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A chi o a cosa pensa il Governo? Le ferie estive sono passate, siamo nel pieno della ripresa autunnale, si dovrebbe tornare a lavorare, ma, spesso, nelle fabbriche c’è ancora la crisi e la cassa integrazione, talvolta c’è solo la crisi e il Governo? Il Governo pensa che la priorità per fronteggiare la crisi sia far rientrare i capitali dall’estero. Devo dire che per questo provvedimento il Ministro per la semplificazione ha svolto un lavoro esemplare, hanno deciso di farla facile: si sono immedesimati in un evasore francese alle prese con il rientro dei capitali alla francese che pensa: “come faccio a far rientrare quei milioncini di euro che stanno in un conto svizzero, o a panama o in uno qualsiasi di quei paradisi fiscali? Chissà, ma mi conviene? Essere sbattuto sulla pubblica piazza con l’accusa di aver rubato soldi ai miei concittadini, e poi la metà se ne andrà in tasse…”. In effetti già c’è la crisi che agita i sonni dei poteri forti e il Governo ha deciso di aiutare questi poveri disgraziati perseguitati dal fisco: se i soldi li hai in area euro o paesi collaborativi (non so Stati Uniti, Giappone, Canada…) semplicemente dici che hai quei soldi e lo stato non ti chiede di farli rientrare in Italia, ma paghi il 5%, hai garantito l’anonimato e ti viene anche condonato qualsiasi reato di natura fiscale (purché il processo non sia già iniziato). Se invece i tuoi soldi sono in un vero paradiso fiscale le condizioni sono le stesse ma almeno li devi riportare in Italia.
La gravità di questa norma è duplice.
Il primo fattore è dato dalla norma in sé. L’Italia, infatti, è uno dei paesi in cui l’evasione è più alta quindi i condoni peggiorano la situazione perché si premiano i disonesti a scapito degli onesti. La sanatoria è stata fatta anche in maniera “stupida” o meglio è stata fatta in modo da salvare chi esporta capitali illecitamente (tramite falsi in bilancio, vedi Parmalat, traffico di stupefacenti, di armi...). Infatti ci sono dei contatti tra l’Italia(e anche altri stati europei) e i cosiddetti paradisi fiscali per ottenere le liste dei nostri concittadini che hanno soldi lì, queste liste non ci sono ancora, ma sarebbe questione di mesi. Allora Tremonti e Berlusconi che fanno? Non aspettano tre, quattro mesi per avere le liste e dire: “Ragazzi noi abbiamo le liste di chi ha esportato i capitali, se qualcuno decide di sanare la sua posizione siamo disponibili a trattare”, risparmiandosi l’obbligo di provare che quelli sono soldi illeciti e partendo da una posizione di forza potrebbero chiedere una maggiore (e più giusta) aliquota. Non fanno tutto questo. Fanno la sanatoria prima, con una tassa da pagare ridicola (il 5%) così dalla svizzera tra tre quattro mesi ci arriveranno dei tabulati vuoti o di gente che ha già regolarizzato la sua posizione, vanificando ogni sforzo di combattere i paradisi fiscali.
Il secondo fattore sono le priorità di questo governo. Nel fase più dura della crisi dove si deve invertire il ciclo economico il governo non decide di distribuire più equamente quel poco di torta che c’è, e ancora peggio non elabora un indirizzo, una strategia, una politica industriale seria per uscire dalla crisi, non so, investendo sulle energie alternative, sulla formazione. Nulla.
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