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I temi del gruppo di lavoro, ampio e complesso, hanno un filo conduttore che li tiene uniti e complementari. Viviamo in un territorio dinamico, ricco di attività produttive, nodo per la viabilità nazionale e con emergenze dal punto di vista ambientale. Siamo consapevoli di come tutto questo sia al centro dell'interesse della nostra comunità che, se lo vuole, possiede tutte le intelligenze per proporre un'idea moderna di sviluppo che veda nella sostenibilità ambientale del territorio il tratto centrale. Vogliamo lavorare insieme a cittadini, imprese e mondo della ricerca affermando il nostro “Ambientalismo del Fare”. La sostenibilità ambientale, per noi, è anche una grande opportunità di crescita e sviluppo economico-sociale.
Per questi temi, proponiamo al PD di Bologna di dare vita a tre forum:
– Ecologia ed Energia (Per un territorio sostenibile)
– Pianificazione territoriale e Mobilità (Per un territorio sostenibile)
– Il diritto dell'abitare (Per un territorio sostenibile)
I forum saranno tre ma lavoreranno in stretta collaborazione; in particolare:
- potranno essere convocati congiuntamente ogni qualvolta lo si ritenga opportuno;
- ogni documento che scaturisce dai singoli forum deve essere valutato anche dagli altri due;
- le convocazioni dei singoli forum verranno inviate a tutti gli iscritti ai tre forum.
Il gruppo di forum “Per un territorio sostenibile” sarà il luogo politico e culturale in cui:
- avviare il confronto preventivo con gli amministratori sulle linee di indirizzo di pianificazione e programmazione che gli organi di governo degli Enti Locali e della Regione presentano alla consultazione con le organizzazioni sociali ed alla approvazione delle assemblee elettive;
- elaborare e condividere linee strategiche di politiche pubbliche nelle materie dei Forum da proporre come partito democratico a livello territoriale sovracomunale, provinciale e regionale;
- organizzare dibattiti e assemblee pubbliche del Forum per affrontare tematiche ritenute importanti per un coinvolgimento largo dei cittadini e degli elettori.
E’ necessario chiarire con gli organi dirigenti del PD il grado di autonomia dei Forum in merito alla pubblicizzazioni di documenti approvati all’interno dello stesso Forum ed alla organizzazione di dibattiti e assemblee da parte del Forum stesso.
I forum si impegnano a discutere ed approvare un programma almeno trimestrale di incontri e di temi da porre all’ordine del giorno al fine di affrontare con i dovuti tempi gli argomenti di attualità politica e quelli che saranno presentati dagli organi di governo alle assemblee elettive ed alle consultazioni con le organizzazioni sociali.
L'organizzazione qui descritta è da intendersi a carattere provvisorio e sperimentale.
FORUM Ecologia ed Energia (Per un territorio sostenibile)
PREMESSA
Occorre innanzitutto affermare con forza, soprattutto in una fase di recessione economica, che le politiche ambientali non sono valide solo in tempi di "vacche grasse" ma che esse rappresentano un importante strumento per il rilancio dell'economia, dello sviluppo e degli investimenti qualificati.
Gestione Rifiuti
La riduzione della quantità di rifiuti prodotti deve diventare un obiettivo primario dei processi produttivi: a tale scopo occorre utilizzare incentivi tariffari ed accordi di programma.
Occorre lavorare per una sempre maggiore efficienza del ciclo della materia a partire dal miglioramento della raccolta differenziata (attraverso la progressiva introduzione del sistema "porta a porta" ed il riconoscimento dell'impegno dei cittadini attraverso sconti tariffari) e dal recupero di energia della parte residuale dei rifiuti urbani.
Il Piano Provinciale dei Rifiuti, è fortemente orientato all’incremento della raccolta differenziata nelle varie forme e su tutto il territorio provinciale ma interessa soltanto il settore dei rifiuti urbani ed è esposta, pertanto, al rapido esaurimento delle discariche gravate da rilevanti quantitativi di rifiuti speciali.. La sua piena attuazione richiede una forte collaborazione fra Comuni, ATO o suoi sostituti e gestore dei servizi ambientali. Il Piano andrà attentamente monitorato allo scopo di prendere in considerazione eventuali alternative impiantistiche al semplice allargamento delle discariche.
