Manifesto
Struttura del portale
Struttura | Manifesto |
|
|
|
| Scritto da Gianluca Rugna | |
| lunedì 03 marzo 2008 | |
|
Pagina 7 di 7
6. L’educazione, la formazione, la ricerca scientifica L’educazione e la formazione devono essere poste al centro del nostro impegno. La scuola è la sede non solo della formazione culturale ma dell’educare istruendo. È nella scuola che si pongono le premesse della cultura democratica indispensabile alla convivenza in una società sempre più plurale e multiculturale. Il Partito Democratico sostiene un sistema scolastico pubblico integrato, imperniato sulla valorizzazione del ruolo educativo degli insegnanti, e in grado di garantire un’elevata qualità dei percorsi formativi. La scuola deve farsi carico delle difficoltà di tutti gli studenti, e dare un sostegno effettivo ai “capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi”, come richiesto dalla Costituzione, valorizzando il talento di tutti e promuovendo l’eccellenza. Solo la scuola può consentire quella democrazia della conoscenza e quell’integrazione culturale e sociale che siano all’altezza delle sfide della globalizzazione contemporanea. Un sistema formativo efficace e flessibile apre a tutti nuove possibilità di formazione culturale e professionale, di aggiornamento e di educazione permanente che sono necessarie nel continuo rinnovarsi delle conoscenze e delle tecnologie, e che vanno intese anche come apprendimento di adeguate modalità relazionali e collaborative. L’Università va sostenuta e potenziata come sede principale della ricerca culturale e scientifica, come centro di produzione e sviluppo della cultura in tutti i suoi aspetti, come fulcro dell’innovazione con conseguenze trainanti per l’intero sistemapaese. Gli istituti universitari e di ricerca devono essere centri propulsori di idee e di prospettive innovative, capaci di interagire con una pluralità di ambiti territoriali e sociali. Va accresciuta l’autonomia anche finanziaria delle Università: ma alla maggiore autonomia devono far riscontro la responsabilizzazione nell’uso delle risorse, l’apertura ai giovani e la valorizzazione del merito nel reclutamento e nelle carriere. Alla libera ricerca delle università è affidato il compito di valorizzare le nostre tradizioni culturali e di mettere in relazione i saperi richiesti dai cambiamenti in atto nella nostra società. I beni culturali italiani raccontano, senza interruzioni o fratture, l’evoluzione culturale dell’Occidente e rappresentano per il cittadino italiano l’elemento portante della sua identità civile e sociale. L’insieme del patrimonio culturale e paesaggistico italiano è un bene comune inalienabile ed è una fondamentale risorsa economica del nostro Paese. Il ritardo grave che l’Italia registra nel campo della conoscenza è l’ipoteca più grave che pesa sul nostro futuro. È questo uno dei banchi di prova del nuovo partito. Il Partito Democratico sostiene fermamente la libertà della ricerca scientifica, che è alla base dei grandi conseguimenti tecnologici e sociali delle società occidentali. La libertà di ricerca è un valore quanto mai strategico ai nostri giorni, in cui la necessità di innovazioni e di risposte adeguate alle sfide globali si è fatta pressante. Per arrivare a risultati creativi e condivisi, la scienza non può che battere strade diverse e parallele, imparare dai propri errori, darsi tutto il tempo e gli investimenti necessari. Solo la ricerca avanzata, nella quale l’Italia ha costantemente ottenuto risultati di primo piano a dispetto di gravi difficoltà e inadeguati investimenti, può consentire al nostro Paese di affrontare con successo la competitività che caratterizza l’èra globale, le difficoltà inerenti alle transizioni energetiche e al riequilibrio ambientale, i nuovi problemi medici relativi all’innalzamento della durata e della qualità della vita. Lo sviluppo della ricerca tecnicoscientifica pone certamente inediti interrogativi etici relativi all’impatto ambientale delle innovazioni tecnologiche e delle scelte energetiche e produttive, ai settori biologico e medico, alle conseguenze politiche, sociali e umane delle tecnologie militari. Il Partito Democratico intende affrontare questi interrogativi applicando integralmente i princìpi della laicità e della condivisione democratica, e rendendo compatibile il principio della libertà di ricerca e di scelta con il principio per cui non tutto ciò che è realizzabile tecnicamente è eticamente accettabile, né è sempre utile sul piano sociale, economico, ambientale. Questo divario fra realizzabilità astratta e bene comune diventa ancora più acuto in condizioni di risorse economiche scarse, in cui si è obbligati a fare delle scelte di priorità e di urgenza. 7. La speranza della pace: la storia non è finita Il Partito Democratico intende inverare i valori ai quali fa riferimento in piattaforme politicoprogrammatiche, che affinino il “chi siamo” come conseguenza del “cosa vogliamo”. Lo scopo di questo Manifesto non è quello di pronunciarsi su tutti i temi dell’agenda politica e culturale, ma di tratteggiare il profilo di un partito nuovo: per il ruolo politico di partito nazionale che vuole assumere, a fronte di una crisi così profonda del vecchio organismo statale italiano, e perché si pone il problema di elaborare una nuova idea di progresso umano. La condizione è che questa forza riesca a proiettarsi nel mondo e a misurarsi con la novità della condizione umana.
