Dalla Festa al web. Il ricco programma di Casadeipensieri online
Proponiamo qui le registrazioni integrali di tutti gli incontri promossi dalla Festa dell’Unità di Bologna in modalità esclusivamente online. Davvero prestigiosi gli ospiti e importanti gli argomenti.
Possiamo ricordare il dialogo con Majd Al-Assar sulla sua testimonianza di vita e scrittura da Gaza. Anna Foa è una delle intellettuali più impegnate e autorevoli, ha presentato il suo libro: “Mai più”. Prezioso il confronto sull’assassinio di Piersanti Mattarella, con Miguel Gotor, Pierluigi Castagnetti e Giorgio Tonelli. Elena Kostioukovitch è la notissima traduttrice di Umberto Eco nel mondo slavo: un onore averla con noi. La Targa Volponi a Renata Colorni, il dialogo sul libro di Ester Parri: “Il ricordo è l’unica difesa” e quello per il centenario di Gobetti, con David Bidussa, Valdo Spini e altri, sono state occasioni per parlare di storie dell’editoria e delle vicende di vita di grandi protagonisti, punti di riferimento oggi più che mai.Con Roberto Della Seta ed Emanuele Felice abbiamo parlato delle prospettive dell’ambientalismo.Titti Marrone e Gianluca Morozzi, con Barbara Baraldi, sono stati fra gli scrittori intervenuti, cosi la poetessa Azzurra D’Agostino.
Qui l’elenco con i link. Preghiamo tutti coloro che ne guarderanno uno o più, o tutti, di mettere un like sotto i video. Ci aiuterà nella diffusione.
Un cordiale saluto,
Enrico Di Stasi, segretario Pd Bologna
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Casadeipensieri online 2026
https://www.youtube.com/watch?v=VOA2rZLRniE
Majd Al-Assar “Il mio cuore libero. La forza di una madre di Gaza” Garzanti ed.
Autrice: Majd Al-Assar
Con Alessandro Castellari
Conduce: Anne Drerup
Interprete e commento: Cecilia Clementel
29 Agosto Canale di Casa dei pensieri
https://youtu.be/pWH78vQGu6g Anna Foa “Mai più”,
un libro di Anna Foa, Laterza ed.
Ne discutono con l’autrice: Arturo Marzano, Gabriele Nissim
Conduce Rita Monticelli
2 Settembre Canale di Casa dei pensieri
https://youtu.be/Dy6P45tqBas Azzurra D’Agostino
Incontro sulla poesia di: Azzurra d’Agostino
Con: Michele Ortore, Vincenzo Bagnoli
Conduce Roberto Dall’Olio
Di A. D’Agostino : “Cosmic latte” Marcos y Marcos ed.
3 Settembre Canale di Casa dei pensieri
https://www.youtube.com/watch?v=hU1yPXPM_Pw Roberto Della Seta
Emanuele Felice
L’assoluta urgenza dell’ambientalismo e i suoi problemi
Dialogo con Roberto Della Seta, autore de ‘Il paradosso verde’ (Laterza ed.).
Intervengono Emanuele Felice e Alessandro Albano
Conduce Adriana Lo Cascio
4 Settembre Canale dell’associazione ESPERIENZA
https://youtu.be/7MGoOHVAxo0 Gianluca Morozzi
“Despero. Il peggior chitarrista del mondo e le sue storie”
Con Gianluca Morozzi e Barbara Baraldi
8 settembre Canale dell’associazione ESPERIENZA
https://www.youtube.com/watch?v=sOoSSHIsvCU Miguel Gotor
Pierluigi Castagnetti
“L’omicidio di Piersanti Mattarella”, Einaudi ed.
di: Miguel Gotor. Ne discutono con l’autore Pierluigi Castagnetti e Giorgio Tonelli
Conduce Mariaraffaella Ferri
10 Settembre Canale dell’associazione ESPERIENZA
https://youtu.be/niymDVrRdug Ester Parri
Un libro di Ester Parri: “Il ricordo è l’unica difesa”, Solferino ed.
Ne parlano Francesca Parri, Andrea Ricciardi, Federica Montevecchi, Andrea Gurioli,
Virginio Merola, Massimo Meliconi
11 Settembre Canale dell’associazione ESPERIENZA
https://youtu.be/fT9mmSEhUiI
Targa Volponi a Renata Colorni.
