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Si riporta l'intervento di Giacomo Venturi, vicepresidente della Provincia di Bologna, pubblicato giovedì 2 febbraio 2012 sull'edizione bolognese de il Resto del Carlino, dal titolo 'Partiti e autoriforma'
"Affermare che i partiti sono insostituibili, come ha fatto il Presidente Napolitano nella sua lectio magistralis, potrà apparire, ai tanti che ne hanno già decretato la fine o che ne profetizzano la trasformazione in strutture leggere o temporanee, come una provocazione 'conservatrice' nel momento della loro più profonda difficoltà.
Si tratta invece di un monito e di una esortazione a confrontarsi con una emergenza non più rinviabile: essere insostituibili non può infatti significare vivere di una rendita di posizione, o, come più gravemente appare oggi, essere depositari di condizioni di privilegio: «…il banco di prova della capacità di un'organizzazione politica di perseguire obbiettivi di efficacia generale sta nel suo calarsi nelle logiche e nelle regole delle istituzioni rappresentative».
Un destino cui non sfugge nessuno che non voglia limitarsi alla protesta o alla testimonianza. La Rete ha fatto emergere una voglia di partecipazione e di protagonismo, che non sono sempre la stessa cosa, che i partiti devono intercettare per trarne motivi ed elementi necessari a percorrere «la sola strada che resta aperta: quella del loro autorinnovarsi».
I girotondi e le donne di 'Se non ora quando', il popolo viola e i referendari, ma anche le tante voci di protesta 'corporativa' che si levano contro i provvedimenti del Governo, ognuna delle quali pensa che è di altri il compito di 'sacrificarsi' in tempo di crisi, pongono infatti i partiti al centro di uno snodo vitale: autoriformarsi per riacquistare credibilità e tornare a svolgere il ruolo di cinghie di trasmissione essenziale in una democrazia rappresentativa, in un tempo in cui il 'buon senso' deve indirizzare le riforme e i cambiamenti necessari - a partire dai costi diretti e indiretti della politica e da un rinnovato ed esteso concetto di legalità e moralità della politica, della società e dei singoli - perché si affermi un nuovo 'senso comune', che sembra smarrito e che ci fa sentire sempre meno parte di un comune disegno e di una sola comunità".
Giacomo Venturi, vicepresidente della Provincia di Bologna |