Casa: Tiani (PD Bologna), bene la proposta di Legacoop e progetto cohousing di viale Lenin. Diritto alla casa non può essere un privilegio
Bologna, 16 luglio
“La proposta avanzata da Legacoop Bologna di investire nella realizzazione di nuovi alloggi calmierati va nella direzione giusta e conferma che la crisi abitativa che attraversa Bologna si può risolvere solo in maniera corale. Servono alleanze tra istituzioni, cooperazione, università, parti sociali e soggetti privati che condividano un obiettivo pubblico: aumentare l’offerta di alloggi a canoni accessibili”. A sottolinearlo Paky Tiani, che ha la delega alla Casa per la segreteria provinciale del Pd di Bologna.
“I numeri parlano chiaro – prosegue -. In sei anni, gli affitti sono aumentati del 45%. Una condizione che colpisce studenti, giovani lavoratori, famiglie e tutta quella fascia di popolazione che guadagna troppo per accedere all’ERP ma troppo poco per sostenere i prezzi del mercato. Per questo, accogliamo con grande favore la proposta di Legacoop che dialoga con il Piano per l’Abitare dell’amministrazione comunale”. “Un Piano – rimarca Tiani – che punta alla realizzazione di 10.000 nuovi alloggi entro il 2035, di cui 2.000 già entro fine del mandato, e che sta mettendo in campo strumenti concreti per ampliare l’offerta di edilizia sociale e accessibile”. “In questi giorni – osserva -, abbiamo visto come questo impegno stia già prendendo forma: dall’inaugurazione del Condominio Solidale di via XXI Aprile, un progetto innovativo di abitare collaborativo e inclusivo, all’avvio dei lavori per il recupero degli immobili comunali di viale Lenin, che saranno trasformati in nuovi alloggi a canone calmierato attraverso un modello di cohousing. Sono interventi che dimostrano come il Piano per l’Abitare non sia solo una visione, ma un percorso già in corso, fatto di cantieri, rigenerazione urbana e nuove opportunità abitative”.
“Come Partito Democratico – conclude – continuiamo a sostenere che il diritto alla casa debba tornare al centro delle politiche pubbliche. Oggi non basta gestire l’emergenza: è necessario aumentare l’offerta di abitazioni a prezzi sostenibili, recuperare il patrimonio inutilizzato, semplificare le procedure e favorire tutti quei soggetti che investono in un modello abitativo non speculativo. Perché la casa non può essere un privilegio riservato a chi può permetterselo, ma deve essere un diritto: da quello dipendono la possibilità di studiare, lavorare, costruire un progetto di vita e contribuire a rafforzare il tessuto sociale ed economico della città”.