Con Roberto Chiesi, Marco A. Bazzocchi. Introduce Davide Ferrari
15 Settembre Canale dell’associazione ESPERIENZA
https://youtu.be/ec0MnQi7HCc
Piero Gobetti, 100 anni.
Interventi di David Bidussa, Mirco Dondi, Valdo Spini,
Graziella Giorgi
Conduce Massimo Meliconi
Di D. Bidussa: ‘Pensare futuro. Come ricominciare senza ripetersi’, Feltrinelli ed.
16 Settembre Canale dell’associazione ESPERIENZA
https://www.youtube.com/watch?v=bo39LBgAZVs
Elena Kostioukovitch
“Tradurre Umberto Eco mentre scoppiano le rivoluzioni”, La nave di Teseo ed.
Con: Elena Kostioukovitch, autrice, Gian Mario Anselmi
Conduce Luigi Gravagnuolo
17 Settembre Canale dell’associazione ESPERIENZA
https://youtu.be/MNVxsnOBhy4
Titti Marrone
Interviene Elena Kostioukovitch
Di T. Marrone: ‘Primmamore’, Feltrinelli ed.
17 Settembre Canale dell’associazione ESPERIENZA
Altri incontri registrati
https://www.youtube.com/watch?v=SBCFU0NRBuI&feature=youtu.be
Casadeipensieri2026. Dedica e ricordo
di Federico Enriques ed Anna Hilbe.
Interventi di Guido Armellini ed Alessandro Gamberini.
28 Agosto
https://www.youtube.com/watch?v=B0GKxZStoMc
Casadeipensieri2026.Presentazione del libro “Che vuol dire sinistra?” di Giuseppe Giliberti, ed. Intra. Ne discutono con l’autore: Antonio Cantaro, Sara Accorsi, Pasquale Rizzo, Tommaso Malpensa.
18 Settembre Canale dell’associazione ESPERIENZA
Castel Maggiore fuori dall'Unione sull'urbanistica. La posizione del PD Bologna e dei circoli di Reno Galliera
Il Partito Democratico di Bologna esprime forte preoccupazione per la scelta dell’amministrazione comunale di Castel Maggiore di uscire dalla gestione associata dell’Urbanistica dell’Unione Reno Galliera, proprio mentre è in corso il percorso per la costruzione del nuovo Piano Urbanistico Generale.
È importante riconoscere il grande lavoro svolto dalle amministratrici e dagli amministratori del Partito Democratico dell’Unione Reno Galliera, che stanno costruendo, insieme, un PUG ambizioso e condiviso, per arrivare alla sua approvazione e dimostrare concretamente il valore della cooperazione tra i Comuni.
Non consideriamo, questa, una semplice scelta organizzativa da parte dell’Amministrazione di Castel Maggiore. Riguarda il modo in cui immaginiamo il futuro dei nostri Comuni e la capacità di affrontare, insieme, questioni che non si fermano ai confini amministrativi: urbanistica, casa, mobilità, servizi, sviluppo economico e tutela del territorio.
Comprendiamo, quindi, le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali, che hanno chiesto al sindaco Vignoli di mantenere la delega all’Unione e di promuovere il confronto tra Comuni e cittadini in una condivisa definizione del Piano.
Per questo chiediamo all’amministrazione di Castel Maggiore di rivedere questa scelta e di riaprire un confronto con l’Unione, con gli altri Comuni, con i sindacati e le associazioni di categoria, evitando decisioni unilaterali che potrebbero portare a una progressiva frammentazione.
In una fase, nella quale, i Comuni hanno meno risorse e sono chiamati ad affrontare problemi sempre più complessi, abbiamo bisogno di maggiore cooperazione, non di tornare ciascuno dentro i propri confini.
La nostra posizione è chiara: le differenze tra i Comuni sono una ricchezza che può essere valorizzata pienamente proprio attraverso strumenti istituzionali capaci di tenerle insieme. L’Unione Reno Galliera è il risultato di un percorso costruito nel tempo e crediamo che prima di interromperne parti significative sia necessario valutare attentamente effetti e conseguenze, in tal senso facciamo nostre le preoccupazioni di Cgil, Cisl e Uil.