Una attenzione particolare dovrà essere dedicata all’ammodernamento tecnologico e all’innovazione del sistema degli impianti di smaltimento con l’obiettivo del recupero di materie riutilizzabili nei processi produttivi.
Una crescente attenzione occorre dedicare anche ai rifiuti speciali di origine produttiva i cui volumi sono in aumento e di cui non sempre sono trasparenti i percorsi di smaltimento.
Importante proseguire con il percorso che porterà, per l'utenza, al passaggio da tassa a tariffa dei rifiuti.
Qualità dell'aria
In provincia di Bologna si evidenza che i valori dei principali inquinanti superano le soglie indicate dall’Unione Europea. Oltre il 2% dei decessi è attribuito alle polveri sottili, il 74% delle emissioni primarie di PM10 (le polveri sottili oggi misurate) viene dal traffico, nei centri urbani e di passaggio sulla rete autostradale, nei confronti del quale le attuali politiche risultino ancora insufficienti ad affrontare l'emergenza e s'impone l’elaborazione di strategie di area vasta, su scala provinciale, regionale e padana. Occorre un approccio organico che veda protagonista il trasporto pubblico, la drastica diminuzione dell'uso del mezzo privato, nuove tecnologie e un insieme di soluzione di mobilità sostenibile (piste ciclabili, car sharing, trasporto pubblico investendo sempre di più sulle ferrovie, ecc.), così come previsto dal PGTU del Comune di Bologna e dal Piano Mobilità Provinciale. Va altresì favorito un costante miglioramento, sotto il profilo delle emissioni, del parco veicolare pubblico e privato.
Va infine intensificata la metanizzazione degl'impianti di riscaldamento, in particolare di quelli centralizzati a servizio degli edifici pubblici.
Inquinamento acustico
Occorre prestare maggiore attenzione su questo tema spesso sottovalutato. I livelli di inquinamento da rumore nelle aree urbane hanno raggiunto, per via della mobilità su gomma in particolare, dei livelli allarmanti. Rispetto all’aeroporto, sul quali nei decenni passati è stata svolta un’attività importante di mitigazione, occorre tenere monitorata la situazione in vista dei futuri sviluppi di aumento di traffico all’aeroporto Marconi di Bologna. Occorre approntare una politica seria di monitoraggio strettamente collegata alla pianificazione territoriale.
La politica dell’acqua
L’obiettivo strategico è quello di preservare le risorse idriche, garantendo il deflusso minimo vitale, attraverso una lungimirante azione di tutela del territorio (difesa del suolo, forestazione).
Occorre poi operare per un costante miglioramento della qualità delle acque superficiali attraverso una efficace gestione dei reflui civili e industriali.
Per quanto riguarda il prelievo d’acqua per gli usi civili l’obiettivo da perseguire è quello di un sempre maggiore uso di acque di superficie riducendo il ricorso alle acque di falda, condizione necessaria per tendere ad azzerare il fenomeno della subsidenza, già rallentato in questi ultimi anni.
E’ necessario promuovere un uso razionale delle risorse idriche fondato sul risparmio e sulla lotta agli sprechi.
Il risparmio e il riuso dell’acqua (a partire dalle acque depurate da utilizzare a fini irrigui) deve diventare un riferimento per gli strumenti di pianificazione e per i regolamenti edilizi.
Le politiche tariffarie dovranno sempre più essere orientate a premiare il risparmio (bene l'adozione della tariffa pro-capite).
Un forte impegno, a partire dalle aziende di gestione del servizio idrico integrato (SII) dovrà essere dedicato alla manutenzione delle reti per migliorarne e salvaguardarne l’efficienza al fine di ridurre le perdite a livelli fisiologici.
