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Scuola
2 aprile. Amo la scuola. Bologna: la scuola, il territorio, gli Enti Locali PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
lunedì 30 marzo 2009

L’incontro è organizzato per giovedì 2 aprile, presso la Sala della Cappella Farnese, in Palazzo d’Accursio, dal Forum sui temi della scuola del PD di Bologna, in collaborazione con il Gruppo consiliare del PD del Comune di Bologna.

 
La deriva dell'Italia e.....la scuola PDF Stampa E-mail
Scritto da Isabella Filippi   
lunedì 12 maggio 2008

 

 

E' uscito in questi giorni "La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio" (Rizzoli), il nuovo volume di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, che segue "La Casta", il caso editoriale del 2007. Il libro non tradisce le attese. Con disarmante chiarezza, con ricchezza di dati mette a nudo la perdita di competitività dell'Italia, acceleratasi negli ultimi dieci anni. Un Paese straordinario, capace di scrivere la Costituzione in 270 giorni e di costruire l'Autosole in soli 8 anni, ricco di talenti e di eccellenze, che appare ormai alla deriva.

Un'analisi a 360 gradi, spietata, che segue un filo rosso, di crisi, che attraversa molti settori della vita nazionale, dalle infrastrutture all'energia, dalla sanità alla politica, ovviamente, ritenuta prigioniera delle proprie contraddizioni e dei propri privilegi al punto da non riuscire più a governare. E uno spazio rilevante nell'inchiesta dei due giornalisti del "Corriere della sera" è rivolto alla scuola.

"Il capitale umano è tutto nelle società moderne. Ed è lì che vedi come una scuola alla deriva sia lo specchio di un Paese alla deriva". Stella e Rizzo, partendo dai modesti risultati degli studenti nelle classifiche internazionali, ritengono ci sia stato un crescente e suicida lassismo nella scuola e attaccano il "patto scellerato" che si sarebbe stretto tra Stato e classe docente: "tu mi paghi poco e mi chiedi poco", che ha portato a un sistema di inserimento e di gestione degli insegnanti "indifendibile". Gli autori ricordano però, citando più volte dati di "Tuttoscuola", che i docenti italiani sono pagati meno della media europea, che operano in un contesto sociale difficile, che l'Italia spende in istruzione meno degli altri principali paesi. E che la politica ha colpe enormi e che una volta incassati i voti del personale della scuola, "se ne infischia (salvo eccezioni) di 'come' la scuola funzioni".

Certo, si tratta di una lettura per molti versi deprimente, tanti sono i dati, gli esempi che dimostrano il declino del nostro Paese. Suscita sconforto, ma anche rabbia vedere documentato come l'Italia abbia perso posizioni in tanti campi.

Ma per uscirne va presa consapevolezza delle debolezze, delle troppe cose che non vanno. "Come raddrizzi la rotta, a un Paese come il nostro? - si chiedono Rizzo e Stella. Come, se non tornando a governare sul serio, con un senso condiviso del bene comune, smettendola con gli scontri inutili e di bottega ma anche coi compromessi a ogni costo?"

 

 
Temi per il Forum sulla scuola e la formazione del PD bolognese PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione PD Bologna   
mercoledì 12 marzo 2008

 

Un percorso da realizzare insieme

Il Forum è uno strumento di iniziativa del PD. Vogliamo farlo nascere non soltanto con l’impegno prezioso di insegnanti, studenti e genitori, che operano all’interno del sistema d’istruzione e formazione, ma con la presenza di amministratori, ricercatori, sindacalisti, uomini e donne delle imprese. Vogliamo essere un partito che sa costruire progetti e pratiche per dare valore al sapere.
Progetti, non solo dibattiti e impegni sulla carta.
Laboratori dove capire un po’ meglio come cambiano le scuole e come potrebbero cambiare.
Vogliamo partire dalle esperienze concrete nella vita delle scuole . Molte cosa sono avvenute nelle scuole italiane negli ultimi dieci anni. Tante cose buone sono venute alla luce ma la qualità necessaria, ancora, non si è generalizzata. Si sono moltiplicati gli atti d’accusa, ma ad una critica propositiva si è spesso unito un coro stonato e indistinto, una volontà di marginalizzare la funzione della scuola.
Per questo è importante riprendere la parola, confrontarsi. Vogliamo aprire un processo di riflessione anche nel periodo difficile della prova elettorale. La fase costituente del Pd non è conclusa.
Fare la campagna elettorale con i “cittadini delle scuole” sarà un’altra tappa per portarla avanti.