Purtroppo prendiamo atto che le preoccupazioni che, come Partito Democratico, avevamo già manifestato in campagna elettorale erano fondate: la “nuova” amministrazione sta portando avanti una linea politica che rischia di isolare Castel Maggiore, intenzione già in passato manifestata, a più riprese, da chi l’ha sostenuta .
Il PD di Bologna lavorerà perché prevalgano il dialogo e la responsabilità istituzionale. L’Unione Reno Galliera è un patrimonio del territorio: va migliorata e rafforzata, non indebolita.
Partito Democratico di Bologna
Segretario PD Unione Reno Galliera – Federico Piva
Segretario PD Argelato – Matteo Meogrossi
Segretario PD Bentivoglio – Marco Liotta
Segretaria PD Castel D’Argile – Stefania Del Buono
Segretario PD Castel Maggiore – Andrea Pareschi
Segretario PD Galliera – Daniele Labbate
Segretaria PD Pieve di Cento – Linda Rossi
Segretario PD San Giorgio di Piano – Matteo Corbo
Segretaria PD San Pietro in Casale – Raffaella Raimondi
[foto tratta dal portale Turismo in Pianura]
Subito la ZES (Zona economica speciale) per l’Appennino bolognese. FIRMA QUI
LA PETIZIONE IN SINTESI:
- Una crisi strutturale: la vicenda Gaggio Tech è il segnale più recente delle difficoltà che da anni indeboliscono il tessuto produttivo e occupazionale dell’Appennino.
- Una Zona Economica Speciale: la petizione chiede al Governo di istituire una ZES per l’Appennino bolognese o misure straordinarie equivalenti.
- Più sostegno alle imprese: sgravi fiscali, crediti d’imposta e agevolazioni sul costo del lavoro per chi investe e mantiene la produzione in montagna.
- Procedure più semplici: una forte semplificazione amministrativa per favorire nuovi investimenti e rendere il territorio più competitivo.
- Infrastrutture e servizi: un piano di investimenti per viabilità, trasporto pubblico, collegamenti digitali e servizi essenziali, così da difendere il lavoro e contrastare lo spopolamento.
Firma la petizione
Il Partito Democratico di Bologna lancia una petizione per chiedere al Governo l’istituzione di una Zona Economica Speciale per l’Appennino bolognese, o comunque l’introduzione di un regime straordinario di sostegno equivalente, capace di difendere il lavoro, sostenere le imprese e attrarre nuovi investimenti.
La crisi che sta attraversando la montagna bolognese non può più essere affrontata come una successione di singole vertenze. La vicenda della Gaggio Tech è soltanto l’ultimo segnale di una difficoltà che viene da lontano: negli ultimi anni chiusure e ridimensionamenti di importanti realtà manifatturiere hanno indebolito il tessuto produttivo e occupazionale dell’Appennino, con conseguenze che riguardano non soltanto i lavoratori coinvolti, ma il futuro stesso di intere comunità.
«Non vogliamo rassegnarci a un Appennino nel quale ogni crisi industriale significa perdere posti di lavoro, competenze e abitanti – dichiara il segretario provinciale del Partito Democrativo Enrico Di Stasi – La montagna bolognese ha una storia industriale importante, professionalità di grande valore e imprese che continuano a investire. Ha bisogno però di strumenti straordinari per poter competere e per attrarre nuovi investimenti. Per questo chiediamo al Governo di riconoscere la specificità di questo territorio e di intervenire concretamente».
La proposta nasce anche dal lavoro svolto nei mesi scorsi con la Conferenza programmatica “Appennino al futuro”, promossa dal Gruppo del Partito Democratico alla Camera, che tra maggio e giugno ha attraversato diversi Comuni della montagna coinvolgendo amministratori, sindacati, imprese e cittadini.
Con la petizione il PD chiede sgravi e crediti d’imposta per chi investe e mantiene la produzione in Appennino, una forte semplificazione delle procedure amministrative, agevolazioni sul costo del lavoro e un piano di investimenti sulle infrastrutture, sulla viabilità, sui collegamenti digitali, sul trasporto pubblico e sui servizi essenziali.
