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Questa, per Walter Veltroni, "l’unica speranza" per risollevare le sorti di un Paese che sta vivendo una delle sue più drammatiche fasi storiche, che si ripercuote anche sulla realtà bolognese: l’Assemblea programmatica del PD di Bologna negli interventi del segretario nazionale, di De Maria, Cofferati, Draghetti e Caronna
L’Assemblea programmatica del PD di Bologna è aperta da Andrea De Maria, che nella serata di venerdì 18 luglio esordisce puntando ad un “ampio coinvolgimento”, passando per la piattaforma dei Forum tematici, e aprendo il dialogo con le altre forze politiche del centro-sinistra, “che non fanno riferimento al Pdl”, sulle priorità programmatiche del governo locale. Con un monito perentorio: “A Bologna, con le amministrative del 2009, ci si gioca una sfida nazionale, ed è una vittoria tutta da conquistare”.
Per ora, il segretario bolognese enuncia tre linee d’azione: un programma per l’intera Area metropolitana (“Bologna ha tutte le condizioni per essere la prima realtà italiana a dare vita alla Città Metropolitana”) che faccia del capoluogo il centro del sistema regionale, con “funzioni di eccellenza e di promozione di quelle innovazioni che rendano più competitiva tutta l’Emilia-Romagna nel contesto europeo e globale”; la valorizzazione e lo sviluppo di quanto fatto nell’attuale mandato amministrativo, consapevoli che ci sono problemi e contraddizioni, ma anche che “abbiamo alle spalle anni di buon governo, di forte capacità di innovazione in settori cruciali”; infine, il rifiuto dell’idea di una Bologna in declino, mentre la città quanto a crescita economica e qualità dei servizi sociali “è ai massimi livelli nel panorama europeo”.
La sfida, per De Maria, è mantenere tali traguardi, “promuovendo noi il cambiamento ispirato ai nostri valori”. Chiude, il segretario, con tre parole d’ordine per evitare il rischio di “chiuderci in noi stessi in un processo di logoramento e frammentazione”: coesione, solidarietà, unità (clicca qui per leggere il testo integrale della relazione di De Maria).
E’ un contributo molto equilibrato, quello che Walter Veltroni offre alla platea del Salone del Podestà, e che apre con parole di apprezzamento per la relazione di De Maria, “ispirata a quella saggia valorizzazione di risultati che sono fuori discussione”. Non entra nel merito del dibattito locale, che ritiene appartenga ad una “dimensione autonoma da rispettare”; ribadisce il ruolo deciso dell’opposizione al governo nazionale e contrappone, in materia di sicurezza, le politiche della giunta di Bologna all’idea del centrodestra di prendere le impronte ai bambini. “Va bene discutere di alleanze strategiche – spiega – ma pensiamo soprattutto a noi stessi, a crescere bene tenendo ben saldo in mente quel progetto riformista a vocazione maggioritaria che può essere l’unica speranza per rimettere in marcia l’Italia”. Ed è per questo che rilancia la campagna tesseramento, la petizione “Salva l’Italia” e l’appuntamento per la manifestazione del 25 ottobre, “la prima veramente riformista in programma in Italia, dove parleremo con orgoglio e consapevolezza di noi stessi”.
La manifestazione di ottobre sarà importante per proporre “la nostra idea alternativa” di governo anche in prospettiva locale: a dirlo, intervenendo la mattina di sabato 19, è Sergio Cofferati, che inserisce la realtà bolognese nel quadro nazionale, in una situazione economica che “sta precipitando”. Il “darwinsimo sociale” del centro-destra, che mira a “un’alterazione del sistema del welfare”, sta producendo danni anche a Bologna, dove, sottolinea il sindaco, si rischia di non essere “in grado di chiudere il bilancio del 2008”. Con il provvedimento sull’Ici mancheranno risorse indispensabili, quelle che dovrebbero portare “nuove ore di assistenza per gli anziani e nuovi posti nei nidi e nelle materne”: e “il privato non è un’alternativa”. Sul versante della sanità, poi, c’è il rischio di assistere, nel 2009, alla reintroduzione del ticket; per non parlare poi della questione sicurezza, compromessa dai tagli alle forze dell’ordine: perché è con “più polizia e più vigili” (“altro che esercito”) che si è avuta negli ultimi anni una notevole diminuzione dei reati.
Per quanto riguarda le amministrative del prossimo anno, Cofferati ritiene che si debba innanzitutto informare sui risultati ottenuti, “da tutti non dal sindaco”, in questi quattro anni, e su quanto bisogna continuare a fare. E per il PD le primarie rappresentano uno “strumento importante”: è stato “un errore, che abbiamo pagato”, non farle per le politiche. Mentre sul piano delle possibili alleanze si tratterrà di “discutere di governo con chi vuole governare”.
Dopo il sindaco prende la parola Beatrice Draghetti, che, con “l’ottimismo” derivante dal lavoro fatto “in tutti i sessanta Comuni del territorio”, si proietta oltre l’appuntamento elettorale del 2009: bisognerà “continuare ad amministrare bene”, e per farlo, questa la convinzione della presidente della Provincia, sarà indispensabile “riconoscere, interpretare e governare” quei “fatti nuovi” che si profilano all’orizzonte. In tre ambiti. Istituzionale: sulla scia della “capacità di governare insieme” mostrata, “siamo pronti per la città metropolitana”. Sociale: i cittadini sono “soggetti di diritti e di doveri, non di concessioni” e, di fronte ai nuovi “profili di povertà”, si tratta di “ripartire dagli ultimi”. Infine, il partito: ci sono le regole, conclude Draghetti, ora bisogna “prendere il largo”, facendo del PD “un luogo arioso”, aperto, dove “si può anche sbagliare”. Un “riferimento reale per la vita delle persone”.
Fare ciò significa “combattere fino in fondo” per salvare il Paese dalla crisi che sta vivendo, senza “chiudersi in se stessi”: questa deve essere per Salvatore Caronna, il cui intervento chiude l’Assemblea, la principale “ossessione” del PD. E Bologna, che come il resto dell’Emilia-Romagna ha saputo tenere “insieme sviluppo e coesione sociale” – offrendo servizi che altre realtà europee, anche le più avanzate, “neanche si sognano” – dovrà porsi in prima fila nel proporre, in anni difficili come quelli che si prospettano, una tale idea di comunità. Idea che può essere portata avanti solo da “un personale politico credibile”, che abbia maturato esperienza sul campo: “deve tornare la politica”, sostiene con forza il segretario regionale, “devono tonare i partiti”. Il PD – di fronte a un centro-destra che dimostra di non essere "in grado di affrontare le sfide del governo" – è chiamato anche a questo: a ridare “autonomia e autorevolezza alla politica”.
La conclusione dei lavori (con i componenti della Direzione del PD di Bologna e i regolamenti delle Assemblee cittadina e territoriale)
Il video integrale dell'Assemblea programmatica
"Quali sono le tre priorità per Bologna?": la risposta del coordinatore cittadino del PD Maurizio Degli Esposti, del sindaco di Bologna Sergio Cofferati, della presidente della Provincia Beatrice Draghetti, del segretario del PD di Bologna Andrea De Maria (interviste a cura di Valentina Gualandi, Sonia Mammarella, Bruno Mainieri)
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