Pensare una riforma, ancora? Una premessa: che cosa resta dell’esperienza di Governo ?

Sono stati approvati ma ancora in via di attuazione, e con modalità sperimentali, indirizzi e leggi su: -le indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo, -l’obbligo di istruzione, -gli istituti tecnici superiori (its), - lo sviluppo dell’istruzione tecnica e professionale,- i tetti di spesa per i libri di testo per il primo ciclo e per la scuola superiore. Molto importanti sono i progetti normativi che devono essere attuati, anche in questa fase di ordinaria amministrazione, prima del voto, per garantire il buon funzionamento della scuola e il rispetto di leggi a valenza pluriennali.
Riguardano: la seconda annualità del piano triennale delle assunzioni, la prima annualità del piano di stabilizzazione degli insegnanti di sostegno, i finanziamenti per l'edilizia scolastica, la "scuola aperta", l’ estensione del tempo pieno, la generalizzazione della scuola dell'infanzia. In sostanza: si è fatto e si stava facendo. Bisogna riprendere la strada, ritrovando però un senso generale alla proposta di cambiamento, alla proposta democratica.

Non rinunciamo a definire nostri obiettivi generali, perché “ Non c’è vera libertà senza sapere.”
La scuola è una risorsa per il futuro dell’Italia nella competitività. E’ un concetto sempre più chiaro eppure così lento a tradursi in cetralità politica e di governo. Ma nella scuola si pongono soprattutto le premesse della cultura democratica indispensabile alla convivenza in una società sempre più plurale e multiculturale. Va promossa l’educazione alla cittadinanza, alla libertà e alla responsabilità necessari per interpretare il proprio futuro e il futuro del mondo. Sapere è libertà, è facoltà reale e non formale di scegliere la propria vita e le proprie vocazioni. Per questo è’ indispensabile e urgente riprendere un programma d’investimenti sulla conoscenza e sulla scuola.

Una innovazione profonda, con l’Europa

Bisogna ricondurre il percorso scolastico alla formazione della persona dello studente nella sua complessità, sia nella dimensione socio-culturale sia in quella più legata a competenze tecnico- professionali; valorizzare le attitudini, il talento e promuovere l’inserimento socio-economico di tutti, sapendo riconoscere l’eccellenza. Un disegno che ridefinisca i caratteri di innovazione della scuola italiana non può prescindere dal collegamento con le politiche dell’Europa: valorizzazione della persona, a cui deve essere assicurato il successo formativo; promozione di una conoscenza dinamica e articolata, acquisizione di molteplici saperi in modo attivo e interrelato, in particolare incrementando la formazione in area scientifica, le competenze linguistiche e l’apprendimento delle nuove tecnologie; sviluppo di una tipologia di insegnamento in cui ai saperi si intrecci il saper-fare, con l’obiettivo di promuovere creatività , competenze, e capacità di risolvere problemi e casi pratici, attitudine alla flessibilità; capacità di raggiungere una occupabilità “europea”; sostegno all’educazione ed alla formazione per tutto l’arco della vita- life long learning, supporto al concetto di cittadinanza attiva attraverso il protagonismo degli attori del sistema scolastico, giovani e insegnanti, che si pone come elemento fondamentale sul quale investire risorse .

Per una scuola inclusiva

La scuola deve farsi carico delle difficoltà di tutti gli studenti, e dare un sostegno effettivo ai “capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi”, come richiesto dalla Costituzione. La scuola non può venire abbandonata alle esclusive logiche di mercato o a un “privatismo competitivo”. Occorre ridare alla scuola e al sistema formativo il senso di una propria fondamentale vocazione pubblica, di servizio pubblico. Fare un paese e una società moderni vuol dire non ridurli a luoghi di una divisione insuperabile fra i cittadini, a seconda delle possibilità di conoscenza, informazione e potere, e, al contrario, farne luoghi dove vivono, con più libertà e speranza, “una grande quantità di uomini e donne di qualità”. La prospettiva che riconosciamo è quella di un “nuovo umanesimo” in cui i diversi saperi convergono nella formazione integrale della persona, nell’accezione significativa che ne da’ l’art. 3 della Costituzione.