Come ribadisce il segretario Di Stasi, «la questione non riguarda soltanto come intervenire quando un’azienda entra in crisi. Dobbiamo creare le condizioni perché le imprese scelgano di restare in Appennino e perché altre decidano di venire a investire qui. Difendere il lavoro significa anche contrastare lo spopolamento: senza occupazione, servizi e infrastrutture non c’è futuro per la montagna.
Con questa petizione vogliamo coinvolgere cittadini, lavoratori, imprese, amministratori e forze sociali e portare al Governo una richiesta chiara: l’Appennino bolognese non chiede assistenza, chiede gli strumenti per competere, produrre e creare lavoro. Su questo vogliamo costruire una battaglia comune di tutto il territorio».
La petizione
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro delle Imprese e del Made in Italy
PER UNA ZONA ECONOMICA SPECIALE NELL’APPENNINO BOLOGNESE
L’Appennino bolognese sta attraversando una gravissima crisi industriale e occupazionale.
La recente e dolorosa vicenda della Gaggio Tech rappresenta soltanto l’ultimo episodio di un progressivo indebolimento del tessuto produttivo che sta colpendo duramente il nostro territorio. Negli ultimi anni, la chiusura e il ridimensionamento di storiche realtà manifatturiere hanno messo in difficoltà centinaia di famiglie, impoverito il tessuto economico locale e aggravato il rischio di spopolamento della montagna.
Non possiamo lasciare soli i cittadini, i lavoratori e le imprese dell’Appennino. Questo territorio possiede competenze, professionalità, una solida tradizione manifatturiera e infrastrutture produttive che possono e devono essere rilanciate. Un patrimonio che rischia di andare disperso senza un intervento straordinario dello Stato.
L’Appennino bolognese ha bisogno di strumenti concreti per difendere il lavoro esistente, attrarre nuovi investimenti e costruire nuove opportunità di sviluppo.
Questa richiesta nasce anche dal percorso avviato con la Conferenza programmatica “Appennino al futuro”, promossa dal Gruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati tra maggio e giugno 2026. Un percorso di ascolto che ha attraversato i Comuni della montagna, da Vergato ad Alto Reno Terme, da Castiglione dei Pepoli a Marzabotto, coinvolgendo amministratori, organizzazioni sindacali, imprese e cittadini.
Da quel confronto è emersa con forza la necessità di mettere in campo misure straordinarie per sostenere il lavoro, rilanciare gli investimenti e garantire uno sviluppo duraturo e sostenibile dell’Appennino.
Per dare seguito a quel percorso e contrastare il declino industriale e demografico della montagna serve oggi uno strumento economico forte e concreto.
La nostra richiesta
I sottoscritti cittadini, lavoratori e rappresentanti del territorio chiedono al Governo e alle istituzioni competenti:
• L’istituzione di una Zona Economica Speciale (ZES) per l’Appennino bolognese, o comunque l’introduzione di un regime straordinario di sostegno equivalente, capace di riconoscere le condizioni di svantaggio delle aree montane e di favorire nuovi investimenti produttivi.
• Sgravi fiscali e credito d’imposta per gli investimenti, sostenendo l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e strutture e prevedendo agevolazioni per le imprese che decidono di investire, insediarsi o mantenere la propria produzione nel territorio montano.
• Una forte semplificazione delle procedure amministrative, attraverso strumenti analoghi a quelli previsti nelle Zone Economiche Speciali, con autorizzazioni più rapide e corsie preferenziali per gli investimenti produttivi, così da rendere l’Appennino bolognese più competitivo e attrattivo per gli investitori nazionali e internazionali.
• La riduzione del costo del lavoro nelle aree montane, attraverso specifiche agevolazioni contributive per le imprese, finalizzate alla salvaguardia dei posti di lavoro esistenti e alla creazione di nuova occupazione stabile, con particolare attenzione ai giovani e alle donne.
• Un piano straordinario di investimenti infrastrutturali, per potenziare le reti viarie, i collegamenti digitali, il trasporto pubblico e i servizi essenziali. Condizioni indispensabili per consentire alle imprese di restare, a nuove attività di insediarsi e alle persone di continuare a vivere e lavorare in montagna.
L’Appennino bolognese non chiede assistenza. Chiede gli strumenti per competere, produrre e creare lavoro.
Difendere il lavoro in montagna significa difendere il futuro di un intero territorio.
Non lasciamo che l’Appennino perda imprese, lavoro e abitanti.