Il più grande obiettivo che sta di fronte alla politica è di operare per costruire un orizzonte democratico planetario in grado di impedire che ristrette oligarchie si arroghino il diritto di decidere la più grande e sconvolgente redistribuzione delle risorse e del potere della storia del genere umano. È anche a causa di questo gigantesco processo che stiamo assistendo a drammatiche turbolenze degli ordini politici internazionali, che vanno ridisegnati e messi in grado di prendere grandi decisioni collettive. La conseguenza è che questo vuoto di governo alimenta sempre nuovi conflitti e nuove corse al riarmo, compresa una proliferazione degli arsenali atomici. L’impegno per la pace torna ad essere più che mai cruciale. Il Partito Democratico, per l’ispirazione etica, culturale e politica che lo sostiene, intende promuovere una politica attiva e intraprendente a favore della pace, richiamandosi allo spirito e alla lettera della Costituzione italiana, ai princìpi generali della Carta europea e alla Carta delle Nazioni Unite. In conformità all’art. 11 della Costituzione preso nella sua interezza, il Partito Democratico si adopera affinché l’Italia si assuma le proprie responsabilità internazionali nel governo dei conflitti, in coerenza con il diritto internazionale e attraverso le organizzazioni sovranazionali preposte alla sicurezza, alla giustizia e alla pace. Il ripudio della guerra va coniugato con l’attiva partecipazione dell’Italia alle responsabilità della comunità internazionale nell’assicurare un giusto ordine mondiale. Al tempo stesso, il Partito Democratico è consapevole che siamo arrivati al limite di una crescita meramente quantitativa. Non è più sostenibile il saccheggio delle risorse naturali operato da un modello di sviluppo basato sui consumi crescenti e sugli sprechi di energia e materie prime. Una svolta nei modi di vivere e di consumare delle società contemporanee è perciò necessaria. Il tempo si è fatto breve ed è già sotto i nostri occhi lo sconvolgimento di tutti gli equilibri ecologici, dal clima alle risorse energetiche, dall’acqua potabile alle fonti di alimentazione. Sono impegni di ordine politico, come di ordine culturale. Le questioni ambientali impongono misure urgenti e cambiamenti profondi al modo di vivere, ma esigono prima di tutto la consapevolezza che l’attuale modello di sviluppo si è pericolosamente avvicinato a una soglia, oltre la quale verrebbe messa in questione la stessa esistenza dell’umanità. Si è aperto un dibattito di portata analoga a quello che impegnò le autorità politiche, morali e scientifiche del mondo intero quando si inaugurò l’era atomica. Tutto ci dice che la storia non è finita. Il mondo in cui viviamo appare sempre più come una trama complessa di relazioni in continua evoluzione. E se è vero che questa evoluzione è sempre più condizionata dall’azione dell’uomo moderno e dall’uso che egli sta facendo di una scienza e di una tecnologia che oltrepassano i vecchi confini, questo significa che non è più adeguata una politica che non prenda coscienza di questa trama di relazioni e di interdipendenze. Questa presa di coscienza è la condizione essenziale per governare il mondo in cui viviamo. Se non assumiamo questa nuova dimensione storica, se una grande forza riformatrice non assume come suo compito questa inedita necessità di “stare insieme”, pena la rovina comune, le donne e gli uomini saranno incapaci di costruire un’esistenza pacifica basata sulla giustizia e sulla libertà. Guidato dall’idea di una convivenza unitaria e plurale sempre più necessaria allo sviluppo della comunità nazionale e mondiale, il Partito Democratico invita tutti i cittadini a condividere il suo progetto etico e politico, per un impegno che rilanci il futuro del nostro Paese nel terzo millennio, ne reinterpreti e rafforzi l’identità all’interno del concerto europeo, ne assicuri il contributo attivo alla pace e alla giustizia nel mondo globalizzato. |
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Circolo di Idee. L'Europa e le città - le smart ...
Di Quartiere in quartiere...