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Università e ricerca
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giovedì 13 marzo 2008
 

Scritto da redazione PD bologna,

Pagina vista : 263

Un progetto politico per l'università e la ricerca scientifica deve avere come finalità non solo la valorizzazione del capitale umano ma anche la formazione della classe dirigente del Paese. Simili obiettivi vanno declinati secondo due punti di vista: uno generale (l'università e la ricerca nella politica nazionale), l'altro particolare (il ruolo specifico dell'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna).

I. La politica nazionale della ricerca universitaria e degli Enti di Ricerca deve mirare a un profondo ripensamento delle strategie relative ai soggetti, alla ricerca, alla didattica mediante:

  • una riforma della normativa vigente, che tenda a creare un sistema universitario nazionale, degli Enti di Ricerca, in cui poter articolare le politiche in maniera pluralistica, combinando adeguatamente esigenze unitarie e differenziazione, sia a livello centrale, sia a livello di singoli atenei;
  • una assegnazione di risorse straordinaria e responsabile: occorre una politica che valorizzi università e ricerca con risorse più che adeguate, attraverso un impegno finanziario che eguagli quello dei Paesi più avanzati in materia. E' indispensabile che l'assegnazione delle risorse avvenga secondo il metodo della programmazione e sia sottoposto a rigorosi criteri di verifica dell'accountability dei soggetti destinatari;
  • una rinnovata centralità della ricerca pubblica, realizzata anche mediante sistemi di assegnazione dei fondi per merito e eccellenza scientifica. E’ necessario affrontare il tema della frammentazione delle risorse dedicate alla ricerca ed al trasferimento tecnologico, quello della ricerca scientifica negli Enti Pubblici di Ricerca e anche il tema dei rapporti paritari tra i tutti i consessi coinvolti alla ricerca scientifica;
  • il metodo della valutazione e del merito quali strumenti essenziali per accrescere la qualità dei docenti, delle strutture didattiche e di ricerca, degli studenti;
  • uno statuto dello studente universitario, nel quale bilanciare le pretese che danno contenuto al diritto allo studio con i doveri di apprendimento e di conoscenza il cui adempimento è richiesto da un'offerta didattico-formativa fondata sulla qualità e di livello europeo;
  • un forte coordinamento tra università e ricerca e mondo del lavoro e dell'impresa, per mettere a disposizione degli studenti universitari e dei giovani ricercatori non solo un'offerta di sbocchi professionali quantitativamente congrua, ma anche la reale possibilità di utilizzare nel lavoro e nell'impresa i titoli e le specializzazioni acquisite.

II. Nel caso specifico dell'Alma Mater Studiorum – Università di Bologna le strategie politiche dovrebbero mirare ai seguenti obiettivi:

  • favorire una riforma dello statuto d'Ateneo, che tenga conto della pluralità degli interessi degli attori, in un quadro istituzionale in grado di realizzare la libertà d'insegnamento e di ricerca, l'autonomia di indirizzo politico e l'efficienza dell'apparato tecnico-amministrativo;
  • un programma di sviluppo della ricerca e dell'offerta didattica che si fondi sui principi di efficacia, efficienza e economicità, soprattutto in relazione alla distribuzione e all'impiego delle risorse umane e economiche;
  • un equilibrato rapporto tra Bologna e la Romagna, nel quale l'amministrazione e le strutture centrali da un lato e gli enti e i soggetti locali dall'altro possano essere parti di un sistema universitario unitario, fondato sui valori dell'autonomia e del decentramento territoriale;
  • favorire la creazione di un sistema universitario regionale nel quale tutti gli atenei della regione Emilia-Romagna possano svolgere la propria missione in maniera autonoma ma coordinata, secondo una rete di relazioni ispirato al metodo della programmazione;
  • stabilire una collaborazione tra enti territoriali e imprese e l'Università di Bologna non occasionale, promuovendo l'inserimento sistematico dell'Ateneo nelle politiche di sviluppo territoriale perseguite dai comuni di Bologna e della Romagna, nonché dalle province e dalla regione;
  • valorizzare la vocazione europea e internazionale dell'Università di Bologna, attraverso accordi e convenzioni con altri Atenei stranieri e con le istituzioni politiche sovranazionali e internazionali, anche al fine di favorire una effettiva circolazione delle eccellenze sia sul versante studentesco sia su quello della ricerca e dell'insegnamento universitari;
  • infine, valorizzare la presenza dei numerosi Enti di Ricerca (CNR, INAF, ENEA, INGV, ecc) dell’Emilia Romagna, quale occasione di sviluppo ulteriore della realtà scientifica, mediante la costruzione di rapporti equilibrati tra l’Università, le realtà locali, regionali, nazionali e sopranazionali, anche per fare di Bologna una città della Scienza.
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