Scritte offensive e minacce di morte al sindaco Lepore: grave episodio di violenza, si abbassinoi toni
Stanotte la sede della Federazione del Partito Democratico di Bologna, in via Andreini, è stata vandalizzata con un gesto gravissimo e vigliacco che qualifica chiaramente chi lo ha compiuto. Scritte oltraggiose e minacce, fino ad arrivare a gravi intimidazioni di morte nei confronti del sindaco Matteo Lepore, rappresentano l’espressione di una frangia violenta e antidemocratica che nulla ha a che fare con il confronto civile.
Il contenuto delle scritte evidenzia anche un preoccupante distacco dalla realtà cittadina. In questo senso è particolarmente inquietante la presenza del triangolo rosso rovesciato accanto al nome del sindaco, simbolo carico di significati che richiama linguaggi e pratiche che Bologna ha sempre respinto.
Allo stesso modo, la scritta “il Pilastro vi guarda con odio” tenta strumentalmente di attribuire a un intero quartiere il pensiero di pochi individui isolati. È una rappresentazione falsa: il Pilastro è una comunità viva, plurale, che ogni giorno si confronta e dialoga con le istituzioni e con il Partito Democratico.
Da settimane assistiamo a un’escalation di scritte e atti di odio nei confronti di partiti e amministratori. Per questo rivolgiamo un appello netto: si abbassino i toni. Il confronto politico, anche duro, non può mai degenerare in intimidazione o violenza.
Bologna ha sempre dato prova di civiltà democratica, facendo del pluralismo e del dialogo il proprio tratto distintivo. Metodi e ideologie antidemocratiche e squadristiche saranno sempre condannati e respinti. Bologna, Medaglia d’oro della Resistenza, non darà mai spazio a queste derive: non avranno cittadinanza e non passeranno.
Enrico Di Stasi, segretario provinciale Pd Bologna
Bologna ha detto NO. Le parole del segretario provinciale Enrico Di Stasi
Un risultato che ci riempie di grande gioia, sia dal punto di vista dell'affluenza, una delle più alte mai viste, che ovviamente dal punto di vista dell'esito. Bologna e l'Emilia Romagna hanno, come sempre, dato un contributo determinante e una spinta formidabile all'esito del referendum che mette al riparo la giustizia, la nostra Costituzione e tutti i cittadini dall'ingerenza del potere politico nella magistratura.
Il risultato manda un messaggio chiaro e netto anche al governo Meloni che dovrà riflettere e al più presto su quello che è il reale sentimento del Paese.
Questo però è un messaggio importante anche per il centro-sinistra e per l'opposizione che, su messaggi chiari e di valore, può costituire un'alternativa per questo Paese. Il risultato di questo referendum dimostra in modo cristallino che c'è una larghissima parte del Paese, la maggioranza, che condivide tutta una serie di valori e una visione del Paese che non è quella di chi è al governo e che si è sentita chiamata a una battaglia per la Costituzione.
Voglio ringraziare il Partito Democratico, il suo gruppo dirigente, le iscritte e gli iscritti per l’importante lavoro che abbiamo fatto all'interno del comitato per il no al referendum e anche i fuori sede per il loro impegno che ha vanificato l'escamotage del governo per tenere fuori i giovani studenti dal voto.
Enrico Di Stasi
Segretario provinciale Pd Bologna

Italia Meteo: il trasferimento è una scelta sbagliata del Governo, contro Bologna
Il Partito Democratico di Bologna ribadisce la propria contrarietà alla decisione del Governo di trasferire da Bologna a Roma l’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia ItaliaMeteo, un ente pubblico strategico per il coordinamento dei dati meteorologici e la produzione di modelli previsionali per tutto il Paese.
Secondo quanto comunicato dalla Protezione civile, il trasferimento della sede dell’agenzia dovrebbe avvenire a breve, nonostante le proteste delle istituzioni locali e dei lavoratori.
Per il Partito Democratico si tratta di una decisione grave e incomprensibile, che rischia di indebolire un ecosistema scientifico e tecnologico costruito negli ultimi anni proprio a Bologna, intorno al Tecnopolo e alle infrastrutture dedicate alla ricerca sui dati climatici e meteorologici.