Un’attenzione specifica dovrà essere dedicata al riordino delle competenze nel governo e nella gestione delle risorse idriche oggi troppo frammentate e sovrapposte. Al settore agricolo è richiesto un grande sforzo di innovazione per evitare sistemi di irrigazione a bassissimo rendimento (es. aspersione).
Nel corso del 2008 si dovrà discutere il Piano provinciale delle Acque, attuativo del Piano di Tutela delle Acque regionale. ATO 5, o suo sostituto, dovrà sempre più pianificare e gestire le politiche tariffare ed i programmi di investimenti più idonei al raggiungimento degli obiettivi strategici di risparmio e riuso dell’acqua sopra descritti e prevedere verifiche e controlli sull’operato del gestore per la attuazione di questi programmi.
Analogamente al Piano rifiuti, anche il Piano acque deve essere costantemente monitorato allo scopo di verificare i risultati delle politiche di risparmio ed eventualmente riconsiderare la necessità di soluzioni impiantistiche.
Politiche energetiche
La questione energetica riassume in sé alcuni dei più importanti temi caratterizzanti l’ambiente e la società umana, con carattere globale e locale L’uso delle risorse, e in particolare delle risorse energetiche, è il punto centrale di snodo la geopolitica mondiale. Come risulta dalla stragrande maggioranza dei rapporti e degli studi scientifici, e come è ormai praticamente accettato dalla comunità scientifica, esiste un legame diretto tra il modello energetico oggi più diffuso e le alterazioni nella composizione atmosferica e conseguenti modifiche delle caratteristiche consolidate del clima terrestre. Gli obiettivi necessari per evitare ulteriori danni sono ben al di là di quelli del Protocollo di Kyoto (peraltro rimesso in discussione dal governo Berlusconi), come mostrano gli studi scientifici: bisognerebbe ridurre della metà le emissioni climalteranti, e farlo in un tempo adeguatamente breve.
Modificare il sistema energetico attuale senza precludere prospettive di sviluppo, e ancor più senza intaccare la sicurezza degli approvvigionamenti è uno dei compiti più importanti che ci attendono. Occorre farlo sul piano nazionale con politiche opportune, e sul piano locale, proprio in virtù del fatto che gli usi che si fanno dell’energia riguardano ciascuno di noi nella vita comune e le amministrazioni ad ogni livello. Nella pratica per migliorare il sistema energetico attuale occorre ridurre il ricorso alle fonti fossili e ridurre i consumi:
- ridurre la domanda di energia in generale e di energia elettrica in particolare;
- ridurre le perdite di energia dalle abitazioni e dagli edifici in genere, introducendo adeguate norme nei regolamenti edilizi;
- promuovere tecnologie nuove a basso consumo;
– promuovere le tecnologie per le fonti rinnovabili;
– supportare la creazione e diffusione di sistemi di produzione di energia distribuiti sul territorio con metodologie di cogenerazione da fonte rinnovabile da filiera corta;
- applicare la politica energetica UE nei Comuni e nella Regione;
– intervenire a livello locale con gli strumenti presenti (regolamenti edilizi, piani strutturali, piani territoriali, ecc...);
– apportare una drastica semplificazione burocratica nelle nostre amministrazione che spesso sono un ostacolo per l'affermarsi di processi innovativi.
Infine, è necessario che le caratteristiche del consumo di energia diventino sempre più conoscenza diffusa, al fine di incrementare la consapevolezza collettiva riguardo un tema complesso, ma fondamentale nella vita di tutti.
Così come è necessario aprire una riflessione sul nucleare, scevra da pregiudizi ideologici di segno opposto e fondata su oggettivi bilanci costi-benefici, mettendo in conto ovviamente anche il fattore "rischio".
Tutela della biodiversità
Abbiamo ereditato un ambiente che dovremo restituire alle generazioni future il più possibile intatto ed in equilibrio anche recuperando situazioni deteriorate. L'impatto antropico deve essere ridotto al minimo, in particolare alla nuova agricoltura si chiede di essere compatibile con la conservazione delle specie animali e vegetali. Occorre favorire il ripristino, in agricoltura, di varietà e razze animali tradizionali locali che sono state escluse dal mercato per ragioni estranee alle caratteristiche organolettiche e nutrizionali. Per quel che riguarda gli ambienti ancora non antropizzati, occorre proseguire con un'incisiva azione di conservazione e valorizzazione culturale delle nostre aree protette e di tutti gli ecosistemi ancora integri.
