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La democrazia, per funzionare coinvolgendo i membri della comunità, ha bisogno di entusiasmo e di voglia di fare, ma necessita di strumenti, procedure, pratiche concrete che mettano i cittadini nella condizione di conoscere, capire e soprattutto orientare le scelte politiche della e nella pubblica amministrazione, integrando la democrazia della delega ai rappresentanti con una democrazia della partecipazione capace di sperimentare e ampliare la democrazia diretta.
La nostra esperienza e l’impegno di alcuni di noi nella pubblica amministrazione ci hanno portato a riflettere su quei cambiamenti che si potrebbero realizzare per aumentare il peso specifico dei cittadini e realizzare un circolo virtuoso che, partendo da nuove forme di partecipazione democratica, conduca a migliorare la vita quotidiana e la comunità. Vogliamo offrire spazi e spunti di riflessione ed alcuni strumenti per realizzare quella indispensabile utopia concreta che è, per tutti noi, la partecipazione reale dei cittadini alla vita democratica.
Innanzitutto affermando ad ogni livello politico e amministrativo una democrazia paritaria nella proporzione del 50% tra uomini e donne, e riguardo alla designazione dei candidati a ruoli politici amministravi e legislativi ricorrendo a primarie rivolte a tutto il corpo elettorale direttamente coinvolto nelle elezioni.
Le nostre convinzioni toccano alcuni temi che a nostro parere sono stati posti al centro della vita pubblica dalle grandi trasformazioni sociali e tecnologiche del mondo contemporaneo:
• la costruzione di nuovi strumenti di partecipazione, che avvicinino i nostri processi decisionali a quegli esperimenti di democrazia diretta che si stanno attuando in varie parti del mondo, a cui va affiancato il potenziamento e la attuazione effettiva dei preziosi istituti di partecipazione già previsti dallo Statuto Comunale, come le istruttorie di iniziativa popolare, le conferenze dei servizi, le consulte;
• il rinnovamento della comunicazione pubblica, che deve trovare nuovi modi e strumenti per informare i cittadini in tempo reale sugli orientamenti, prima ancora che sulle scelte, dell’Amministrazione comunale, utilizzando i media locali e le nuove tecnologie di comunicazione;
• il potenziamento degli istituti di decentramento amministrativo, come il Quartiere, che da una parte deve avere dei poteri effettivi ed una proporzionale autonomia amministrativa, dall’altra può e deve coinvolgere nel voto anche gli immigrati extracomunitari e i giovani che hanno compiuto i sedici anni;
• la ridefinizione dei confini della cittadinanza, che deve includere tutti coloro che prendono effettivamente parte alla vita della città mettendoli nelle condizioni di decidere sulle scelte che toccano la loro esistenza, che siano italiani o immigrati extracomunitari (respiriamo tutti la stessa aria…), travalicando anche i vecchi confini di età, votando a 16 anni.
Una nuova dinamica partecipativa
L'informazione come precondizione del diritto di partecipazione
Il Quartiere come spazio di costruzione di partecipazione e di nuove forme di esercizio della cittadinanza
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