Difendere lavoro, competenze e un ecosistema scientifico
Il trasferimento comporterebbe conseguenze concrete sia sul piano scientifico sia su quello occupazionale. A Bologna infatti operano lavoratrici e lavoratori altamente qualificati che hanno contribuito allo sviluppo dell’agenzia e che oggi rischiano di essere costretti a trasferirsi o di vedere compromessa la continuità delle attività.
Inoltre, ItaliaMeteo è inserita in un sistema di eccellenza internazionale che comprende il supercomputer Leonardo, il Centro europeo per le previsioni meteorologiche e altre istituzioni di ricerca dedicate ai cambiamenti climatici e ai big data.
Per questo il PD bolognese chiede ancora una volta al Governo di fermarsi e aprire un confronto serio con il territorio. Siamo di fronte a una scelta che farà disperdere competenze costruite negli anni e indebolire un presidio strategico per il Paese.
Per fare chiarezza sulle ragioni della decisione e sulle prospettive dell’agenzia, i deputati bolognesi del PD Andrea De Maria e Virginio Merola hanno presentato un’interrogazione parlamentare al Governo.
Un incontro pubblico per discutere il futuro di ItaliaMeteo
Per approfondire la situazione e confrontarsi con cittadine e cittadini, il Partito Democratico di Bologna promuove un incontro pubblico dal titolo “Italia Meteo raccontata da chi l’ha fatta fino a oggi”.
L’appuntamento è martedì 17 marzo alle ore 18 al Circolo PD “Nilde Iotti” (via Stalingrado 99, Bologna).
All’iniziativa parteciperanno:
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Enrico Di Stasi, segretario PD Bologna
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Andrea De Maria, deputato PD
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Giandomenico Fortino, segretario del circolo PD “Nilde Iotti”
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Chiara Berti, responsabile sviluppo economico PD Bologna
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Salvatore Bianco, FP CGIL
L’incontro sarà l’occasione per ascoltare le ricercatrici e i ricercatori che hanno costruito il progetto ItaliaMeteo e per ribadire la necessità di difendere a Bologna un presidio fondamentale per la ricerca, l’innovazione e il lavoro.

La segretaria nazionale Schlein a Bologna, domenica 15 marzo
In vista del referendum del 22 e 23 marzo, ci ritroviamo per un appuntamento pubblico di partecipazione e mobilitazione con Elly Schlein, Segretaria nazionale del Partito Democratico, e Stefano Bonaccini, Presidente nazionale del PD.
Dopo i saluti di Enrico Di Stasi e Luigi Tosiani, interverranno Donatella Allegro, Stefano Bonaccini, Michele de Pascale, Matteo Lepore, Stefania Pellegrini e Elly Schlein.
Ci vediamo Domenica 15 marzo in Piazza San Francesco alle 10.30. Sarà un momento importante per ribadire con forza una scelta chiara: VOTA NO per difendere la Costituzione.

Nasce il coordinamento metropolitano sulla sicurezza del PD Bologna. Il testo dell'ordine del giorno per i Consigli comunali
Il tema della sicurezza urbana è tornato con forza nel dibattito pubblico ed è, da tempo, al centro dell’attenzione e dell’impegno del Partito Democratico bolognese.
Nasce quindi il Coordinamento sulla sicurezza promosso dal Partito Democratico Federazione di Bologna, insieme agli amministratori dei comuni a guida Pd dell’area metropolitana.
In conferenza stampa sono intervenuti, insieme al segretario provinciale Enrico Di Stasi, due componenti della segreteria PD direttamente coinvolti sul tema e promotori del progetto: la responsabile Enti Locali (e sindaca di Argelato) Claudia Muzic e il responsabile sicurezza (e sindaco di Castello d’Argile e vicepresidente dell’Unione Reno-Galliera) Alessandro Erriquez.
«Un coordinamento ad hoc tra amministratori» perché «lo Stato investa di più» e si rafforzi una vera collaborazione istituzionale, ha dichiarato il segretario Di Stasi. Claudia Muzic ha ribadito che «intervenire sulla sicurezza per i Comuni è una priorità», evidenziando la necessità di strumenti concreti e di un lavoro costante sul territorio. E Alessandro Erriquez ha richiamato l’urgenza di «un rapporto diverso fra lo Stato e le amministrazioni locali», chiedendo maggiori risorse e attenzione alle criticità quotidiane, dai reati di strada al coinvolgimento dei minori.