Strumenti volontari
Si raccomanda l'avvio nelle amministrazioni locali di progetti finalizzati all'utilizzo di strumenti volontari per la sostenibilità che compongono una sorta di efficace "cassetta degli attrezzi". Si tratta di Green Public Procurement (Acquisti verdi nella P.A.), Certificazioni ISO 14000 ed EMAS, Impronta Ecologica, Contabilità ambientale, Aalborg Commitments ecc.
FORUM Pianificazione Territoriale e Mobilità (Per un territorio sostenibile)
Le nostre Amministrazioni hanno svolto, in questi anni, un lavoro egregio, che ha permesso di raggiungere obiettivi importanti ed impostare politiche innovatrici di grande rilievo in tanti campi, tra questi il campo dello sviluppo sostenibile del territorio.
Sul territorio comunale bolognese negli ultimi anni sono state avviate una serie di trasformazioni che hanno segnato una positiva discontinuità con le precedenti Amministrazioni: l’esperienza del ridisegno partecipato del Piano Particolareggiato dell’Ex Mercato Ortofrutticolo; la decisa riaffermazione delle politiche per la valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio unico della collina; la scelta prioritaria di investire sulle aree di riqualificazione ex industriali, ferroviarie e militari; Il decentramento di alcune funzioni ( nuova sede del Comune, dipartimenti universitari ecc.); Nuova Stazione Ferroviaria Centrale; La redazione del PSC ( Piano Strutturale Comunale) con la imminente stesura del POC (Piano Operativo Comunale) e del RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio).
Analogamente, a livello provinciale, si sta dando attuazione al coraggioso disegno proposto dal Piano Territoriale Provinciale.
Contemporaneamente si è dato l’avvio ad una serie di opere infrastrutturali di trasporto pubblico di massa sia su scala cittadina, Civis (in fase di realizzazione) Metrotranvia e People Mover, sia su scala metropolitana SFM (Servizio Ferroviario Metropolitano) la cui attuazione appare, tuttavia, spesso ancora incompleta e in diversi casi scollegata dallo sviluppo urbano del nostro territorio.
A tale riguardo si ritiene necessario esprimere alcune considerazioni in tema di grandi infrastrutture per la mobilità che interessano Bologna distinguendo innanzitutto tra le diverse relazioni a cui le infrastrutture stesse sono funzionali. Ma in generale si può dire che l' amministrazione comunale si è ispirata fin dall’inizio ad una logica di continuità, con alcune correzioni significative (CIVIS, Metrotranvia) cercando di non ripartire da zero, perdendo così finanziamenti già acquisiti e pagando penali, ma non rinunciando ad un ridisegno della rete che tenesse conto di alcune opzioni strategiche.
Per quanto riguarda i collegamenti internazionali e nazionali va innanzitutto segnalato il People Mover, che è chiamato a collegare l’Aeroporto (per il quale esiste un Progetto di spostamento dell’aerostazione e di ampliamento dei piazzali di manovra) e la Stazione Ferroviaria (per la quale è previsto in successione un intervento di restyling, per migliorarne l’accessibilità e la funzionalità interna, il completamento della stazione A.V. e la realizzazione della Nuova Stazione sulla base del concorso di architettura di recente aggiudicato). Il nuovo bando per il People Mover scadrà il 10 dicembre e si saprà in tale data se il relativo progetto potrà avere attuazione.
Per quanto riguarda la mobilità su gomma il progetto del Passante Nord è in attesa del parere della U.E. sulla sua possibile realizzazione da parte di Autostrade S.p.a., unica modalità attuativa concreta e realistica:il parere si baserà sulla possibilità di considerare il Passante come una variante dell’attuale nastro autostradale che rasenta Bologna, per il quale va ricordato il recente completamento della terza corsia dinamica ed opere connesse (mitigazioni acustiche, nuovo casello Fiera, miglioramento svincoli) che darà respiro per alcuni anni a questa infrastruttura strategica.
