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DOCUMENTO DEL FORUM SU INNOVAZIONE POLITIICA E PARTECIPAZIONE PDF Stampa E-mail
mercoledì 16 luglio 2008
 

Scritto da roberto giorgi ronchi,

Pagina vista : 230

Carissime/i,

allego qui di seguito il Documento approvato dal Forum su Innovazione Politica e Partecipazione in vista della Conferenza Programmatica del PD del 18 e 19 luglio prossimi.

Cordiali saluti

 

Per il Forum su Innovazione Politica e Partecipazione

Roberto Giorgi Ronchi

 

 

 

DOCUMENTO DEL FORUM

INNOVAZIONE POLITICA E PARTECIPAZIONE

 

Il sistema politico italiano sta attraversando una crisi profonda, che è soprattutto crisi di fiducia e di credibilità del detto sistema agli occhi dei cittadini.

 

La politica nel suo complesso ha perso e sempre più sta perdendo autorevolezza e prestigio di fronte a tanti cittadini, specie i più giovani.

 

Le ragioni di questo vuoto e di questo deserto le conosciamo, e sappiamo che
sono profonde e risalenti nel tempo: bisogna infatti tornare al '900, ed
alle grandi narrazioni che hanno caratterizzato la politica in quel periodo.

Con la fine di quelle ideologie, caduta la speranza, il sogno e l'utopia di un futuro migliore, la politica ha perso da tempo la capacità di attrarre le energie più positive: i giovani più seri, idealisti ed impegnati spesso oggi disprezzano la politica attiva, considerata luogo moralmente censurabile, e preferiscono dedicarsi al volontariato ed al diretto impegno nella società. La fioritura delle esperienze nel terzo settore è indice, tra l'altro, anche della crisi della politica, della sua attuale incapacità di offrire ai cittadini il sogno e l'utopia di un mondo migliore.

 

Se si vogliono mettere in campo buone politiche ed azioni positive e concrete per il nostro Paese oggi bisogna partire soprattutto da qui: restituire ai cittadini il gusto, la passione ed il sapore dell'impegno politico diretto, all'interno dei partiti.

 

Occorre dunque declinare il problema della partecipazione non solo come un problema giuridico-istituzionale, non solo come un problema tecnico - informatico – profili tutti pur di gran rilievo -, ma anche e soprattutto come un problema politico.

 

I cittadini hanno perso fiducia- come dicevamo- nel ceto politico, ma non hanno perso interesse alla vita pubblica: essi vogliono dare il loro contributo alla risoluzione della crisi del sistema politico in Italia, che a sua volta è parte essenziale della crisi del nostro Paese, e non perdono occasione per manifestare tale loro intendimento: basti pensare alle esperienze di partecipazione cui abbiamo assistito in questi ultimi anni, dalle primarie in Puglia che hanno espresso Nichi Vendola alle primarie in Sicilia cui ha partecipato Rita Borsellino, dalle primarie di Prodi dell'ottobre del 2005 a quelle di Veltroni del 14 ottobre del 2007; tutte le volte in cui sono state convocati, in buona sostanza, i cittadini hanno risposto con grande entusiasmo, e con la loro partecipazione hanno inviato un messaggio forte e preciso al ceto politico, un messaggio che si può così riassumere: c'è tanta voglia di partecipazione in questo Paese, ed il ceto politico potrà conquistare credibilità e legittimazione solo se saprà e vorrà consentire al protagonismo dei cittadini di esprimersi appieno.

Occorre distinguere 2 livelli in cui la partecipazione dei cittadini può esprimersi:

  • partecipazione nei partiti

  • partecipazione nelle istituzioni

 

Quanto ai partiti, e quanto al PD in particolare, occorre partire come sopra accennato dalle primarie: le primarie sono infatti espressione di un valore fondante del PD, il valore della contendibilità degli incarichi con modalità democratiche e partecipate, il valore di una leadership più democratica e trasparente perché formatasi alla presenza e con l'intervento diretto dei cittadini, il valore - infine - di un potere più legittimo e giusto.

Lo statuto nazionale del PD rafforza e conforta in più punti quanto appena riferito: ad esempio in tema di “principi di democrazia interna” - art. 1 - tra l'altro testualmente s'afferma che “Le candidature e gli incarichi sono regolate dal Codice etico del partito e dalle norme statutarie che, ad ogni livello organizzativo e per ogni ambito istituzionale, rendono gli incarichi contendibili[...]”.

