Il sito del Partito Democratico di Bologna

Home arrow Forum arrow Welfare arrow Direzione 5/12/2011: l'intervento di Alberto Alberani arrow Forum arrow Welfare 

Direzione 5/12/2011: l'intervento di Alberto Alberani PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
mercoledì 07 dicembre 2011

"Le società di mutuo soccorso in tempo di crisi": la proposta del responsabile Legacoop Sociali e Area Welfare Legacoop Emilia-Romagna alla riunione della Direzione del PD di Bologna sul Welfare del 5 dicembre 2011

Alcuni punti fermi

1) Il prelievo fiscale ridistribuito ai cittadini dalle Pubbliche Amministrazioni attraverso i servizi è necessario per garantire servizi sociali e sanitari educativi di qualità e per tutti e un sistema di protezione sociale a tutela delle persone, in particolare le più deboli.

2) La spesa per i servizi di welfare è volano dell’economia, perché senza protezione e coesione sociale non si determinano le condizioni che favoriscono un sostenibile sviluppo economico. Per questa ragione è necessario contrastare una politica di tagli lineari e le facili ricette (non casualmente indicate da chi ha prodotto i danni) che invece di modificare le ragioni che hanno condotto alla crisi attuale prendono la crisi come pretesto per distruggere il sistema di welfare europeo.

3) Le risorse per sostenere il sistema di welfare ci sono e sono recuperabili se si attuano determinate scelte politiche; la tassazione dei grandi patrimoni, la tassazione delle transazioni finanziarie, la lotta all’evasione, la riduzione delle spese militari, l’immediata vendita di patrimoni confiscati alle mafie, la lotta ai privilegi di alcune categorie possono promuovere il recupero di risorse per FINANZIARE MAGGIORMENTE IL NOSTRO SISTEMA DI WELFARE.

4) Naturalmente è indispensabile rendere maggiormente efficaci ed efficienti i servizi PUBBLICI FINANZIATI CON QUOTE DI FISCALITÀ GENERALE, ottimizzando l’appropriatezza, combattendo gli sprechi e le rendite di posizione, comparando le diverse gestioni realizzate da aziende pubbliche o da organizzazioni del terzo settore, assegnando alle pubbliche amministrazioni il ruolo di regolatore, certificatore di qualità. Non è in discussione la funzione di ‘protezione sociale’ che il pubblico dovrebbe comunque continuare a svolgere, ma è auspicabile una sua integrazione con altre forme e uno sviluppo dell’efficienza complessivo.

È sbagliato arrendersi impotenti agli ineluttabili tagli ed è necessario con forza rilanciare proposte sostenute da idee e indicazioni concrete. Attraverso la fiscalità generale trasformata in servizi PUBBLICI universalistici gestiti dal terzo settore o da aziende pubbliche sarà comunque difficile garantire la risposta ai bisogni legati alla sfera del welfare e sarà necessario assegnare priorità difendendo il servizio sanitario nazionale, la scuola pubblica, la sicurezza, consapevoli che è necessario occuparsi anche della risposta ai bisogni che non vengono soddisfatti dai servizi finanziati dalla compartecipazione della finanza pubblica.

In particolare nell’ambito della non autosufficienza si concentreranno i bisogni più urgenti di famiglie profondamente trasformate in questi ultimi decenni. Già oggi in Emilia-Romagna la presenza di 100.000 assistenti familiari ci racconta come le famiglie si siano auto-organizzate per rispondere ai bisogni, non trovando risposte nelle amministrazioni pubbliche o nel terzo settore.

Nell’ambito socio-sanitario, per rispondere ai bisogni della non autosufficienza le famiglie hanno realizzato la sussidiarietà nei fatti e probabilmente non si sono neppure accorte degli autoreferenziali dibattiti di noi politici, tecnici, dotti medici e sapienti. Quella sulla sussidiarietà è una discussione che periodicamente riemerge e segnala il desiderio di trovare nuove risposte, il bisogno di innovazione, che proprio perché innovazione non dispone di miracolistiche ricette ma di studi, riflessioni e tentativi, nella speranza di trovare nuove soluzioni e nella consapevolezza che l’innovazione è difficile da realizzare.


Società di mutuo soccorso

Come sistema Legacoop ci stiamo domandando se i principi e i valori che stanno alla base del nostro movimento possano aiutarci a trovare nuove proposte sostenibili economicamente e socialmente, coerentemente con i nostri valori di essere organizzazioni con mente economica e cuore sociale.