Per quanto concerne le relazioni di carattere metropolitano il progetto strategico è quello del Servizio Ferroviario Metropolitano, la cui realizzazione è in corso attraverso interventi sulle linee (nuove stazioni, eliminazione passaggi a livello, futuro interramento della Bologna-Portomaggiore nel tratto urbano) ma la cui piena funzionalità richiede l’acquisto e la messa in rete di nuovi convogli (e relativo personale) che avviene con eccessiva lentezza. L’implementazione del S.F.M. richiederà il completo ripensamento del trasporto pubblico extraurbano su gomma che dovrà integrare, senza duplicazioni, il servizio ferroviario.
Per quanto attiene alla città e al trasporto urbano, il disegno del sistema pubblico prevede il potenziamento delle radiali principali, tutte gradualmente da servire attraverso filobus in corsia preferenziale protetta. Il CIVIS, in tal senso, non è altro che un'opportunità ed un tassello importante di tale disegno.La Metrotranvia infine è in attesa del finanziamento da parte del CIPE del 70% dell’importo necessario alla realizzazione della tratta Fiera-Stazione (completa) e di quella Stazione-Ospedale Maggiore (al grezzo) rinviando a momenti successivi il completamento di tale tratta e la prosecuzione in tranvia di superficie, verso il CAAB e Borgo Panigale. Il Comune ha verificato la sostenibilità economica del primo intervento. Se il CIPE non dovesse concedere i finanziamenti promessi sul Progetto definitivo approvato, si tratterà di ripensare da un lato il collegamento Stazione-Fiera, come parte del S.F.M., sfruttando lo spazio esistente in fregio alla linea di cintura, dall’altro il collegamento piazza dell’Unità-piazza Maggiore-Ospedale Maggiore che rappresenta la direttrice di maggiore domanda di trasporto della città.
Per quanto concerne infine gli altri interventi realizzati e previsti nell’ambito del PGTU,essi sono tutti funzionali al contenimento del traffico privato ed alla diversione modale verso la mobilità ciclabile ed il trasporto pubblico (del quale è previsto un aumento della velocità commerciale e della regolarità), oltre che a favore della sicurezza: SIRIO, RITA, Rosso semaforico, SCOUT, zone 30 Km ecc.
Il traffico negli ultimi anni ha conosciuto un significativo calo dell’ordine di alcune unità percentuali, dovuto sia alla congiuntura che alle misure assunte dall’Amministrazione.
La flotta di autobus procede verso un costante miglioramento a favore dell’ambiente.
In generale questa strategia dovrebbe avere significative ricadute in termini di miglioramento della qualità dell'aria.
Accanto a questi aspetti, si ritiene opportuno dare avvio ad una serie di riflessioni, come contributo al governo locale e come confronto rispetto ad alcune criticità ancora presenti.
Occorre in premessa evidenziare, come ogni valutazione ed ogni scelta vada affrontata su scala metropolitana. Anche su questo il PD è chiamato, in attesa di giungere alle riforme istituzionali oggi finalmente proposte, ad assicurare quell’indispensabile coordinamento necessario per garantire l’efficacia e la funzionalità delle scelte politiche.
Bologna è al centro delle direttrici ferroviarie e autostradali italiane, la cui connessione con i corridoi europei e con l’aeroporto la inseriscono a pieno titolo nella rete degli scambi internazionali, da qui la definizione di città Europea.
Bologna per l’articolazione della struttura insediativa (densità e continuità del suolo urbanizzato), per il grado di integrazione territoriale del sistema economico per le sue caratteristiche di multifunzionalità, internazionalismo e pluriculturalità, è una città metropolitana chiamata a ricoprire quel ruolo di “capitale” finalmente chiaramente delineato dal Piano Territoriale della Regione Emilia Romagna.