Ci troviamo di fronte- con evidenza- ad un principio fondamentale, e ne deriva che tutto ciò che rafforza la contendibilità degli incarichi sui territori va nella direzione voluta ed auspicata dallo Statuto nazionale del PD.

 

Si noti però che non ci sono solo le primarie: un partito come il PD può e deve mettere in campo anche strumenti diversi, che consentano un maggior e miglior rapporto tra la base ed i vertici del partito. In particolare occorre studiare e proporre forme di consultazione e di scambio permanenti tra candidati ed elettori, ed ancor più tra eletti ed elettori

 

Quanto alla partecipazione nelle istituzioni, si osserva che molto è stato già fatto sul nostro territorio, ma molto resta ancora da fare, utilizzando lo strumento cardine della sussidiarietà come declinata dall'art. 118 comma 4 della Costituzione

 

Ecco in sintesi i punti su cui concentrare l'azione del PD nell'immediato futuro sul tema specifico:

 

Partecipazione nel partito

 

  1. Primarie per la selezione di tutti i candidati a Bologna 2009 ed alle elezioni europee

  2. Tutti i candidati del PD per Bologna 2009 e per le elezioni europee si renderanno disponibili ad incontrare i cittadini ed a rispondere alle loro domande, in luoghi giorni ed orari definiti e periodici.

  3. Tutti i candidati del PD per Bologna 2009 e per le elezioni europee s'impegnano sin d'ora, se eletti, a rendersi disponibili dopo le elezioni ad incontrare i cittadini in luoghi giorni ed orari definiti e periodici, ed a rispondere alle loro domande su ciò che stanno facendo nelle istituzioni ove sono stati eletti.

  4. Implementare e rafforzare la partecipazione degli iscritti e degli elettori nei circoli

 

Partecipazione nelle istituzioni

 

1. In applicazione dei principi di cui allo Statuto del Comune di Bologna, implementare e rafforzare, con un serio lavoro di ripensamento ed adeguamento, i seguenti strumenti nelle istituzioni locali:

  • Consulte

  • Conferenze di servizi

  • Istruttorie di iniziativa popolare

  • Istruttoria pubblica

  • Difensore civico

  • Referendum consultivo

  • Consultazione della popolazione

 

2. Proporre l'introduzione del diritto di voto alle elezioni amministrative per i cittadini stranieri regolarmente residenti sul territorio da 5 anni che ne abbiano fatto espressa richiesta, dopo un colloquio di verifica della conoscenza della lingua italiana. Semplificare e velocizzare le pratiche di acquisizione della cittadinanza, pur nel mantenimento di parametri rigorosi nella verifica dei requisiti.

 

3. Proporre l'introduzione del referendum abrogativo per i più rilevanti atti del Comune e della Provincia

 

Partecipazione come problema tecnico: c.d. “digital divide”

 

  1. Completare ed integrare la messa in rete di tutte le Pubbliche Amministrazioni sul territorio

  2. Sperimentare ed attuare forme di riunione in videoconferenza all'interno di organismi di partito, tali da consentire una più efficace partecipazione alla politica anche a chi per problemi di costi, spostamenti e viaggi, di famiglia, di lavoro, di orario o di altra natura ha più difficoltà a partecipare attivamente alle iniziative politiche

  3. Sperimentare ed attuare forme di voto elettronico alle assemblee degli organi di partito, per le stesse ragioni di cui al punto precedente, con procedure che garantiscano la libertà ed autenticità del voto

  4. Digitalizzare tutta la documentazione, le attività e le iniziative del PD sul territorio, mettendole in rete ed in correlazione tra loro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

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molta strada da fare

Scritto da: sergio.minni () venerdì 25 luglio 2008

molta strada da fare

Scritto da: sergio.minni venerdì 25 luglio 2008

Non condivido la visione pessimista dell'oggi: le energie ci sono, e attendono soltanto di trovare una buona ragione per esprimersi. Non è tanto l'ideologia a venire meno: per troppo tempo essa è stata usata come tappabuchi per nascondere vuoti nei quali la partecipazione si è gradualmente infoibata. 
Ma ciò che sembra distinguere oggi queste energie è la loro volatilità e la loro fragilità: spesso sono strettamente legate a un evento, a una situazione (le primarie, i movimenti) e tendono ad essere poco resistenti al tempo e alle "difficoltà". Riusciamo noi ad essere questa buona ragione?

 

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