente le caratteristiche delle diverse soluzioni possibili, compresa la cosiddetta “opzione zero”. I cittadini debbono essere messi in condizione di partecipare a questa fase preliminare sugli studi di fattibilità, utilizzando, per i non addetti ai lavori, opportune relazioni “non tecniche”.
Qual è il punto di non-ritorno rispetto a una decisione assunta dall’amministrazione, soprattutto quando sono in ballo opere di realizzazione pluriennale e dai costi sostenuti?
Dopo il progetto definitivo, l’aggiudicazione e il contratto, fare marcia indietro espone a controversie legali e al pagamento di penali. È chiaro, come detto prima, che bisogna effettuare tutti gli approfondimenti necessari prima di quel momento.
La parentesi dell’amministrazione Guazzaloca ha cambiato il progetto di tranvia del sindaco Vitali, provocandone di fatto lo stop. Fino a dove possono spingersi l’appartenenza politica e la dinamica maggioranza-opposizione quando in ballo c’è l'interesse pubblico?
Ogni amministrazione sostiene che le proprie scelte vengono fatte nell’interesse pubblico. Questo fino a prova contraria, come potrebbe verificare la Procura che sta indagando sulle procedure di aggiudicazione del CIVIS della giunta Guazzaloca. Quello che si può dire è che cinque anni sono un termine troppo breve per fare progetti importanti e riuscire a realizzarli. Per questo è auspicabile che la giunta Merola abbia davanti a sé dieci anni e che nei prossimi mesi, attraverso il Piano Strategico, si pongano le basi per un progetto di sviluppo della nostra città che abbia un orizzonte temporale ancora più ampio.
C’è, poi, un dato che non dovrebbe avere colore politico, quello dello smog, in continuo aumento, e in questi casi si ricomincia a parlare di stop alle auto. Provvedimenti dell’amministrazione e progetti in questo senso sono già stati intrapresi (ad esempio la ‘Nuova pedonalità’) ma qual è il disegno per tenere a freno, e magari ridimensionare, il problema a lungo termine?
Le condizioni di stabilità meteorologica e le alte pressioni che stanno caratterizzando il clima del Nord Italia già da alcune settimane hanno un ruolo determinante nel favorire l’accumulo di inquinanti come le polveri sottili, per cui i provvedimenti occasionali di limitazione del traffico sono poco più che delle “aspirine” che non riescono a guarire la malattia da cui siamo afflitti. Servono misure strutturali che producano dei cambiamenti nelle scelte di mobilità delle persone, riducendo le percentuali di coloro che utilizzano quotidianamente l’auto o la moto per raggiungere il luogo di studio o di lavoro: quindi, miglioramento dei sistemi di trasporto pubblico su ferro e su gomma (oltretutto più economici a fronte dell’aumento del costo della benzina e del gasolio) e incentivi alla mobilità ciclabile. L’Odg approvato dalla Direzione del PD contiene punti che orientano le politiche in questo senso. È necessario altresì che, trattandosi di un problema che interessa tutte le regioni padane e che non può trovare soluzioni veramente efficaci a livello locale, il Governo s’impegni direttamente attraverso un piano di azioni coerente. Il ministro Clini si è occupato per decenni di questi problemi, nella sua qualità di Direttore generale del Ministero, e li conosce assai bene.
Verosimilmente, avremo e quando un centro storico vivibile dalle famiglie e con un forte richiamo turistico, un capoluogo collegato al territorio da un efficiente SFM (Sistema Ferroviario Metropolitano), le direttrici Stazione-Fiera Aeroporto a regime, insomma una Bologna a dimensione europea?
Credo che ci siano le condizioni perché nei prossimi cinque anni facciamo passi significativi in quella direzione, nonostante la carenza di risorse possa rendere tutto più difficile. L’importante è darsi costantemente degli obiettivi di miglioramento nei diversi settori e riuscire a verificarne il raggiungimento.
L'odg approvato dalla Direzione del PD di Bologna del 7 dicembre
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