Ci stiamo domandando se le SOCIETÀ DI MUTUO SOCCORSO possano ri-diventare una adeguata soluzione nel 2011. Consapevoli dei limiti e dei problemi (non ultimo una legislazione di fine ‘800) noi crediamo che SOCIETÀ DI MUTUO SOCCORSO TERRITORIALI UNIVERSALISTICHE potrebbero sostenere l’auto-organizzazione dei cittadini. Ci stiamo domandando se è possibile stimolare i cittadini che, comprensibilmente, individualmente si sono organizzati per rispondere ai nuovi bisogni ad aderire a organizzazioni collettive fondate su un sincero scambio mutualistico e governate democraticamente, valorizzando la partecipazione attiva di un cittadino non fruitore passivo ma protagonista attivo.

Possono oggi i principi e i valori propri delle società di mutuo soccorso essere riattualizzati, in una società che promuove l’individualismo egoistico come uno dei valori dominanti? In questo periodo di crisi, e più che altro in futuro, le forme di auto-mutuo aiuto possono essere una soluzione per migliorare la qualità della vita, invertendo l’idea che solo individualmente posso risolvere il mio problema e che forse, invece che una badante a testa, possiamo metterci insieme e ottimizzare le risposte?

Sono domande che ci stiamo facendo e vorremmo condividere con altri attori, nella consapevolezza che i tentativi di risposte possono trovare una soluzione se saremo in grado di costruire proposte, “prodotti” (i piani sanitari o socio-sanitari) che naturalmente per essere sostenibili devono contare su adesioni significative e costi sostenibili per i cittadini.

Proposte, piani, “prodotti” in capo ad un soggetto giuridico governato come società di mutuo soccorso, aperto alla raccolta di fondi di varia natura. In riferimento alle leggi attuali stiamo studiando la migliore veste giuridico statutaria, cercando di comprendere pregi e difetti e copiando le buone pratiche di altri territori. In Francia e Germania a fianco del Sistema sanitario nazionale la realtà mutualistica è consolidata e affermata, in Alto Adige sono già esistenti soluzioni innovative.

Non abbiamo soluzioni miracolistiche ma alcuni punti fermi: l’universalismo, la territorialità e, più che altro, la collaborazione con il servizio sanitario nazionale della nostra regione, nella consapevolezza che È NECESSARIA UNA NUOVA ALLEANZA DI WELFARE MIX, uscendo dagli autoreferenziali stereotipi, riconoscendo gli aspetti vincenti del nostro modello ma anche riconoscendo i limiti e i problemi per raffrontare in tempo le trasformazioni future.

Sarebbe interessante STUDIARE LA REALIZZAZIONE DI UNA SOCIETÀ DI MUTUO SOCCORSO TERRITORIALE UNIVERSALISTICA, CON LA PRESENZA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, contando sulla disponibilità di un Distretto di questa regione, con il coinvolgimento di una conferenza socio-sanitaria e il sostegno della Regione. L’aeroporto, la fiera, per ultimi i cimiteri hanno trovato forme giuridiche per gestire importanti servizi in questa città. È possibile pensare che anche il sistema di welfare possa innovarsi attraverso un nuovo incontro fra diversi soggetti?

Vorremmo condividere questo percorso e contiamo di presentare una prima idea concreta agli inizi del 2012 per confrontarla con le altre associazioni datoriali, con i sindacati, con le pubbliche amministrazioni, con le organizzazioni del terzo settore, ricordandoci dei punti fermi in premessa illustrati. Sostenendo e valorizzando il sistema sanitario nazionale, evitando di creare dei “cavalli di troia” ma anche consapevoli che da solo l’attuale sistema subirà profonde trasformazioni e che non possiamo stare fermi.


LA PROPOSTA in formato PDF

 




Condividi su:
Salva articolo su SalvaSiti.com!Figo: lo DIGO!Segnala su Segnalo.com!Segnala su OK Notizie!Del.icio.us!Google!Live!Facebook!Technorati!Furl!Yahoo!Ma.gnolia!
 

Collegati o registrati per inviare un commento

< Prec.   Pros. >

Entra

Chi è Online

No

PDBologna 2.0

Visita YouDem.tv Ascolta RadioDem
Chiama la Redazione La Pagina di PDBologna su Facebook
PDBologna su YouTube PDBologna su uStream
PDBologna su Flickr PDBologna su Twitter


Ultimi commenti: