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Marta Franceschini, La valigia di Agafia, Marlin Editore PDF Stampa E-mail
lunedì 19 maggio 2008
 

Scritto da Lina Sini,

Pagina vista : 326

La valigia di Agafia

Marlin Editore, 2008

€ 11,00

 

La parabola di una giovane donna moldava, Agafia, sottoposta ad abusi, pestaggi e tradimenti, prima in Siberia e poi in Italia, a Bologna. Una storia vera, forse estrema, ma di certo utile ad aprire uno squarcio in un mondo che non conosciamo e, spesso, ci rifiutiamo di guardare, chiusi nelle nostre paure.

Tre anni fa Agafia, spinta dal bisogno lacerante di gridare al mondo la sua pena, chiese a Marta Franceschini, incontrata durante una presentazione in un locale bolognese, di scrivere un libro sulla sua triste vicenda. Dopo averne ascoltato per ore e ore il doloroso racconto, l’autrice ha riversato in questo libro la storia vera, attuale, incalzante e spietata della giovane moldava, condannata fin dall’infanzia a macerarsi nelle fatiche più pesanti e nella sofferenza, costretta a una fuga senza soste tra orrori di ogni genere, approdata infine in Italia, come tante donne dell’est, e illusa da un amore infelice, unico conforto alla sua anima.

IL LIBRO
Dalla miseria fangosa del suo villaggio, dove ha cominciato a lavorare fin dall’infanzia raccogliendo tabacco nelle piantagioni, una ragazza moldava, Agafia, si sottopone a un lavoro massacrante che la porta oltre il circolo polare artico, in una Siberia senza legge e senza dignità, su treni che masticano gelo e violenza. Ma questo è solo l’inizio del viaggio: abusi, pestaggi e tradimenti saranno le prossime fermate. Una fuga disperante, che di orrore in orrore la porta a piedi scalzi su frontiere spinate, per chilometri di attese, di inganni, di sfinimenti. E alla fine, in un'Italia che raccoglie e schiavizza i brandelli rimasti, distogliendo per pudore lo sguardo. Clandestina nel nostro Paese, Agafia impara, insieme alla lingua, l’umiliazione di chi vive senza diritti, senza protezione, e senza tregua. La vita racchiusa in una valigia. Prima a Roma e poi a Bologna, passa le notti nelle stazioni, e i giorni a consumare scarpe in cerca di un lavoro, un rifugio, un letto: un miraggio per cui sarà disposta anche a vendersi. E quando diventa finalmente “badante”, scopre di essere finita nell’ennesima trappola, fatta di condizioni disumane a cui non può né vuole sottostare. Ma è proprio sul fondo del baratro che scopre anche l’amore, infelice e sventurato come tutta la sua esistenza, fratellanza di ferite e specchio di dannazione, ma capace di nutrire l'anima. Solo allora Agafia sarà pronta per il suo ultimo viaggio…

Marta Franceschini vive e lavora a Bologna. Laureata in Storia Orientale, giornalista pubblicista, ha vissuto in Gran Bretagna, Stati Uniti e per tre anni in India, dove è stata corrispondente free-lance per numerose testate italiane (“L’Espresso”, “Noi Donne”, “Quotidiani Associati”, ecc.). Ha esordito come scrittrice nel 2000 con La discesa della paura (Sellerio), premiato al Festival del Primo Romanzo di Cuneo nel 2001 e tradotto in tedesco dalla Goldmann Verlag nello stesso anno. In edizione Marlin ha pubblicato Sangue del mio sangue (2006). Nello stesso anno ha curato i testi dello spettacolo teatrale “La donna imperfetta” (Tita Ruggeri) e, nel 2007, del documentario “Ero nato per volare” (Enza Negroni) per il Museo della Memoria di Bologna.

   

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