Università. Gd Bologna: “Il fondo per gli studenti è una scelta di futuro. Bologna continui a investire sulle giovani generazioni”
“La decisione del Comune di Bologna di istituire un fondo da un milione di euro all’anno a sostegno delle studentesse e degli studenti è una scelta che guarda al futuro della città. Significa riconoscere che il diritto allo studio passa anche dalle condizioni materiali che permettono alle persone di vivere, studiare e costruire qui il proprio percorso di vita”.
Lo dichiara il segretario dei Giovani Democratici di Bologna, Paky Tiani, commentando il progetto presentato oggi dal sindaco Matteo Lepore.
“Con questa misura Bologna sceglie di investire sulle giovani generazioni e manda un messaggio politico chiaro, chi studia in questa città non è un utente di passaggio, ma una parte della comunità. Chi vive Bologna ogni giorno, frequenta l’università, lavora, partecipa alla vita culturale e sociale contribuisce concretamente alla crescita della città. Le istituzioni hanno il dovere di riconoscere questo valore attraverso politiche pubbliche che rendano possibile restare, studiare e costruire qui il proprio futuro.”
“È particolarmente importante – prosegue Tiani – che il Comune abbia scelto di investire risorse proprie per sostenere le studentesse e gli studenti, costruendo questo strumento insieme all’Università. Il finanziamento messo a disposizione dall’Amministrazione comunale e la collaborazione con l’Ateneo nella definizione delle modalità di impiego del fondo rappresentano un modello positivo di cooperazione istituzionale che si inserisce nel solco di un rapporto sempre più stretto tra la città e l’Università, rafforzato negli ultimi anni anche attraverso nuovi strumenti di partecipazione e rappresentanza, come l’introduzione della figura del consigliere comunale aggiunto in rappresentanza della comunità studentesca. Il diritto allo studio non può ricadere sulle responsabilità di un solo soggetto, ma richiede istituzioni capaci di mettere in rete competenze e strumenti per rispondere ai bisogni reali delle studentesse e degli studenti.”
“Questa misura risponde inoltre a una difficoltà che riguarda una fascia sempre più ampia di giovani: molti non possono accedere alle borse di studio perché superano di poco i requisiti previsti, ma devono comunque fare i conti con affitti elevati, costo della vita e spese quotidiane sempre più difficili da sostenere. Intervenire anche su queste situazioni significa rendere il diritto allo studio più equo e aderente alla realtà.”
“Nel dibattito nazionale troppo spesso si rincorrono le emergenze senza costruire risposte strutturali. Bologna, ancora una volta, sceglie invece di sperimentare uno strumento concreto per sostenere chi vive la città e investire sul suo capitale umano.”
“Questo fondo rappresenta un passo avanti importante, ma non può essere considerato un punto di arrivo. Per rendere davvero Bologna una città accessibile ai giovani sarà necessario accompagnare questa misura con ulteriori interventi sul caro-affitti, sul trasporto pubblico, sul rafforzamento del diritto all’abitare e sulla creazione di nuovi spazi di socialità e partecipazione. Allo stesso tempo, anche il Governo è chiamato a fare la propria parte, sostenendo il sistema universitario e il diritto allo studio con risorse adeguate, affinché gli sforzi messi in campo dai territori possano tradursi in politiche strutturali. Solo così il diritto allo studio potrà tradursi pienamente nel diritto di vivere la città.”