Firmiamo per il suo futuro.
Il programma della Festa de l'Unità provinciale 2026
Incontri politici e culturali, spettacoli, svago e socialità. Qui puoi consultare tutto il ricco programma giorno per giorno, scorrendo la pagina o scaricando il pdf.
Ci vediamo al Parco Maurizio Cevenini!
Morte di Fakir al Pilastro. Le parole del segretario Di Stasi e l'adesione all'incontro in piazza di lunedì 20 luglio
La comunità del Partito democratico di Bologna si stringe con grande dolore e angoscia attorno alla famiglia di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto oggi al Pilastro, e all’intera comunità del quartiere, profondamente colpita da una vicenda gravissima che suscita sgomento e forte apprensione per le dinamiche con cui è avvenuta.
Confidiamo nel lavoro della magistratura e delle autorità competenti, affinché ogni responsabilità sia accertata con rapidità e con la massima trasparenza. È indispensabile fare piena luce su quanto accaduto, nel rispetto della vittima, dei suoi familiari, della comunità del Pilastro e di tutta la città.
Come ha fatto il sindaco Matteo Lepore, invitiamo tutti domani lunedì 20 luglio in piazza Nettuno alle 19:00, per chiedere verità e giustizia ed essere vicini alla comunità del Pilastro in un momento di riflessione e raccoglimento.
Enrico Di Stasi
Segretario provinciale Pd Bologna
Risultati, temi e materiali di Apperò, l'Appennino al futuro
La Conferenza programmatica sull’Appennino bolognese si è conclusa a Marzabotto dopo un percorso di ascolto e confronto che ha attraversato diversi territori della montagna bolognese.
Dagli incontri di Vergato, Castiglione dei Pepoli, Alto Reno Terme e Marzabotto sono emerse proposte, criticità e priorità condivise su sanità territoriale, scuola, mobilità, lavoro, sviluppo sostenibile, servizi pubblici, casa, digitalizzazione e contrasto allo spopolamento.
In questa pagina sono raccolti il documento programmatico, i materiali del percorso, il comunicato conclusivo e alcuni contributi emersi durante l’iniziativa.
Il percorso della Conferenza programmatica
La Conferenza programmatica si è articolata in quattro appuntamenti nei territori dell’Appennino bolognese:
Vergato – primo incontro di avvio del percorso, dedicato all’ascolto delle comunità locali e delle principali criticità territoriali.
Castiglione dei Pepoli – secondo appuntamento, con un focus sui servizi, sulle opportunità di sviluppo e sul ruolo dei comuni montani.
Alto Reno Terme – terza tappa del confronto, dedicata al lavoro, alla sanità, alla mobilità e alle infrastrutture materiali e digitali.
Marzabotto – appuntamento conclusivo, con la restituzione politica del percorso e il confronto tra istituzioni, amministratori, rappresentanti del territorio, sindacati e parlamentari.
Un percorso pensato per trasformare l’ascolto in proposta politica, partendo dai bisogni reali delle persone che vivono, lavorano e costruiscono comunità nell’Appennino.
I temi emersi dal confronto
Dal percorso sono emerse alcune priorità chiare per il futuro dell’Appennino bolognese.
La prima riguarda i servizi essenziali: sanità territoriale, scuola, trasporto pubblico, presidi amministrativi e accesso ai servizi non possono essere considerati allo stesso modo in città e in montagna. Dove le distanze sono maggiori, servono strumenti specifici e risorse adeguate.
Un secondo tema riguarda il lavoro e lo sviluppo locale. L’Appennino può essere un territorio attrattivo per imprese, giovani, lavoro da remoto, turismo sostenibile, filiere produttive locali e nuove economie legate alla qualità ambientale e sociale dei luoghi.
Centrale anche la questione della mobilità e delle infrastrutture, materiali e digitali. Senza collegamenti efficienti, banda larga, manutenzione del territorio e accessibilità, ogni politica di rilancio rischia di restare incompleta.
Infine, il confronto ha messo in evidenza il tema della fiducia nelle istituzioni. Quando un servizio arretra, quando un presidio chiude, quando un comune piccolo viene lasciato solo davanti a procedure complesse, si indebolisce il legame tra cittadini e istituzioni. Per questo servono politiche pubbliche capaci di riconoscere la specificità della montagna e accompagnare concretamente i territori.