Da qui la necessità di avviare un dialogo costruttivo ed efficace tra Pd e istituzioni dato che molte prassi amministrative operano, all’interno del proprio territorio, in modo non ancora coordinato in una visione d’insieme. Porre attenzione alla congruenza tra PSC comunali o intercomunali e PCTP, soprattutto in ordine al dimensionamento dei diversi strumenti.
Da queste considerazioni sorge la necessità di approfondire alcune questioni:
- il tema della mobilità va affrontato in una logica di area vasta provinciale, tenendo conto del PSC bolognese del PCTP provinciale e di tutto il sistema complesso regionale;
- una riflessione sul quadro generale della mobilità bolognese e della sua provincia in grado di assicurare una risposta più efficace sulle direttrici di traffico più critiche, attualmente non interessate da risposte risolutive;
- integrazione tra i diversi sistemi di mobilità del trasporto pubblico, volto a garantire il diritto a muoversi e spostarsi per tutti. Un trasporto collettivo efficace è la più importante condizione per rendere una area metropolitana attiva e vivibile;
- priorità nell’attuazione del Sistema Ferroviario Metropolitano, che nonostante gli apprezzabili tentativi ed impegni da parte dell’Amministrazione Provinciale e Comunale non ha ancora reperito le risorse necessarie per garantire un esercizio efficiente in grado di farne un’alternativa alla mobilità individuale;
- rafforzare l’uso del trasporto pubblico locale, promuovere l’uso della bicicletta, intensificare rete e qualità delle piste ciclabili;
- prevedere una crescita urbanistica a scala sia comunale sia provinciale, coerente con lo sviluppo dell’assetto infrastrutturale;
- misurare la nostra capacità innovativa, anche all’interno degli strumenti urbanistici attuativi, attraverso l’adozione di standard di massima innovazione, organizzazione insediativi, risparmio energetico, raccolta differenziata e automatizzata dei rifiuti, mitigazione del rumore ecc..;
- considerazioni sul ruolo dello spazio pubblico inteso come spazio del confronto, della mediazione dei conflitti e dello scambio. Riflessione sulla perdita della dimensione pubblica della vita urbana e delle forme architettoniche di questa crisi;
- la necessità di pensare al ruolo del centro storico nella città contemporanea, decentramento di alcune funzioni, ridefinizione del rapporto tra centro e periferie, nuove centralità;
- una riflessione sul concetto della riqualificazione intesa come strumento per intervenire sui sistemi di collegamento, sulle infrastrutture pesanti e leggere ma soprattutto sul tessuto connettivo che consente ai diversi elementi che compongono la città di espletare le proprie funzioni. Riqualificare significa farsi carico delle carenze del contesto in materia di attrezzature collettive non eludendo il miglioramento ecologico, attraverso il controllo dei carichi urbani, assicurando condizioni di benessere e il superamento delle barriere architettoniche. Un opportunità per riequilibrare servizi e bisogni ma non solo in senso urbanistico territoriale, quanto dal punto di vista sociale. Riqualificare per dare competitività e coesione sociale. Una competitività che garantisca una sostenibilità economica, sociale, urbanistica, ambientale.
FORUM Il diritto dell'abitare (Per un territorio sostenibile)
Il disagio abitativo coinvolge non solo le tradizionali fasce deboli della popolazione ma anche strati sempre più ampi del ceto medio a cui si aggiungono immigrati, giovani coppie lavoratori precari. La “stima” di questo nuovo fabbisogno abitativo diventa la base conoscitiva di una nuova concezione del welfare, asse portante della moderna democrazia. Un nuovo welfare nel quale la casa gioca un ruolo determinante. Il Governo Prodi, dopo molti anni di assenza di una politica per la casa, con la legge n. 9 del 2007 e le scelte fatte con la finanziaria 2008 ha creato le premesse per produrre una svolta in grado di favorire l’accesso alla casa anche ai ceti meno abbienti.
