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Nell’uso corrente, con il termine “sport” si indica qualsiasi attività motoria, esercizio fisico, prestazione agonistica sia amatoriale che professionistica. Nella percezione comune, inoltre, il termine viene associato alle idee di “gioco”, “spettacolo” e, per traslazione, “divertimento”. Nell’inconscio collettivo del nostro Paese, l‘attività sportiva di massa è stata a lungo associata al ricordo dell’impulso che ne fu dato nel ventennio fascista. Ma lo Sport è un sistema in continua evoluzione, particolarmente complesso e articolato per quantità, qualità e implicazioni socio/economiche, per lo più noto solo con una certa approssimazione. Tutto questo ha contribuito a relegare quanto è riconducibile sotto l’etichetta “sport”, specie se di livello amatoriale e dilettantistico, in un’area culturale d’interesse marginale e a una generale sottovalutazione sul piano politico/amministrativo. Gli addetti ai lavori hanno versato fiumi di inchiostro sull’evidente importanza dello sport e dell’attività fisica nella parametrazione del livello della qualità della vita della popolazione, nella promozione del “bene-essere” individuale e collettivo in una società evoluta, nello sviluppo sociale di una comunità e nella crescita dell’economia complessiva di un Paese. Ma le ricadute di tutto ciò sul piano delle scelte politiche sono sempre state pressoché nulle.
In particolare, si è spesso trascurato la dimensione pubblica del fenomeno “sport”, inteso a favorire la presenza e la partecipazione attiva dei cittadini nella promozione di esperienze associative che, tra l’altro, hanno conseguito in molti casi risultati assolutamente ragguardevoli. Basti ricordare come la realizzazione e la conduzione di impiantistica di base da parte dell’associazionismo sportivo abbiano costituito un percorso di crescita individuale e collettiva che costituisce un chiaro esempio di promozione di quel concetto di “bene comune” al quale il Partito Democratico intende ispirare la propria attività. La conseguenza è il progressivo inquinamento etico e affaristico del mondo sportivo a tutti i livelli, la dispersione dell’enorme patrimonio socio/educativo costituito dall’associazionismo di base, lo sperpero di risorse in un’impiantistica realizzata senza programmazione e poi lasciata decadere. Eppure sono note e documentate le ricadute sia sul piano individuale (sviluppo psicofisico, cura dello stato di salute, sviluppo della capacità relazionale), sia sul piano sociale (sviluppo dell’unitarietà psicosomatica, cultura del tempo libero in senso creativo, educazione comportamentale, inserimento sociale e riabilitativo, sviluppo della socializzazione e della integrazione culturale). Come sono importanti, quanto poco considerate, le ricadute di carattere economico che questo peculiare settore ha sull’intero “sistema paese”, dalle ricadute positive sul Servizio Sanitario Nazionale alla maggiore attenzione verso l’ambiente naturale; dall’indotto produttivo (abbigliamento, attrezzature, costruzioni, ecc.) al rapporto con l’industria turistica, alla creazione di posti di lavoro qualificati per la crescente richiesta di professionalità degli operatori sportivi ai vari livelli.
Da tutto ciò nasce l’esigenza che si formuli un chiaro progetto di politica per lo sport che indirizzi in maniera coerente e trasversale ai vari ambiti (dall’urbanistica alla sanità, dall’istruzione al sociale e al produttivo) la programmazione e le scelte di governo locale e nazionale, con l’obiettivo di:
- promuovere e garantire ai cittadini la possibilità di fare attività sportiva come un servizio pubblico, inserito nel più ampio sistema di servizi socialmente utili, in un nuovo welfare;
- dare all’educazione fisica e sportiva dignità di materia formativa inserita a pieno titolo nel sistema scolastico nazionale;
- assicurare uno sviluppo territoriale equilibrato e controllato di questo settore, cresciuto più su spinte spontaneistiche e impegno volontaristico che per scelte programmatiche;
- realizzare strumenti adeguati, efficaci e efficienti di conoscenza del “Sistema Sportivo”, per gli organi di governo territoriale e di settore, per gli operatori dello sport e per i cittadini tutti.
Appendice: proposta operativa per l’organizzazione del Forum
Il “Forum sulle politiche per lo Sport” si rivolge a: Esponenti politici, Amministratori Locali, Enti Sportivi, Associazioni e Società Sportive, ogni cittadino interessato al tema a vario titolo. Il Forum si apre con una o due relazioni che sviluppano i temi introdotti nel “manifesto” e propongono un piano di lavoro articolato per “tavoli di approfondimento” e iniziative monotematiche di confronto e dibattito pubblico.
Gli argomenti e le tematiche da approfondire potrebbero essere:
- Di cosa parliamo quando parliamo di Sport: lo sport professionistico e sport spettacolo, attività sportiva, attività fisico/motoria; specificità delle diverse forme; il “mondo sportivo” e il “sistema sportivo”; le strutture per lo sport, il supporto organizzativo e tecnico; gli atleti, i praticanti e i fruitori
- Sport e politiche educative: il ruolo educativo/formativo per i minori e i giovani; l’educazione motoria e la pratica sportiva nella scuola, dalle primarie all’Università, come capitolo curricolare integrante del percorso educativo
- Sport e salute: l’attività sportiva e fisico/motoria come mantenimento e cura della salute fisica individuale dall’infanzia alla vecchiaia e le ricadute positive sulla spesa per il Sistema Sanitario Nazionale
- Sport e società: l’associazionismo e la pratica sportiva amatoriale e dilettantistica come strumento di socializzazione e recupero (sport nelle carceri), inclusione dei meno dotati e dei diversamente abili, integrazione socio/culturale dei nuovi cittadini; il ruolo del volontariato
- Sport, territorio, ambiente e sicurezza: le strutture sportive e gestione del territorio; sport strutturato (impianti specialistici) e sport destrutturato (parchi e spazi aperti); l’educazione al rispetto e alla cura ambientale; il presidio del territorio e lo spirito solidaristico come deterrente contro il degrado e l’azione criminale
- Sport e sistema economico: lo sviluppo del turismo e l’offerta di strutture attrattive e di grandi eventi sportivi; le professioni nello sport; qualificazione e aggiornamento di dirigenti, tecnici e istruttori/educatori; il concorso alla formazione del PIL dell’indotto produttivo e manifatturiero collegato alle attività sportive.
Le diverse tematiche sviluppate dai “tavoli” e dalle conferenze monotematiche dovranno produrre elaborati atti a confluire in un documento di completamento e sintesi che proponga un progetto di politica per l’attività sportiva, la cui articolazione comprenda i seguenti punti:
- Lo sport come servizio sociale, quindi capitolo del bilancio sociale dell’amministrazione;
- la trasversalità delle implicazioni e delle ricadute, tema presente in tutte le competenze amministrative (assessorati e ministeri) coinvolte;
- il problema delle risorse e delle priorità, e quindi il tema di adeguati bilanci (la spesa per lo sport come investimento e non come costo) e attenta programmazione basata sulla conoscenza approfondita del “sistema sportivo” locale;
- il ruolo del volontariato nel sistema sportivo, quindi il tema di valorizzazione e di qualificazione dell’associazionismo sportivo senza fine di lucro.
Si tratta, in definitiva, di porre le basi di una nuova cultura delle politiche per lo sport.
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