Un patto educativo, per un sistema scolastico integrato

Il Partito Democratico sostiene un sistema scolastico pubblico integrato, in grado di garantire un’elevata qualità dei percorsi formativi. In molte realtà il sistema formativo è maturo per fare un salto di qualità, ma ha bisogno di un grande impegno e consenso, cura ed attenzione, da parte della politica e della società che lo accompagni e lo sappia valorizzare a tutti i livelli. E’ decisivo promuovere la partecipazione ad un nuovo protagonismo degli studenti, delle famiglie, dei cittadini. E' importante che le Scuole elaborino e realizzino un patto educativo-formativo con i genitori, con le famiglie, per capire insieme il valore dell'esperienza scolastica, per collaborare fattivamente, per creare un ambiente accogliente, per far maturare insieme il senso della responsabilità. L'impegno comune assunto da genitori ed insegnanti e la comprensione dell'importanza “dell' etica della responsabilità” come valore comune, può suscitare una forte alleanza per una crescita personale e civile dei bambini, degli studenti, dei giovani.

Sull’autonomia delle istituzioni scolastiche

Le scuole sono snodi decisivi tra il globale e il locale, tra il sapere del mondo e il sapere dei territori. Per questo è così necessario valorizzarne l’autonomia. Le istituzioni scolastiche hanno bisogno di certezze nell’erogazione di risorse economiche e umane per poter funzionare in vera autonomia e acquisire maggiore centralità nel rapporto con enti locali, imprese produttive, istituzioni culturali.
Per questo è necessario investire nell’istruzione e nella formazione affinché:

  • sia resa possibile l’articolazione di offerte formative più aderenti alle diverse caratteristiche degli individui, e alla realtà sociale ed economica del territorio, aperte ai contributi culturali della modernità, aggiornate sui progressi scientifici delle discipline e della didattica;
  • sia riconosciuta e incentivata la formazione degli insegnanti, per promuovere l’innovazione delle scuole, una formazione permanente, sia di singoli sia di gruppi di docenti, anche con una temporanea sospensione dell’attività didattica;
  • siano assicurate forme di “scuola fuori della scuola” per consentire la prosecuzione degli studi o favorire il recupero scolastico e il reinserimento nel percorso formativo di coloro che si trovano in difficoltà e vivono in condizioni disagiate.

Dell’autonomia sono elementi essenziali la valutazione, del sistema, a livello nazionale e locale e degli operatori, e il riconoscimento sociale ed economico del valore professionale. Oltre alla sicurezza di risorse, si richiede quindi un nuovo stabile impianto normativo che comprenda sia le relazioni interistituzionali, in particolare con gli enti locali, sia la stabilizzazione di reti e associazioni di scuole. Una riforma degli Organi Collegiali di governo della scuola, sia interni sia territoriali: è importante per un nuovo riconoscimento del valore della democrazia scolastica.

La scuola in positivo

Occorre connotare nuovamente in positivo la scuola: ridare slancio alla passione dei docenti, premiare la competenza, offrire una tangibile prospettiva di carriera che premi i meritevoli e conforti l’innovazione e la qualità. La scuola è un laboratorio sociale di democrazia, perché richiede condivisione e co-progettazione tra soggetti con funzioni e ruoli diversi: docenti, studenti, genitori, altri operatori della scuola, soggetti esterni, uniti dalla finalità comune di migliorare il livello di apprendimento delle nuove generazioni.

Infanzia e genitorialità

Vogliamo significativi investimenti sulla quantità e qualità delle opportunità per la prima infanzia (nidi, scuola dell’infanzia) per renderli diritti effettivamente esigibili da ogni bambino. Riconosciamo la fascia 0/3 anni primo segmento del percorso di istruzione/formazione e non più come un servizio sociale. La “genitorialità” comincia qui un suo grande ruolo, famiglia e scuola collaborano per mettere al centro il bambino e non le richieste, le attese, le ansie del mondo degli adulti.

Alta formazione e sistema produttivo

Diviene indispensabile realizzare Poli Tecnologici di alta formazione tecnico-scientifica, legandoli significativamente al sistema economico e produttivo. Più in generale va promosso il sapere scientifico e tecnologico sia in ambito scolastico che post-scolastico e universitario e un attivo coinvolgimento del mondo del lavoro e imprenditoriale è importante per l’arricchimento dei saperi e delle competenze in tutti gli indirizzi di istruzione.

Il Partito Democratico e la scuola: il primo impegno

Crediamo e vogliamo un partito capace di far passare il sapere da priorità predicata a priorità praticata, che promuova lo sviluppo delle conoscenze, non più come pura affermazione propagandistica, ma attraverso misure effettive, reali, frutto di scelte anche difficili, dolorose, ma non rinviabili. E’ una scommessa, dal suo risultato dipenderà il giudizio sul PD non solo del mondo della scuola ma di grande parte della società italiana.

 
 

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