In questo quadro, l’ordine del giorno, che potete leggere qui di seguito, vuole tradurre in impegno istituzionale una visione di sicurezza integrata, fondata su collaborazione, investimenti adeguati, attenzione al disagio giovanile e alla dimensione sociale, pieno riconoscimento del ruolo delle forze dell’ordine e degli enti locali, nell’interesse delle comunità amministrate.
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ORDINE DEL GIORNO
Sicurezza urbana dei territori attraverso la collaborazione istituzionale e l’impiego di risorse economiche adeguate.
Premesso che
- La sicurezza urbana è una tematica sempre più centrale nel dibattito istituzionale.
- I dati ufficiali del 2024 segnano un generale aumento della criminalità, delineando un preoccupante quadro che non si registrava da diversi anni.
- Crescono, in particolare, i cosiddetti reati di strada, come furti, rapine, truffe, e quelli che coinvolgono minori.
- L’aumento della percezione di insicurezza nelle comunità è un fattore inequivocabile.
- Nell’attuale sistema normativo, la sicurezza urbana primaria è una funzione attribuita allo Stato, attraverso le proprie diramazioni istituzionali. Alle amministrazioni locali è demandata una funzione secondaria, con particolare riferimento alla vivibilità dei luoghi e alla prevenzione del degrado.
- Nel tempo, la distinzione tra sicurezza primaria e secondaria appare superata, lasciando spazio alla necessità della cosiddetta “sicurezza integrata”, per favorire una collaborazione più stretta tra le forze di dell’ordine e i vari livelli istituzionali, unendo l’approccio statale con quello locale. Tale visione multidimensionale della sicurezza deve affrontare non solo la criminalità, ma anche i problemi sociali ed economici delle città.
- La reale attuazione del sistema di sicurezza integrata si scontra con la sempre crescente riduzione di risorse agli enti locali e la mancanza di un efficace monitoraggio dei fenomeni.
Premesso altresì
- Che le rappresentanze sindacali delle forze di polizia esprimono forte preoccupazione per carenze di organico, sovraccarichi di lavoro, responsabilità crescenti e insostenibili, mancanza di mezzi, strumentazioni e formazione adeguata, nonché scarso riconoscimento economico della professione.
- Che gli enti locali pagano gli effetti della situazione economica generale, con evidente difficoltà a destinare risorse proprie a investimenti su sicurezza, socialità come strumento di prevenzione, deterrenza.
Considerato che
- Il tema della sicurezza deve essere improntato a un approccio trasversale su tutti i livelli istituzionali, con una collaborazione svincolata da preclusioni di rappresentanza politica e ideologica ma proiettata al bene comune.
- Il superamento delle attuali criticità è profondamente collegato alla generale destinazione di maggiori risorse economiche statali.
- Attualmente, centinaia di operatrici e operatori delle forze dell’ordine sono impiegati in attività economicamente costose ma di dubbia efficacia.
Tanto premesso e considerato
Il consiglio comunale (dell’Unione) impegna il Sindaco (il Presidente) e la Giunta a:
- Rilanciare, nei confronti del governo nazionale e del parlamento, la necessità di una più stretta collaborazione, sul tema della sicurezza urbana, con tutte le istituzioni, a partire da quelle locali.
- Rivendicare al governo la destinazione di maggiori risorse economiche ai comuni, al fine di garantire un’azione efficace su creazione di spazi di socialità e benessere economico, potenziamento delle azioni di deterrenza e prevenzione, investimenti sulle attività delle polizie locali.
- Stimolare riscontri concreti alle necessità che le forze dell’ordine manifestano, in uno spirito di vera vicinanza, solidarietà e pieno riconoscimento del loro ruolo.
- Chiedere, inoltre, all’organo esecutivo nazionale di verificare la reale efficacia di attività e, all’esito, valutarne il rapporto tra i costi sostenuti, economici e di sottrazione di personale impiegabile nelle città, rispetto ai benefici riscontrati o riscontrabili.
Voto fuori sede al Referendum. Tutte le info su come fare
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