Nei quattro incontri sono intervenuti:
- Enrico Di Stasi – Segretario provinciale Pd Bologna
- Cesare Savigni – Segretario Pd Appennino
- Valentina Cuppi – Presidente Unione Comuni dell’Appennino
- Igor Taruffi – Responsabile Organizzazione nazionale Pd
- Matteo Lepore – Sindaco di Bologna e della Città metropolitana
- Chiara Braga – Capogruppo Pd Camera dei Deputati
- Andrea De Maria – Parlamentare Pd
- Luca Vignoli – Vicesindaco Marzabotto
- Maurizio Fabbri – Consigliere regionale
- Simone Selmi – Segretario Fiom Cgil Bologna
- Gianluigi Bovini – Demografico e statistico
- Erika Ferranti – PD Bologna
- Alice Morotti – Assessora Scuola Casalecchio
- Chiara Berti – PD Bologna
- Adriano Gentilini – PD Vergato
- Simona Lembi – Assemblea Legislativa E-R
- Isabella Conti – Assessora Regione E-R
- Carlo Moruzzi – Segretario PD Castel di Casio
- Virginio Merola – Parlamentare Pd
- Giuseppe Nanni – Sindaco Alto Reno Terme
“Questa Conferenza programmatica dimostra – ha sottolineato Di Stasi – una cosa importante: il Partito Democratico vuole tornare a fare fino in fondo il proprio mestiere. Non limitarsi a commentare i problemi, ma ascoltare i territori, costruire una visione e trasformare le esigenze delle persone in scelte pubbliche. L’Appennino non è una periferia della Città metropolitana. È una parte essenziale della sua identità e del suo futuro. Se la montagna si spopola, se perde servizi, lavoro e opportunità, si indebolisce tutta Bologna. Se invece cresce l’Appennino, cresce l’intera comunità metropolitana”.
“Vivere in Appennino – ha messo in chiaro Savigni – deve voler dire avere gli stessi diritti fondamentali di chi vive in città, anche quando garantire quei diritti costa di più e richiede soluzioni diverse. Per questo serve una politica nazionale e regionale che assuma la differenza territoriale come criterio di giustizia. Da questa convinzione, nasce la Conferenza programmatica sull’Appennino bolognese: un percorso di ascolto, confronto e progettazione condivisa che mette al centro i territori, le comunità e le loro energie”. “La prossimità – aggiunge – va ricostruita con strumenti nuovi: bandi specifici, procedure semplici, risorse accessibili anche ai comuni più piccoli e accompagnamento amministrativo. Serve inoltre un rapporto diverso con aziende partecipate e gestori dei servizi pubblici: l’interesse dei cittadini deve essere perseguito prima della logica del solo risultato economico. Dove un servizio arretra, arretra anche la fiducia nelle istituzioni”.
“Il rilancio delle aree interne per il Pd è una priorità strategica, ambientale e sociale – ha assicurato l’onorevole Braga -. Non basta la logica assistenziale del bonus una tantum”. “L’Italia sarà più forte, competitiva e giusta – sottolinea – solo se saprà ricucire le distanze tra centro e periferia, tra città e territori interni. Perché non esistono cittadini di serie A e di serie B”. “Occorre investire in sanità territoriale, istruzione, mobilità e infrastrutture digitali e rafforzare i servizi pubblici essenziali – sottolinea – affinché nessun cittadino sia costretto a lasciare il proprio territorio. In questo senso si è mossa la nostra iniziativa legislativa che prevede inoltre strumenti per sostenere l’occupazione e l’imprenditoria locale, con incentivi per le imprese, misure per favorire il lavoro da remoto e agevolazioni per l’acquisto della prima casa”.
“La nostra alternativa di governo ha uno dei suoi elementi fondamentali nelle proposte per le aree interne della montagna – ha rimarcato De Maria -. Il Governo sta facendo il contrario, con proposte di legge senza una efficace copertura finanziaria, con una riclassificazione dei comuni montani che penalizza il territorio e con la sostanziale accettazione di inevitabilità del declino delle aree interne”. “Occorre garantire – ha aggiunto – una vera parità di diritti ed opportunità per tutti, in ogni area del Paese. Su questo abbiamo messo in campo una proposta di legge e lavorato su iniziative legislative che sono arrivate in Aula. Ci sono tante opportunità e potenzialità che possono e devono essere sostenute e valorizzate”.
