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Lettera ad Antonio Padellaro - 2 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
martedì 15 luglio 2008

Lettera scritta da Fausto Caiaffa, segretatrio del Circolo PD dell'ATC di Bologna

"Caro Antonio,

tu sicuramente non mi conoscerai, subito mi presento, sono Fausto Caiaffa, il segretario del circolo PD del’ATC (Azienda Trasporti Consorziali di Bologna), quella che fornisce i trasporti pubblici a Bologna e nella sua provincia, e non solo.

Dopo la presentazione, doverosa nei tuoi confronti, veniamo al dunque di questo nostro scritto; dico nostro perché a nome mio e del suddetto circolo (per me è un onore rappresentarlo) esprimiamo apprezzamento, solidarietà e sostegno alla tua iniziativa di pungolare la politica tutta, sulle tematiche del lavoro e dei lavoratori.

Troviamo triste ed avvilente l’attacco perpetrato nei confronti del testo unico sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, diventata legge dello Stato nello scorso maggio, e del protocollo sul welfare 2007, in particolar modo al punto sulla definizione dei lavori usuranti, protocollo fra l’altro accettato con voto da oltre 5 milioni di lavoratori.

E’ triste ed avvilente, perché c’è una parte in questo Paese che pensa di poter affrontare meglio le sfide della competitività nel mercato globale negando il diritto alla vita ed alla felicità di vivere sereni nella propria famiglia ad altri italiani. Come può essere felice e sereno un lavoratore, o lavoratrice, se sa che non c’è nessuna tutela o diritto sul luogo di lavoro? E la sua famiglia, come può essere felice e serena, sapendo che, da un momento all’altro, può trovarsi senza la persona amata, nel peggiore dei casi, o con un invalido/a? Dove lo Stato, al di là della solidarietà di circostanza, tende a dimenticare il peso insopportabile ed insopprimibile che grava su queste famiglie, perché appunto mancano quei diritti e tutele che il passato Governo Prodi, con il suo ministro del Lavoro Cesare Damiano, cercava di rafforzare nella società, e nella cultura giuridica italiana.

Questo è triste e avvilente, specialmente nel Paese patria del “corpus iuris”, del diritto romano e latino, esempio e riferimento in tutto il mondo, dove il cittadino ha dei doveri scritti nella legge, ma anche dei diritti che lo Stato s’impegna a tutelare e difendere, una volta sancita la cittadinanza. Noi, del circolo PD dell’ATC di Bologna, domandiamo e chiediamo: ma in Cina sono più contenti di affrontare, nella competizione globale, un Paese forte ed unito dove tutti i cittadini si sentano parte di una stessa famiglia oppure un Paese debole e diviso, in pratica fallito, dove ognuno rinfaccia delle colpe all’altro e non si sente in dovere di aiutare chi è più debole ed ha più bisogno, perché la cosa non lo riguarda? Per ora, lascio alla fantasia di tutti quale dei due Paesi è meglio affrontare nel mercato globale.

L’attacco al testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ed al protocollo sul welfare del 2007, non unisce questo Paese, ma divide e lacera, perché dà la sensazione che vi siano italiani onnipotenti, ed italiani impotenti, appunto non italiani.

Quindi forza Antonio! Noi ti esortiamo e, se ce lo chiederai, saremo al tuo fianco, perché pensiamo che se la barca “Italia” affonda, è tutto il suo equipaggio che affonda, cioè gli italiani. E nel mercato globale non ci sono scialuppe di salvataggio".

Fausto Caiaffa




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