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Un partito unito, forte nella propria coesione e nel programma. L’intervento del segretario del PD di Bologna, Andrea De Maria, in apertura dell’ assemblea provinciale e cittadina in corso oggi sabato 24 maggio, presso il Palanord, sottolinea la necessità di sintesi tra le diverse anime del partito bolognese, ma non elude i temi di maggior interesse come le alleanze del partito e il candidato sindaco.
Dopo alcune considerazioni sul risultato elettorale dello scorso aprile - “chiaro, la vittoria di Berlusconi è stata netta e il distacco è stato di ben 9 punti” - l’analisi di De Maria si sofferma sul fatto che gli elettori dimostrano di perseguire “risposte di chiusura e di difesa dalla diversità”. Ma si rivela perplesso sulla bontà delle soluzioni, “tutte da verificare”, del centrodestra. Poca fiducia anche sul Berlusconi dialogante: per il segretario PD “nel centrodestra c’è la consapevolezza che governare oggi è difficile e che sarà difficile realizzare le promesse elettorali”.
Il risultato elettorale offre l’opportunità di lavorare alla costruzione e al consolidamento del Partito Democratico e De Maria ne traccia il percorso. Primo: un’idea di politica che si radica tra la gente e che si rinnova. Il PD fonde forze riformiste e "il progetto non è finito" ma, sottolinea De Maria “abbiamo fatto passi da giganti con persone nuove e dato risposte forti”. Inoltre, tra i fattori che hanno contribuito al successo del PD a livello locale e su cui bisogna insistere: la capacità di dialogo, la sintonia tra il programma proposto da Walter Veltroni e l’identità, il merito della politica a livello locale ed un partito aperto alla società e capace di valorizzare le risorse; ed è per questo che “la politica significa stare in mezzo alla gente e non ridursi, solo ad un problema di comunicazione”.
A Bologna l’esito elettorale positivo è un ottimo punto di partenza per le consultazioni del 2009, ma è importante comprendere che “il dato delle politiche non si porta automaticamente nelle amministrative”. L’analisi favorevole della situazione è dovuta anche ai problemi del centrodestra, il quale sta vivendo una crisi interna e non riesce ad esprimere una propria leadership.
Il centrodestra non è più riuscito, dopo la sconfitta del 2004, a proporre una strategia, “a differenza di come abbiamo fatto noi – ha aggiunto De Maria- ma è meglio non chiudersi in una visione autoreferenziale. Bisogna aprire la discussione con la gente: lo strumento è quello delle primarie ma, aggiunge, se c’è un problema non è “nello strumento ma nel clima”. “Il PD – per il segretario - non deve esser un monolite, ma neppure diventare una gara tra correnti, deve sforzarsi di rappresentare un grande partito riformista con un progetto. Si deve lavorare sui temi e sul programma”.
L’ Assemblea Programmatica del PD di Bologna che si terrà il prossimo 5 luglio - e sarà conclusa dal segretario regionale Salvatore Caronna) - sarà il luogo dove si valorizzerà e si spiegherà il lavoro fatto. Lavoro svolto egregiamente, a partire dagli sforzi fatti sul tema della coesione sociale. Le politiche regionali “che consentono a livello locale di affrontare politiche sociali, come gli asili nido – insiste De Maria - o il Piano strutturale del Comune predisposto con una sintonia di programmazione che non si vedeva da anni”.
Il lavoro del PD di Bologna deve inserirsi nella scia del programma presentato durante le elezioni. Quindi la riforma della pubblica amministrazione; il tema della sicurezza, ma con una “ricetta che non è quella del centrodestra perché al controllo del territorio e alla certezza della pena il PD affianca un investimento in coesione sociale” (“una società coesa è una società più sicura”); voto alle amministrative per gli extracomunitari, che “hanno gli stessi diritti degli altri cittadini”, e lotta durissima alla mafia, perché la criminalità straniera è comunque dipendente dalle organizzazioni criminali italiane.
l tema delle alleanze. Secondo il segretario del PD di Bologna il partito deve aprire alle forze riformiste, cattoliche e socialiste e non chiudersi in sè. L’interesse deve essere rivolto verso l’Udc ma anche verso quelle risorse che, all’interno della Sinistra Arcobaleno, sono disposte ad accettare un programma di governo. Per De Maria “il progetto dell’Unione è fallito sul merito quando il Comune ha affrontato il tema della sicurezza”.
E’ finita la stagione della coalizione frammentata, insiste, che ha dimostrato, con un eccesso di presenza dei partiti, di non essere neppure in grado di esprimere figure all’altezza nei ruoli istituzionali.
Conferma la strada delle primarie per individuare i candidati e propone un gruppo di lavoro che dovrà individuare le regole da applicare a livello locale. Le regole nazionali e regionali, ha precisato De Maria, valgono anche a Bologna.
Infine la ricandidatura di Cofferati. Andrea De MAria ricorda l’incontro con il sindaco in cui ha insistito sull’utilità di riconfermarne la candidatura per portare a termine i progetti iniziati. In quell’occasione, ha ricordato, Cofferati gli ha chiesto tempo per poter dirimere alcune questioni personali. "Se dovessero esserci ulteriori candidature – chiarisce - si va alle elezioni primarie”.
Infine il tesseramento, “questione prioritaria che deve essere affrontata con responsabilità”. “Si deve lavorare con coesione e unità per Bologna – è l’auspicio - con idee diverse ma senso comune e solidarietà”. |