Ringraziamo il Resto del Carlino Bologna per lo spazio e l’attenzione dedicata all’iniziativa.
—> Qui anche l’articolo online

I progetti e le iniziative del gruppo “PD Bologna per Gaza”

Solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica per Gaza, a partire dal territorio bolognese.
Il gruppo “PD Bologna per Gaza” nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale.
In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo.

I nostri obiettivi per una rete bolognese di solidarietà, informazione e pace:
- promuovere nei circoli e sul territorio il progetto di adozione a distanza “Ore Felici per i bambini di Gaza”;
- sostenere il lavoro delle donne palestinesi di Al-Najdah e le esperienze di autodeterminazione e mutuo aiuto;
- creare una rete bolognese per condividere materiali, iniziative e strumenti di informazione;
- mantenere l’attenzione pubblica sulla situazione a Gaza, in Palestina e nei territori occupati;
- costruire relazioni con associazioni, realtà del terzo settore e iniziative di pace.
Scarica il materiale per i territori:
- Manifesto – PD Bologna per Gaza
- Progetto “Ore felici” – Adozione a distanza bimbi di Gaza
- Gaza – Il massacro degli innocenti
- Gaza – La strage degli innocenti
- Ai bambini di Gaza il premio Nobel per la pace
- Tabella petizione
Adozioni a distanza per bambine e bambini di Gaza
Il progetto di Anbamed “Ore Felici per i bambini di Gaza” è un programma di adozioni a distanza rivolto a bambine e bambini orfani della Striscia di Gaza, presi in custodia dall’associazione delle donne palestinesi Al-Najdah – Soccorso Sociale.
Per il gruppo “PD Bologna per Gaza”, questo progetto unisce due aspetti fondamentali: da un lato il sostegno concreto all’infanzia colpita dalla guerra; dall’altro il riconoscimento del ruolo delle donne palestinesi che, anche in condizioni estreme, continuano a costruire cura, educazione, protezione e legami comunitari.
Secondo Anbamed, dopo la distruzione delle sedi e degli asili di Al-Najdah, l’associazione ha continuato ad adattare i propri programmi alla nuova situazione, mantenendo attività di sostegno, distribuzione di acqua potabile, pasti caldi, corsi, laboratori e spazi di gioco per bambine e bambini. (Anbamed)
Come attivare un’adozione a distanza
Le modalità indicate da Anbamed per sostenere il progetto sono:
- adozione a distanza di una bambina o di un bambino: 600 euro l’anno, pari a 50 euro al mese;
- un pasto al giorno per una famiglia per un mese: 50 euro una tantum. (Anbamed)
Per informazioni e adesioni: anbamedaps@gmail.com
L’adozione può essere attivata anche in gruppo.
Esempio: 50 euro l’anno per 12 persone / 30 euro l’anno per 20 persone
“Strega!”: una fiaba per sostenere i bambini di Gaza
Tra i materiali e le iniziative nate a sostegno del progetto “Ore Felici per i bambini di Gaza” c’è anche il libro Strega! di Mia Lecomte, edito da Mesogea nel 2026. È una fiaba per bambine e bambini, ma anche un gesto concreto di solidarietà: il libro contribuisce infatti a finanziare il programma di adozioni a distanza di bambine e bambini gazawi promosso da Anbamed APS e dall’associazione palestinese Al-Najdah.
Strega! è un libro illustrato e bilingue: la prima parte è in italiano, la seconda in arabo. È pensato per creare un filo di relazione tra i bambini di Gaza e i bambini italiani, attraverso il linguaggio della fiaba, dell’immaginazione e della cura. Le illustrazioni sono state realizzate da Manuel Baglieri, Lenina Barducci, Federico Pagnucco e Andrea Rivoli, che hanno donato il proprio lavoro al progetto.
La storia racconta di una bambina convinta di essere una strega, che prova a distruggere animali, cielo, alberi e umani, senza riuscirci. La “strega millenaria” fallisce nel suo intento di annullare la vita: e proprio da questo fallimento nasce il senso più profondo della fiaba, che si chiude con una festa di compleanno per i suoi mille anni.
