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Giustizia
Temi per il Forum giustizia del PD bolognese PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione PD Bologna   
venerdì 14 marzo 2008

Il gruppo di lavoro istituito sul tema “giustizia” in vista dell’attivazione di uno specifico forum è concorde nel proporre che il coordinamento provinciale del PD dia corso a tale attivazione.
Anche se le tematiche ad esso relative possono apparire – nella loro generalità – di competenza nazionale, non v’è dubbio che un forum provinciale possa non solo contribuire efficacemente ad un ragionamento generale ma anche, nello stesso tempo, monitorare ed intervenire in una realtà locale che così profondamente incide sulla vita sociale ed economica dei cittadini del nostro territorio. La presenza di un forum provinciale avrà significato non solo come contributo alle soluzioni dei problemi nazionali ma potrà costituire momento di attenzione e sollecitazione per il buon funzionamento nella nostra macchina locale, anche attraverso i Consigli Giudiziari che dobbiamo considerare, guardando loro come reali momenti di democrazia, organi essenziali di partecipazione e decisione. I motivi per cui si è giunti a tali concordi conclusioni sono riassumibili nei punti tematici di seguito elencati, nei quali prevalentemente vanno individuate le ragioni della crisi – efficacemente definita di “mancanza di giustizia” – nella quale si dibatte il nostro sistema di giurisdizione sia sotto il profilo di funzionalità e di qualità, sia sotto quello più propriamente politico attinente al rapporto individuo/società (nelle sue più svariate accezioni) ed a quello tra i poteri dello Stato.

1) organizzazione del “servizio giustizia”

E’ la causa principale della “irragionevole durata” cioè della insostenibile lunghezza dei tempi di risoluzione delle controversie. E’ anzitutto un problema di efficienza, che non va letto in contrapposizione con le “garanzie”, ma che va affrontato dall’esterno, invertendo la tendenza attuale di affidamento delle soluzioni alla sola magistratura:

  • con una gestione manageriale degli uffici giudiziari, da affidare a tecnici da affiancare ai dirigenti degli uffici (e, in linea di tendenza, a magistrati formati ad hoc);
  • con la revisione (accorpamento) delle circoscrizioni giudiziarie, con obiettivi di ottimizzazione che tengano conto – senza farne criterio esclusivo, per evitare fossilizzazioni di indirizzi – del criterio della specializzazione, accompagnato da quello della periodica rotazione degli incarichi;
  • con lo sviluppo della tecnologia informatica e con il definitivo avvio dell’“ufficio per il processo” (sintesi di managerialità e di sostegno alla funzione giurisdizionale);ù
    d) con la riorganizzazione dei servizi e della relativa normativa;
  • con la revisione del sistema di selezione della dirigenza sia amministrativa sia togata.

2) Ragionevole durata del processo

Dipende in misura massima dall’organizzazione; come appena detto, è problema anzitutto di efficienza che va affrontato senza intaccare le c.d. “garanzie”, dato che l’obiettivo costituzionalmente garantito non è il processo rapido ma il processo “giusto” ; ciò non toglie che siano necessarie anche riforme processuali che razionalizzino determinati istituti (nel penale, sistema delle notifiche , processi agli irreperibili , ecc. ) ma va ben considerato che la irragionevole durata è determinata non solo dai tempi del processo ma anche e in particolare dai tempi morti (dovuti essenzialmente a carenze organizzative, di mezzi e di organici) tra le varie fasi processuali.

3) Depenalizzazione e panpenalizzazione

La prima è stata quasi una parola d’ordine ma abbiamo fallito; la seconda è la realtà impostaci da un legislatore che sanziona penalmente, in pratica, qualunque tipo di illecito. Occorre riprovare ancora con il diritto penale minimo, prevedendo meccanismi sanzionatori di natura pecuniaria alternativi alla sanzione penale.

4) Azione penale obbligatoria

Il principio, da condividere e confermare, non viene rispettato per obiettiva impossibilità concreta. Può essere opportuno per evitare arbitrii ed ingiustificabili differenze di azione, introdurre il metodo della discrezionalità vincolata (predeterminazione da parte di un organo neutro – il Parlamento ? il CSM?, i Consigli Giudiziari ? – di criteri generali di priorità) fermo restando che la panpenalizzazione è l’ostacolo principale all’attuazione dell’obbligatorietà.

5) Valorizzazione di ruolo e funzioni del P.M.

Deve essere salvaguardata la sua funzione di garante della legalità processuale nella fase delle indagini e per tale motivo occorre ricercare meccanismi di adeguata responsabilizzazione, ferma la sua indipendenza, nella diversità delle sue funzioni requirenti rispetto a quelle giudicanti.

