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Merola: vi racconto la Bologna del futuro PDF Stampa E-mail
martedì 01 luglio 2008
 

Scritto da Sonia Mammarella,

Pagina vista : 332

Volantino sull'intervento dell'Assessore Merola al Circolo

Sembra affaticato Virginio Merola, Assessore Urbanistica e Casa del Comune di Bologna, al termine del secondo incontro del ciclo Ti racconto cosa ho fatto per Bologna. Affaticato perché ha compiuto un lungo viaggio virtuale per la città, durato quasi quattro ore, per spiegare ai numerosi cittadini presenti il lavoro compiuto dall’amministrazione comunale negli ultimi quattro anni. “Si tratta di un tema difficile. La Bologna del futuro sarà completamente diversa. Il settore Urbanistico, che tanto ha lavorato in questi anni, è sicuramente quello che produrrà un maggiore impatto e cambiamenti rilevanti nella vita di ognuno di noi. Domani verrà presentato alla stampa il progetto vincitore per la nuova stazione. Vi garantisco che si tratta di un progetto innovativo, simbolico, sarà l’immagine di Bologna nel mondo e garantirà un enorme sviluppo nella relazioni nazionali e internazionali. Ma per spiegare meglio cosa stiamo già realizzando e realizzeremo nei prossimi anni non posso prescindere dal parlarvi del PSC, il Piano Strutturale Comunale, dove S non sta per socialista come spiego spesso ai consiglieri PDL”.

Il PSC definisce l’impianto della città e produrrà effetti nei prossimi 20 anni. A differenza dei tradizionali piani regolatori gli indici edificatori varranno non per sempre ma solo cinque anni, nel caso non vengano attuano i piani concordati. L’elaborazione del PSC, approvato in Giunta il 17 giugno passerà all’approvazione del Consiglio Comunale nel corrente mese. E’ frutto di un’elaborazione iniziata nel gennaio 2005 e ora arrivata alla sua completa definizione, un tempo record, se si considera che è il risultato di un percorso partecipato che ha visto coinvolti 60 comuni della provincia, la Provincia stessa, i cittadini, le istituzioni e i tecnici del settore attraverso un forum che ha svolto più di 250 incontri, e dove erano rappresentate più di 100 associazioni, e attraverso numerosi laboratori partecipati attivati nei quartieri. “Abbiamo abbandonato la pratica delle concertazioni e scelto la via della partecipazione e già adesso ogni singolo progetto richiede procedure concorsuali e bandi di gara pubblici perché venga attuato. Vogliamo favorire idee nuove e innovative, anche di giovani architetti che altrimenti, resterebbero giovani troppo a lungo”.

Obiettivi da raggiungere: aumentare l’accessibilità, la tranquillità, l’accoglienza a livello nazionale e internazionale.
“Bologna è una città medio-grande che non deve espandersi ma lavorare dentro se stessa per migliorare molto la qualità urbana in tutti i suoi aspetti, dalle infrastrutture, alla mobilità, all’edilizia, al verde pubblico a ai servizi sociali per far venire voglia di venire ad abitarci. Le analisi demografiche ci dicono che Bologna rischia di perdere nei prossimi venti anni 20.000 dei suoi 370.000 abitanti e che quasi la metà dei residenti avrà un’età superiore ai 65 anni quindi dobbiamo intervenire per mantenere immutato il numero di abitanti e favorire il ricambio generazionale attraverso l’edilizia sociale, i mutui agevolati le agevolazioni fiscali per l’affitto. Il clima è davvero cambiato, la cementificazione è andata troppo avanti, abbiamo bisogno di intervenire massicciamente sul trasporto pubblico per limitare l’uso dell’automobile e l’inquinamento. I nuovi standard urbanistici richiedono per le nuove edificazioni spazi di verde privato e pubblico, parcheggi privati e pubblici e la cessione del 25 per cento dei diritti edificatori dell’area da destinare all’edilizia sociale. Bologna città metropolitana è anche periferia, non solo centro storico. Fissati i piani generali, abbiamo definito sette strategie di riqualificazione urbana, le abbiamo chiamate le Sette Città: la Città della Ferrovia, la Città della Tangenziale, la Città della Collina, la Città del Reno, Città del Savena, la Città della Via Emilia Ponente e la Città della Via Emilia Levante...così come le sette chiese di Santo Stefano che formano insieme una sola basilica”.

