Di Stasi, la sanità pubblica non può diventare residuale, rischio disuguaglianza ad accesso cure
Per il Partito Democratico di Bologna la sanità pubblica è un diritto universale e non può mai diventare residuale rispetto all’accesso a pagamento. La sanità non è un mercato, ma un pilastro della democrazia e della coesione sociale. Il Servizio sanitario nazionale esiste per garantire a tutte e tutti cure tempestive, appropriate e di qualità, indipendentemente dal reddito.
I dati emersi sulle visite private negli ospedali bolognesi pongono una questione che è prima di tutto politica e sociale. Quando una quota così rilevante delle prestazioni viene effettuata a pagamento, non siamo più di fronte a una libera scelta, ma al rischio concreto di una disuguaglianza nell’accesso alle cure. L’attività libero-professionale intramoenia è prevista dalle norme ed è un diritto dei professionisti, ma non può mai comprimere il diritto primario del cittadino alla prestazione pubblica, che resta il cuore del sistema sanitario. Quando i tempi di attesa superano gli standard, la priorità deve essere chiara: rafforzare l’offerta pubblica, ridurre le liste d’attesa e garantire che le prestazioni più complesse e specialistiche siano pienamente esigibili nel servizio pubblico. L’intramoenia può essere uno strumento utile, anche per valorizzare professionalità di alto livello, ma solo entro limiti chiari e rigorosi, e mai come scorciatoia obbligata per chi non può aspettare.
Per questo sosteniamo il lavoro di indirizzo e responsabilizzazione dei direttori generali: governare l’intramoenia significa mettere il pubblico al centro, evitando distorsioni e garantendo equità e trasparenza. Resta infine un nodo politico nazionale: la sproporzione tra il finanziamento del Servizio sanitario nazionale e i diritti che chiediamo di garantire non è più sostenibile. Senza risorse adeguate, ogni principio rischia di restare sulla carta.
Enrico Di Stasi
Segretario provinciale del Pd di Bologna

