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Scuola
8 marzo. I diritti delle donne si difendono anche a partire dalla scuola PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
lunedì 07 marzo 2011

In occasione dell'8 marzo, Giornata internazionale della donna, Graziella Giorgi, responsabile Scuola del PD di Bologna, chiede di non abbassare la guardia di fronte agli attacchi che i diritti delle donne subiscono ogni giorno, tanto da dover essere sempre difesi e rinnovati nella pratica quotidiana. In questa battaglia "la scuola ha un compito decisivo nel promuovere un’idea ben diversa, di dignità e valore delle donne, affiancando le giovani nel difficile percorso di presa di coscienza della propria identità e di consapevolezza dei propri diritti"

 
"Scuola, Università, ricerca. un'altra Italia comincia da qui" PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
sabato 15 gennaio 2011

Questo il tema della Direzione aperta del Partito Democratico di Bologna di venerdì 14 gennaio 2011: la riunione - molto partecipata - si è svolta presso la sede del PD bolognese di via Rivani

 
La scuola e la città di fronte ai tagli e alle controriforme PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
lunedì 15 novembre 2010

Il Partito Democratico per l'autonomia delle scuole e per garantire loro il sostegno e la collaborazione dell'Ente Locale: il dibattito e le proposte del Forum pubblico delle scuole promosso dal PD di Bologna e svoltosi il 10 novembre 2010. E un documento elaborato da Forum Scuola e Circolo degli insegnanti

 
2 aprile. Amo la scuola. Bologna: la scuola, il territorio, gli Enti Locali PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
lunedì 30 marzo 2009

L’incontro è organizzato per giovedì 2 aprile, presso la Sala della Cappella Farnese, in Palazzo d’Accursio, dal Forum sui temi della scuola del PD di Bologna, in collaborazione con il Gruppo consiliare del PD del Comune di Bologna.

 
La deriva dell'Italia e.....la scuola PDF Stampa E-mail
Scritto da Isabella Filippi   
lunedì 12 maggio 2008

 

 

E' uscito in questi giorni "La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio" (Rizzoli), il nuovo volume di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, che segue "La Casta", il caso editoriale del 2007. Il libro non tradisce le attese. Con disarmante chiarezza, con ricchezza di dati mette a nudo la perdita di competitività dell'Italia, acceleratasi negli ultimi dieci anni. Un Paese straordinario, capace di scrivere la Costituzione in 270 giorni e di costruire l'Autosole in soli 8 anni, ricco di talenti e di eccellenze, che appare ormai alla deriva.

Un'analisi a 360 gradi, spietata, che segue un filo rosso, di crisi, che attraversa molti settori della vita nazionale, dalle infrastrutture all'energia, dalla sanità alla politica, ovviamente, ritenuta prigioniera delle proprie contraddizioni e dei propri privilegi al punto da non riuscire più a governare. E uno spazio rilevante nell'inchiesta dei due giornalisti del "Corriere della sera" è rivolto alla scuola.

"Il capitale umano è tutto nelle società moderne. Ed è lì che vedi come una scuola alla deriva sia lo specchio di un Paese alla deriva". Stella e Rizzo, partendo dai modesti risultati degli studenti nelle classifiche internazionali, ritengono ci sia stato un crescente e suicida lassismo nella scuola e attaccano il "patto scellerato" che si sarebbe stretto tra Stato e classe docente: "tu mi paghi poco e mi chiedi poco", che ha portato a un sistema di inserimento e di gestione degli insegnanti "indifendibile". Gli autori ricordano però, citando più volte dati di "Tuttoscuola", che i docenti italiani sono pagati meno della media europea, che operano in un contesto sociale difficile, che l'Italia spende in istruzione meno degli altri principali paesi. E che la politica ha colpe enormi e che una volta incassati i voti del personale della scuola, "se ne infischia (salvo eccezioni) di 'come' la scuola funzioni".

Certo, si tratta di una lettura per molti versi deprimente, tanti sono i dati, gli esempi che dimostrano il declino del nostro Paese. Suscita sconforto, ma anche rabbia vedere documentato come l'Italia abbia perso posizioni in tanti campi.

Ma per uscirne va presa consapevolezza delle debolezze, delle troppe cose che non vanno. "Come raddrizzi la rotta, a un Paese come il nostro? - si chiedono Rizzo e Stella. Come, se non tornando a governare sul serio, con un senso condiviso del bene comune, smettendola con gli scontri inutili e di bottega ma anche coi compromessi a ogni costo?"

 

 

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