Attraverso un percorso dettagliato e con l’ausilio di proiezioni vengono delineati i punti cardine che ne fanno un progetto concreto e già in via di realizzazione: la creazione di parchi e numerose aree verdi (ad es. i Prati di Caparra con un’estensione pari ai a quella dei Giardini Margherita, il Parco di via Larga, il Parco San Donato, il Lungo Navile e il Lungo Reno) per un totale 12.200 milioni di metri quadrati, migliaia di nuove piantumazioni, gli accordi, in parte già conclusi, con soggetti privati e fondazioni bancarie per l’acquisizione di aree dimesse con edifici da ristrutturare e aree verdi da valorizzare, creazione di parcheggi con migliaia di nuovi posti auto, l’acquisizione delle ex aree militari grazie agli accordi con le Agenzie del Demanio che si concluderanno a settembre, l’incentivazione dell’edilizia sociale, la riqualificazione di vecchi edifici per favorire l’aggregazione sociale, la costruzione di nuove aree residenziali circondate dal verde e un forte potenziamento del trasporto pubblico grazie alla realizzazione del Civis, della nuova stazione, del People Mover e della metropolitana.

Sollecitato dalle domande provenienti dal pubblico l’assessore aggiunge “Abbiamo affrontato con successo, grazie al coinvolgimento della Guardia di Finanza, il problema degli affitti in nero, controllato le situazioni reddituali dei possessori di case pubbliche, stiamo costruendo protocolli d’intesa con la Sovrintendenza ai Beni Artistici, che ha visto purtroppo numerosi cambi al vertice negli ultimi anni, al fine di per ristrutturare gli edifici abbandonati con più di cinquanta anni. La Città della Collina, che più interessa i cittadini di questo quartiere, diventerà fruibile per il riposo, il tempo libero, lo sport, attraverso la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili e la riqualificazione di edifici destinati all’aggregazione sociale. Ottomila metri quadrati sono stati acquisiti, sono state bloccate nuove costruzioni residenziali. La città sarà invasa dai cantieri nei prossimi 10-15 anni e per questo chiediamo un grande sforzo ai cittadini, verranno allestiti sportelli informativi in ogni quartiere. Dobbiamo affrontare i conflitti, che certamente si verificheranno, e insieme risolverli. Proprio per questo al secondo piano della nuova Sala Borsa è stato presentato un nuovo spazio espositivo, l’Urban Center, dove è possibile avere notizie, giorno per giorno, sullo stato d’avanzamento dei lavori e le fasi di attuazione dei progetti in supporti cartacei ed informatici. Nell’anno che verrà manderemo a casa schede riepilogative. Noi del Partito Democratico dobbiamo essere combattivi. Io conto sul passaparola, sul contatto diretto. Questa città è in ritardo di oltre 20 anni. Non possiamo più aspettare”.

E quando fresche fette di cocomero cominciano già a girare tra il pubblico Merola conclude tra gli applausi “Prometto che sarò di nuovo qui in autunno, in questo bel cortile del Circolo Andrea Costa, per affrontare nello specifico il problema dello stadio, abbiamo bisogno di chiarezza su quelli che saranno i nostri interlocutori. Abbiamo individuato già sei poli funzionali nella cintura urbana più facilmente raggiungibili dai trasporti. Troveremo un accordo in questo mandato e tornerò a parlarvene. Mi dispiace non essere riuscito, stasera, a parlarvi anche di cifre, abbiamo superato la mezzanotte e anche voi sarete stanchi”.

Visita il sito del Piano Strutturale Comunale

Visita il sito Come cambia Bologna

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