6) Processo (penale)

Il processo è il momento dell’accertamento – secondo regole predefinite – dei fatti e di verifica dell’esattezza della proposizione accusatoria formulata dal P.M., ad opera di un giudice terzo ed imparziale, indifferente all’esito del processo stesso perché i diritti in gioco (quello punitivo dello Stato e quello alla libertà ed al riconoscimento di non colpevolezza dell’imputato) sono di eguale rango costituzionale. Il processo penale non può essere, pertanto, strumento di controllo sociale, né tantomeno di mera repressione degli illeciti penali.

7) Tutela delle vittime del reato

Vi è l’esigenza di rivedere in generale e rendere più incisivi (fuori e dentro il processo) i mezzi di tutela e di sostegno delle vittime del reato, con particolare attenzione a delitti specifici (violenza sessuale, criminalità organizzata, pedofilia ecc.).

8) Giustizia civile

Semplificare il processo civile riducendo la diversità dei riti ed introducendo meccanismi di incentivazione della conciliazione pre-processuale (tentativo obbligatorio).
Favorire il ricorso a procedimenti cautelari o abbreviati intesi a snellire il contenzioso ordinario.
Imporre l’utilizzo di strumenti telematici laddove sia possibile.

9) Giustizia amministrativa

Anche in questo settore è necessario che sia assicurata la ragionevole durata del processo, incrementando il sistema (rigido) delle preclusioni (decadenza per quanto non dedotto con l’atto introduttivo) dei termini ridotti, della possibilità di sentenza “breve” (decisione di merito con motivazione succinta), della discussione (stringata) orale, dei provvedimenti cautelari anticipatori e dell’avanzata informatizzazione.

10) Avvocatura

Concorre, come soggetto necessario, al buon funzionamento del sistema giustizia; l’esorbitante crescita degli ultimi anni (circa il 300 % dal 1960, contro il 30 % dei magistrati) dovuta a più fattori socio-economici ma anche all’aumento della domanda di giustizia, rappresenta un problema anche al di fuori del dato puramente sociale: non è semplice imporre coesione ed uniformità di comportamenti ad una moltitudine che si contende il lavoro in un mercato ristretto (3 avvocati ogni 1000 abitanti, senza contare il peso delle law firms per le cause e le consulenze di maggior valore) anche se l’avvocatura di per sé non incide in modo significativo sull’organizzazione del servizio giustizia da parte dello Stato. Può però assumere un ruolo decisivo nella funzione di filtro e selezione del contenzioso civile e nella conciliazione delle controversie (la cd. ADR, alternative dispute resolution); urge la riforma dell’ordinamento professionale, che favorisca il rinnovamento di un’ avvocatura non al passo con i tempi e ne favorisca l’impegno anche deontologico per il miglioramento del “servizio giustizia”.

11) Magistratura

E' indispensabile una riflessione sul rapporto tra l’ordine giudiziario e gli altri poteri dello Stato, soprattutto sotto il profilo politico-sociale. Infatti da alcune parti, anche se in modo discutibile, si evidenzia una sua tendenza alla sovraordinazione rispetto alle istituzioni politiche, dovuta al ruolo di supplenza che si è trovata a svolgere per l’insufficienza della politica. Occorrerà ripensare all’incidenza delle correnti dell’ANM sul funzionamento del CSM ed introdurre meccanismi di contrasto ai fenomeni di lobbismo che si manifestano all’interno del CSM medesimo.
Occorre anche riflettere se rivedere o meno la normativa sulla responsabilità civile dei magistrati alla luce della sua scarsissima applicazione.
Altro tema è quello dei magistrati “fuori ruolo”, sottratti al sistema giurisdizionale e destinati a funzioni politico-amministrative presso ministeri ed altre istituzioni.

12) Giustizia e informazione

E' tema di grande attualità che coinvolge direttamente quello della libertà di stampa, che non si vuol certo conculcare. Tuttavia non si può restare inerti rispetto alla conseguenze che la esplosiva commistione provoca. Infatti, se nel sistema giustizia stricto sensu operano le regole di garanzia tese ad assicurare un processo giusto, le stesse sono inefficaci rispetto al fatto mediatico, sempre basato su inaccettabili fughe di notizie.

13) Consigli giudiziari

E’ un’importante occasione che occorre non perdere per garantire partecipazione democratica a significativi momenti decisionali – a carattere anche locale – del sistema di giurisdizione.
E’ necessario che siano fatti oggetto di attenzione politica e di raccordo tra istituzione e società, con ogni possibile informazione e divulgazione dei dati.

14) Collaborazione

Occorre migliorare il rapporto tra sistema giustizia, istituzioni, associazioni e territorio in modo da restituire ai cittadini fiducia nella giustizia ed attivare un percorso virtuoso in grado di riconvertire il senso civico e la collaborazione dei cittadini in risposta efficace, credibilità ed autorevolezza delle istituzioni.

 

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