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Contributo per l'Assemblea programmatica PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
martedì 28 aprile 2009

Il contributo del Forum lavoro del PD di Bologna alla Conferenza Programmatica del 20 aprile 2009.

La crisi finanziaria globale - punta dell’iceberg di un declino di un modello di sviluppo liberista iniquo ed ingiusto - ha contagiato e sta contagiando, con una velocità ed una profondità senza precedenti, anche l’economia reale nel nostro paese, economia già di per sé molto debole per l’alto debito pubblico e per la quota del PIL destinata alle retribuzioni che è tra le più basse d’Europa. Inoltre negli ultimi anni si sono prodotte disuguaglianze all’interno del mondo del lavoro non più accettabili, un esempio di ciò è il divario tra le retribuzione medie dei lavoratori e quelle dei top manager: dati Eurispes gli stipendi dei top manager sono 243 volte superiori a quelli dei salari medi.  

Il lavoro, complessivamente inteso, e di conseguenza le famiglie e gli strati sociali meno protetti stanno pagando i prezzi più alti e pesanti di questa fase. 

Per contrastare questa crisi ed il conseguente periodo di recessione è nostro compito produrre programmi e proposte conformi ai nostri valori, quelli che da sempre caratterizzano la nostra azione politica e sono la base dell’esistenza stessa del PD: ridurre le disuguaglianze, stare di fianco dei più deboli, costruire una società più giusta attraverso un’economia solidale e più sicura..

Tutto ciò anche per arginare il pericolo che questa crisi si trasformi in “crisi sociale” con conseguenze che potrebbero mettere a repentaglio la convivenza civile e la stessa tenuta della democrazia nel nostro paese.

In queste settimane il Partito Democratico si è distinto per una forte iniziativa politica sui questi temi e le. varie proposte avanzate, dal contributo di solidarietà all’assegno ai disoccupati alle misure a sostegno delle piccole e medie imprese, dimostrano come il PD sia un partito che sta a fianco dei lavoratori e delle loro famiglie. Proposte concrete e credibili a fronte dell’insufficienza dell’azione del Governo.

Non bastano però queste iniziative a livello nazionale la crisi si contrasta soprattutto con un forte impegno sul territorio, soprattutto nelle realtà dove forte è il nostro radicamento, a partire dalle regioni dove governiamo come l’Emilia Romagna.

Anche la nostra Regione sta subendo gli effetti di questa crisi, ma qui possiamo contare su un sistema produttivo solido ed un sistema sociale coeso e sviluppato, che ci consente di affrontare questa fase difficile con una maggiore fiducia per il futuro.

I segnali di recessione economica sono ormai diffusi in tutto il territorio e ne fanno le spese i settori ed i comparti che da sempre hanno trainato la nostra economia: la meccanica l’edilizia, il comparto della ceramica, il commercio. Stiamo assistendo a una crescita esponenziale delle procedure di cassa integrazione, ad un moltiplicarsi di aziende in crisi. Nella provincia di Bologna nel solo settore della meccanica da febbraio ad oggi sono raddoppiate le aziende che fanno ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (CIG) ad oggi sono 548, due mesi fa erano 312, a settembre se ne contavano 59. Sono in crescita costante anche le aziende artigiane in crisi che fanno ricorso all’Eber (la CIG degli artigiani). 

Ma sono soprattutto i giovani a pagare le conseguenze di questa grave situazione: giovani precarie/i ai quali non viene rinnovato il contratto, e si trovano senza un lavoro e senza ammortizzatori sociali.

E’ quindi indispensabile non disperdere il patrimonio di coesione sociale presente nella nostra realtà, tutelare l’occupazione con nuovi ammortizzatori sociali, difendere il patrimonio di tecnologie e competenze professionali presenti, intervenire sul credito per aiutare le aziende e la PMI, salvaguardare il nostro impianto di welfare, tutti elementi che sono alla base della tenuta del nostro sistema economico e sociale. 

Gli accordi fatti dalle nostre amministrazioni in un contesto di concertazione vanno in questa direzione e vanno valorizzati , ma soprattutto è necessario renderli operativi al più presto per rispondere ai problemi più urgenti. 

Nel contempo bisogna prepararsi all’uscita da questa crisi e programmare un futuro sostenibile mediante la leva della formazione :progettando in collaborazione con Enti di Ricerca, Università, Istituti Tecnici e Professionali, percorsi formativi per la qualificazione e riqualificazione di lavoratori/trici espulsi dal mercato del lavoro.

Questa dovrebbe essere anche l’occasione per migliorare l’efficacia dei nostri servizi pubblici per l’impiego, rendendoli più funzionali nell’incrocio domanda/offerta e formazione dei giovani e “vecchi” lavoratori/lavoratrici, anche operando in sinergia con le agenzie private.

Sempre più determinante diventa il ruolo della Pubblica Amministrazione, occorre quindi una forte volontà politica perché vi sia un’unificazione di funzioni/servizi fra Comune/i per ottenere l’efficienza delle amministrazioni, superando gelosie di “campanile.

E’ necessario lavorare per raggiungere obiettivi di razionalizzazione, cercando sinergie amministrative (economie di scala, messa in comune di reti informatiche, uffici tecnici , ecc.) in cui, però, l’obiettivo del risparmio non incida sulla qualità del lavoro e dei livelli occupazionali.

Prevedere quindi percorsi di stabilizzazione per i troppi lavoratrici/lavoratori precari, giovani e molto meno giovani, (tempi determinati, collaboratori coordinati e continuativi, partite iva individuali) sia cercando soluzioni che diano una risposta a questi lavoratori/lavoratrici coniugando l’interesse della collettivitàcon il diritto al lavoro di tutti, sia ricorrendo in futuro il meno possibile a queste tipologie contrattuali.

Dal nostro territorio deve partire, sul tema della sicurezza, un chiaro segnale al mondo del lavoro. Si deve proseguire coerentemente alle linee intraprese dal Testo Unico sulla Sicurezza promosso da Cesare Damiano, ratificato localmente dall’attuale giunta comunale (protocollo del 24 novembre 2005 in materia di appalti di lavori, forniture e servizi) e ripreso dalla legge regionale del febbraio 2009 in materia di tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile, attuandone pienamente gli obiettivi.

La P.A.e le aziende partecipate, in quanto committenti devono assegnare i propri appalti con criteri che premiano la qualità della sicurezza sul lavoro. In secondo luogo devono prevedere attraverso i regolamenti meccanismi tali per cui sia concessa l’autorizzazione a costruire solo a chi ha comportamenti virtuosi certificati in materia di sicurezza del lavoro.

Prima viene il lavoratore e la sua sicurezza, poi le compatibilità economiche, questo è un valore fondante del PD e dei partiti che l’hanno costituito.Tutto ciò a caduta dovrebbe interessare non solo il settore edile, ma coinvolgere tutte le aziende che hanno relazioni con le P.A., per allargarsi ad ogni settore produttivo, indipendentemente dalle dimensioni delle singole realtà..

Inoltre è importante garantire un welfare territoriale di qualità, che passa necessariamente attraverso la condivisione, tra le diverse parti sociali, di obiettivi comuni, in cui la P.A. deve fungere da elemento di mediazione e sintesi per garantire una coesione sociale che permetta realmente di estendere tutele a tutti. Fondamentale sarebbe per la P.A. poter svolgere un’attività di coordinamento nelle iniziative di solidarietà attuate dal volontariato; divenire il luogo in grado di mobilitare la società a favore di chi non ce la fa.

il testo in formato pdf

 




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