Occorre dare ai comuni una serie di strumenti finanziari ed urbanistici che permettano di rispondere a questa domanda abitativa complessa nel presupposto che l’edilizia residenziale sociale è un “servizio/opera pubblica di interesse generale”. Questa definizione, coerente con quella consolidata a livello comunitario per l’alloggio sociale, permette di avere il massimo di agevolazione nella sua realizzazione dal punto di vista delle procedure urbanistiche. Sempre da un punto di vista urbanistico si possono stabilire quote importanti di edilizia sociale all’interno degli strumenti di governo del territorio generali ed attuativi.
Il livello di edilizia residenziale sociale in Italia è tra i più bassi in Europa: si tratta di capovolgere la prospettiva e immaginare una nuova stagione per le politiche abitative pubbliche.
Per quanto riguarda le fasce sociali che non possono beneficiare dell’edilizia pubblica sociale ma che non hanno le risorse per accedere al libero mercato, bisogna favorire il mercato dell’affitto e l’incontro tra domanda e offerta nonché promuovere un adeguato utilizzo del patrimonio immobiliare esistente, combattendo la piaga degli affitti in nero; a questo proposito anche l’agenzia metropolitana per l’affitto, operativa dalla fine dello scorso anno a Bologna e provincia, può svolgere un ruolo significativo.
Per intervenire con efficacia sia nel settore pubblico sia in quello privato è necessario agire su più fronti (fiscale, urbanistico, procedurale) mobilitando le risorse per realizzare gli interventi.I Comuni stanno mettendo a punto i piano pluriennali così come previsto dalla legge 8 febbraio 2007, n.9, da presentare alle Regioni che a loro volta presenteranno i programmi regionali le cui coordinate sono chiare:
- un nuovo piano di edilizia sociale composto dall’insieme dei progetti locali e in grado di utilizzare anche i nuovi strumenti attuativi, prevedendone il finanziamento in quota parte;
- un programma pubblico di sostegno all’alloggio rivolto alle fasce più povere a partire dalla popolazione migrante, anche attingendo ai fondi comunitari;
- disegnare un nuovo ruolo degli enti previdenziali in relazione alla questione abitativa;
- rivisitare la legge 431/98 per aggiornarne le finalità istituzional;
- rivedere la legge regionale 24 del 2001 per rendere più incisiva la politica della casa pubblica sul nostro territorio;
- agire sulla rendita fondiaria in modo da ridurre i costi delle abitazioni.
Per lo sviluppo di una nuova politica per la casa e per la piena realizzazione del diritto all’abitare, la questione delle risorse è fondamentale:
1) Le manovre sull’imposta comunale sugli immobili devono trovare adeguate compensazioni statali.
2) Bisogna prevedere un finanziamento adeguato del Piano casa, prestando particolare attenzione ai costi sostenuti dai comuni per fronteggiare anche i consistenti flussi immigratori.
3) Bisogna promuovere l’emanazione di una normativa nazionale che consenta la creazione di demani pubblici da utilizzare per l’edilizia sociale.
4) Alla casa devono essere assegnate una quota consistente della maggiori entrate riscontrate. A tale riguardo si ritiene necessario che, almeno per un periodo di cinque anni, i proventi derivanti dall’alienazione dei patrimoni immobiliari siano destinati in percentuali rilevanti all’edilizia sociale.
5) Rimane fondamentale favorire, attraverso meccanismi incentivanti, l’accesso ad un alloggio alle giovani coppie.
Va da sa che per noi parlare di casa significa anche parlare della qualità dell’abitare e di un collegamento di questo tema con le politiche di pianificazione territoriale e di sostenibilità (recupero edilizio, risparmio energetico, bio edilizia).
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Commenti
Chi fino adesso ha sostenuto ed approvato quella orribile cementificazione al ponte di Stalingrado?
Chi ha autorizzato e sostenuto quell'altro......capolavoro architettonico che stanno costruendo davanti alla Fiera?
Foresti (e lo appoggio in pieno) parla di fantasia ,di copiare le altre città europee(Valencia,Berlino,Franc oforte)ed io aggiungo Budapest,Pecs in Ungheria,Bucarest; troviamo anche noi architetti in gamba,magari giovani e bolognesi!!!!
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