Di Stasi: dalla città risposta civile e democratica per chiedere giustiziaper Fakir, ma condanna ferma degli sconti. No a strumentalizzazioni della destra per attaccare il sindaco e dividere la comunità
“Ieri sera, Bologna ha vissuto un momento di grande partecipazione e vicinanza collettiva. Oltre 5.000 persone si sono strette pacificamente vicino alla famiglia di Abderrahim Fakir in piazza del Nettuno, per chiedere verità e giustizia, e le parole pronunciate dalla nipote Yosra hanno interpretato al meglio la risposta civile e democratica della città alla tragedia accaduta al Pilastro. Bologna, come sempre nei momenti più difficili, ci ha reso orgogliosi della sua comunità e ringraziamo il sindaco Matteo Lepore per averla chiamata in piazza e avere unito la cittadinanza, al contrario della destra che vuole solo dividere, pretendendo di conoscere già gli esiti delle indagini in modo pregiudiziale. Le devastazioni e gli scontri avvenuti più tardi davanti alla Prefettura sono, invece, da condannare senza nessuna attenuante. Alle forze dell’ordine e ai feriti va il nostro sostegno. La violenza non aiuta certo, ma anzi ostacola, la ricerca di verità per Fakir, la cui famiglia si è giustamente dissociata da modalità che nulla hanno a che fare con la loro commovente compostezza e la ricerca di giustizia nel rispetto delle istituzioni. Atteggiamenti di provocazione e violenza che, però, certo non possono né devono limitare l’esercizio democratico dei cittadini che devono potersi riunire tutte le volte che la comunità ne ha bisogno, come avvenuto ieri.
Ora però i riflettori non vanno spostati sugli scontri degli antagonisti, come vorrebbe la destra, ma restare su Fakir. Per lui pretendiamo giustizia e verità, che devono arrivare in modo rapido e trasparente. Non si può morire in questo modo, nessuno merita di morire in questo modo mentre è affidato allo Stato. La magistratura, in cui abbiamo la massima fiducia, farà le sue indagini e la Ausl di Bologna ha avviato un’indagine interna. Occorre però, che al di là delle indagini, lo Stato si interroghi seriamente per il futuro, valutando se le modalità di intervento indicate dai protocolli in questi casi siano veramente efficaci o mettano a rischio la vita dei soggetti più fragili e malati e l’umanità nei loro confronti. Lo deve alla vittima, ai cittadini ma anche alle forze dell’ordine, che devono poter agire con serenità, attraverso procedure che non si concludano in tragedie”.
Enrico Di Stasi, segretario PD Bologna

