Forum
Innovazione politica e partecipazione
DOCUMENTO DEL FORUM SU INNOVAZIONE POLITIICA E PARTECIPAZIONE
Forum
Innovazione politica e partecipazione | DOCUMENTO DEL FORUM SU INNOVAZIONE POLITIICA E PARTECIPAZIONE |
|
|
|
| Scritto da roberto giorgi ronchi | |
| mercoledì 16 luglio 2008 | |
|
Carissime/i, allego qui di seguito il Documento approvato dal Forum su Innovazione Politica e Partecipazione in vista della Conferenza Programmatica del PD del 18 e 19 luglio prossimi. Cordiali saluti
Per il Forum su Innovazione Politica e Partecipazione Roberto Giorgi Ronchi
DOCUMENTO DEL FORUM INNOVAZIONE POLITICA E PARTECIPAZIONE
Il sistema politico italiano sta attraversando una crisi profonda, che è soprattutto crisi di fiducia e di credibilità del detto sistema agli occhi dei cittadini.
La politica nel suo complesso ha perso e sempre più sta perdendo autorevolezza e prestigio di fronte a tanti cittadini, specie i più giovani.
Le ragioni di questo vuoto e di questo deserto le conosciamo, e sappiamo che
Se si vogliono mettere in campo buone politiche ed azioni positive e concrete per il nostro Paese oggi bisogna partire soprattutto da qui: restituire ai cittadini il gusto, la passione ed il sapore dell'impegno politico diretto, all'interno dei partiti.
Occorre dunque declinare il problema della partecipazione non solo come un problema giuridico-istituzionale, non solo come un problema tecnico - informatico – profili tutti pur di gran rilievo -, ma anche e soprattutto come un problema politico.
I cittadini hanno perso fiducia- come dicevamo- nel ceto politico, ma non hanno perso interesse alla vita pubblica: essi vogliono dare il loro contributo alla risoluzione della crisi del sistema politico in Italia, che a sua volta è parte essenziale della crisi del nostro Paese, e non perdono occasione per manifestare tale loro intendimento: basti pensare alle esperienze di partecipazione cui abbiamo assistito in questi ultimi anni, dalle primarie in Puglia che hanno espresso Nichi Vendola alle primarie in Sicilia cui ha partecipato Rita Borsellino, dalle primarie di Prodi dell'ottobre del 2005 a quelle di Veltroni del 14 ottobre del 2007; tutte le volte in cui sono state convocati, in buona sostanza, i cittadini hanno risposto con grande entusiasmo, e con la loro partecipazione hanno inviato un messaggio forte e preciso al ceto politico, un messaggio che si può così riassumere: c'è tanta voglia di partecipazione in questo Paese, ed il ceto politico potrà conquistare credibilità e legittimazione solo se saprà e vorrà consentire al protagonismo dei cittadini di esprimersi appieno.
Occorre distinguere 2 livelli in cui la partecipazione dei cittadini può esprimersi:
Quanto ai partiti, e quanto al PD in particolare, occorre partire come sopra accennato dalle primarie: le primarie sono infatti espressione di un valore fondante del PD, il valore della contendibilità degli incarichi con modalità democratiche e partecipate, il valore di una leadership più democratica e trasparente perché formatasi alla presenza e con l'intervento diretto dei cittadini, il valore - infine - di un potere più legittimo e giusto. Lo statuto nazionale del PD rafforza e conforta in più punti quanto appena riferito: ad esempio in tema di “principi di democrazia interna” - art. 1 - tra l'altro testualmente s'afferma che “Le candidature e gli incarichi sono regolate dal Codice etico del partito e dalle norme statutarie che, ad ogni livello organizzativo e per ogni ambito istituzionale, rendono gli incarichi contendibili[...]”. Ci troviamo di fronte- con evidenza- ad un principio fondamentale, e ne deriva che tutto ciò che rafforza la contendibilità degli incarichi sui territori va nella direzione voluta ed auspicata dallo Statuto nazionale del PD.
Si noti però che non ci sono solo le primarie: un partito come il PD può e deve mettere in campo anche strumenti diversi, che consentano un maggior e miglior rapporto tra la base ed i vertici del partito. In particolare occorre studiare e proporre forme di consultazione e di scambio permanenti tra candidati ed elettori, ed ancor più tra eletti ed elettori
Quanto alla partecipazione nelle istituzioni, si osserva che molto è stato già fatto sul nostro territorio, ma molto resta ancora da fare, utilizzando lo strumento cardine della sussidiarietà come declinata dall'art. 118 comma 4 della Costituzione
Ecco in sintesi i punti su cui concentrare l'azione del PD nell'immediato futuro sul tema specifico:
Partecipazione nel partito
Partecipazione nelle istituzioni
1. In applicazione dei principi di cui allo Statuto del Comune di Bologna, implementare e rafforzare, con un serio lavoro di ripensamento ed adeguamento, i seguenti strumenti nelle istituzioni locali:
2. Proporre l'introduzione del diritto di voto alle elezioni amministrative per i cittadini stranieri regolarmente residenti sul territorio da 5 anni che ne abbiano fatto espressa richiesta, dopo un colloquio di verifica della conoscenza della lingua italiana. Semplificare e velocizzare le pratiche di acquisizione della cittadinanza, pur nel mantenimento di parametri rigorosi nella verifica dei requisiti.
3. Proporre l'introduzione del referendum abrogativo per i più rilevanti atti del Comune e della Provincia
Partecipazione come problema tecnico: c.d. “digital divide”
|
| Pros. > |
|---|
Circolo di Idee. L'Europa e le città - le smart ...
Di Quartiere in quartiere...
Commenti
Ma ciò che sembra distinguere oggi queste energie è la loro volatilità e la loro fragilità: spesso sono strettamente legate a un evento, a una situazione (le primarie, i movimenti) e tendono ad essere poco resistenti al tempo e alle "difficoltà". Riusciamo noi ad essere questa buona ragione?
RSS feed dei commenti di questo post.