29 Giugno 2026

Risultati, temi e materiali di Apperò, l’Appennino al futuro


La Conferenza programmatica sull’Appennino bolognese si è conclusa a Marzabotto dopo un percorso di ascolto e confronto che ha attraversato diversi territori della montagna bolognese.

Dagli incontri di Vergato, Castiglione dei Pepoli, Alto Reno Terme e Marzabotto sono emerse proposte, criticità e priorità condivise su sanità territoriale, scuola, mobilità, lavoro, sviluppo sostenibile, servizi pubblici, casa, digitalizzazione e contrasto allo spopolamento.

In questa pagina sono raccolti il documento programmatico, i materiali del percorso, il comunicato conclusivo e alcuni contributi emersi durante l’iniziativa.


Il percorso della Conferenza programmatica

La Conferenza programmatica si è articolata in quattro appuntamenti nei territori dell’Appennino bolognese:

Vergato – primo incontro di avvio del percorso, dedicato all’ascolto delle comunità locali e delle principali criticità territoriali.

Castiglione dei Pepoli – secondo appuntamento, con un focus sui servizi, sulle opportunità di sviluppo e sul ruolo dei comuni montani.

Alto Reno Terme – terza tappa del confronto, dedicata al lavoro, alla sanità, alla mobilità e alle infrastrutture materiali e digitali.

Marzabotto – appuntamento conclusivo, con la restituzione politica del percorso e il confronto tra istituzioni, amministratori, rappresentanti del territorio, sindacati e parlamentari.

Un percorso pensato per trasformare l’ascolto in proposta politica, partendo dai bisogni reali delle persone che vivono, lavorano e costruiscono comunità nell’Appennino.


I temi emersi dal confronto

Dal percorso sono emerse alcune priorità chiare per il futuro dell’Appennino bolognese.

La prima riguarda i servizi essenziali: sanità territoriale, scuola, trasporto pubblico, presidi amministrativi e accesso ai servizi non possono essere considerati allo stesso modo in città e in montagna. Dove le distanze sono maggiori, servono strumenti specifici e risorse adeguate.

Un secondo tema riguarda il lavoro e lo sviluppo locale. L’Appennino può essere un territorio attrattivo per imprese, giovani, lavoro da remoto, turismo sostenibile, filiere produttive locali e nuove economie legate alla qualità ambientale e sociale dei luoghi.

Centrale anche la questione della mobilità e delle infrastrutture, materiali e digitali. Senza collegamenti efficienti, banda larga, manutenzione del territorio e accessibilità, ogni politica di rilancio rischia di restare incompleta.

Infine, il confronto ha messo in evidenza il tema della fiducia nelle istituzioni. Quando un servizio arretra, quando un presidio chiude, quando un comune piccolo viene lasciato solo davanti a procedure complesse, si indebolisce il legame tra cittadini e istituzioni. Per questo servono politiche pubbliche capaci di riconoscere la specificità della montagna e accompagnare concretamente i territori.


Nei quattro incontri sono intervenuti:

  • Enrico Di Stasi – Segretario provinciale Pd Bologna
  • Cesare Savigni – Segretario Pd Appennino
  • Valentina Cuppi – Presidente Unione Comuni dell’Appennino
  • Igor Taruffi – Responsabile Organizzazione nazionale Pd
  • Matteo Lepore – Sindaco di Bologna e della Città metropolitana
  • Chiara Braga – Capogruppo Pd Camera dei Deputati
  • Andrea De Maria – Parlamentare Pd
  • Luca Vignoli – Vicesindaco Marzabotto
  • Maurizio Fabbri – Consigliere regionale
  • Simone Selmi – Segretario Fiom Cgil Bologna
  • Gianluigi Bovini – Demografico e statistico
  • Erika Ferranti – PD Bologna
  • Alice Morotti – Assessora Scuola Casalecchio
  • Chiara Berti – PD Bologna
  • Adriano Gentilini – PD Vergato
  • Simona Lembi – Assemblea Legislativa E-R
  • Isabella Conti – Assessora Regione E-R
  • Carlo Moruzzi – Segretario PD Castel di Casio
  • Virginio Merola – Parlamentare Pd
  • Giuseppe Nanni – Sindaco Alto Reno Terme

“Questa Conferenza programmatica dimostra – ha sottolineato Di Stasi – una cosa importante: il Partito Democratico vuole tornare a fare fino in fondo il proprio mestiere. Non limitarsi a commentare i problemi, ma ascoltare i territori, costruire una visione e trasformare le esigenze delle persone in scelte pubbliche. L’Appennino non è una periferia della Città metropolitana. È una parte essenziale della sua identità e del suo futuro. Se la montagna si spopola, se perde servizi, lavoro e opportunità, si indebolisce tutta Bologna. Se invece cresce l’Appennino, cresce l’intera comunità metropolitana”.

“Vivere in Appennino – ha messo in chiaro Savigni – deve voler dire avere gli stessi diritti fondamentali di chi vive in città, anche quando garantire quei diritti costa di più e richiede soluzioni diverse. Per questo serve una politica nazionale e regionale che assuma la differenza territoriale come criterio di giustizia. Da questa convinzione, nasce la Conferenza programmatica sull’Appennino bolognese: un percorso di ascolto, confronto e progettazione condivisa che mette al centro i territori, le comunità e le loro energie”. “La prossimità – aggiunge – va ricostruita con strumenti nuovi: bandi specifici, procedure semplici, risorse accessibili anche ai comuni più piccoli e accompagnamento amministrativo. Serve inoltre un rapporto diverso con aziende partecipate e gestori dei servizi pubblici: l’interesse dei cittadini deve essere perseguito prima della logica del solo risultato economico. Dove un servizio arretra, arretra anche la fiducia nelle istituzioni”.

“Il rilancio delle aree interne per il Pd è una priorità strategica, ambientale e sociale – ha assicurato l’onorevole Braga -. Non basta la logica assistenziale del bonus una tantum”. “L’Italia sarà più forte, competitiva e giusta – sottolinea – solo se saprà ricucire le distanze tra centro e periferia, tra città e territori interni. Perché non esistono cittadini di serie A e di serie B”. “Occorre investire in sanità territoriale, istruzione, mobilità e infrastrutture digitali e rafforzare i servizi pubblici essenziali – sottolinea – affinché nessun cittadino sia costretto a lasciare il proprio territorio. In questo senso si è mossa la nostra iniziativa legislativa che prevede inoltre strumenti per sostenere l’occupazione e l’imprenditoria locale, con incentivi per le imprese, misure per favorire il lavoro da remoto e agevolazioni per l’acquisto della prima casa”.

“La nostra alternativa di governo ha uno dei suoi elementi fondamentali nelle proposte per le aree interne della montagna – ha rimarcato De Maria -. Il Governo sta facendo il contrario, con proposte di legge senza una efficace copertura finanziaria, con una riclassificazione dei comuni montani che penalizza il territorio e con la sostanziale accettazione di inevitabilità del declino delle aree interne”. “Occorre garantire – ha aggiunto – una vera parità di diritti ed opportunità per tutti, in ogni area del Paese. Su questo abbiamo messo in campo una proposta di legge e lavorato su iniziative legislative che sono arrivate in Aula. Ci sono tante opportunità e potenzialità che possono e devono essere sostenute e valorizzate”.


Ringraziamo il Resto del Carlino Bologna per lo spazio e l’attenzione dedicata all’iniziativa.

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