Il libro è legato al lavoro di Al-Najdah, associazione di donne palestinesi che, nonostante la distruzione delle proprie sedi e delle strutture dedicate all’infanzia, continua a garantire attività educative, cura, gioco e sostegno psicologico a bambine e bambini di Gaza.

Approfondisci:
Recensione a Mia Lecomte, Strega! — Lab Politiche e Culture
https://www.labpolitiche.it/recensione-a-mia-lecomte-strega/
Come partecipare al Gruppo PD Bologna per Gaza
Chi vuole contribuire può farlo in diversi modi:
- aderendo a un’adozione a distanza, singolarmente o in gruppo;
- contribuendo al sostegno alimentare per una famiglia;
- acquistando Strega! un libro per bambini di Mia Lecomte, pensato per i bambini Gazawi
- partecipando alle iniziative pubbliche;
- promuovendo incontri nei circoli PD e nei quartieri;
- condividendo materiali e approfondimenti;
- aiutando a costruire una rete bolognese stabile di solidarietà.
Per informazioni e collaborazioni: pdbolognapergaza@gmail.com
Per restare aggiornati su iniziative e futuri appuntamenti: PD Bologna per Gaza
Sostegno alle donne di Al-Najdah
Al-Najdah è un’associazione nata dall’iniziativa di donne palestinesi impegnate nell’autonomia economica, nella protezione dell’infanzia, nell’educazione e nella difesa dei diritti delle donne. (Anbamed)
Nasce a Beirut nel 1977, dopo il massacro di Tal Zaatar. Fin dall’inizio si costituisce come esperienza di organizzazione autonoma di donne palestinesi, impegnate nel lavoro, nella formazione professionale, nella cura dei figli e nella costruzione di indipendenza economica e sociale. (Anbamed)
Nel tempo l’associazione ha sviluppato laboratori, corsi di formazione, asili nido, scuole materne e attività di sostegno nei campi profughi palestinesi e libanesi. Nel 1981 coinvolgeva oltre 1.100 donne palestinesi e libanesi nei campi profughi. (Anbamed)
Oggi Al-Najdah continua a operare a Gaza in condizioni drammatiche, mantenendo attività di protezione dell’infanzia, sostegno psicologico, educazione, gioco e assistenza materiale, anche dopo la distruzione di sedi e strutture operative. (Anbamed)

Materiali e approfondimenti
Che cos’è Al-Najdah
La storia dell’associazione, nata a Beirut nel 1977, e il lavoro delle donne palestinesi per autonomia, formazione, protezione dell’infanzia e diritti.
Link: (Anbamed)
Al-Najdah: malgrado le ferite
Un approfondimento sul lavoro dell’associazione a Gaza dopo la distruzione delle sedi, con le attività di sostegno all’infanzia, pasti caldi, acqua potabile, corsi e spazi gioco.
Link: (Anbamed)
“Sorriso di speranza” a Mawassi
Un racconto della giornata ricreativa organizzata a Mawassi, nel sud di Gaza, per bambine e bambini con disabilità e vittime della guerra. (Anbamed)
Link: (Anbamed)

Archivio delle iniziative pubbliche realizzate
Bologna–Gaza
Giovedì 12 febbraio 2026, ore 18.00
Sala Fondazione 2000, Piazza dell’Unità 4
Incontro pubblico dedicato al programma di adozioni di orfani gazawi, al sostegno alle donne di Gaza e alla cooperazione internazionale tra Emilia-Romagna e Gaza. Intervengono Farid Adly, giornalista e direttore di Anbamed; Antonella Di Pietro, Segreteria PD Bologna; Luca Rizzo Nervo, delegato per immigrazione e cooperazione internazionale; coordina Valeria Ribani. Durante l’iniziativa è prevista anche la vendita della pubblicazione “Strega” di Anbamed, a sostegno del progetto.
NOTA: non essendo riusciti a collegarci con Giorgio Monti, medico e coordinatore Emergency Gaza, è stato proiettato il servizio della BBC dall’interno di un ospedale di Gaza che fatica a fornire assistenza ai neonati (clicca qui per vederlo).
Incontro con Farid Adly
17 marzo, ore 18.00
Fondazione Duemila, Piazza dell’Unità 4
Un momento di aggiornamento sulla situazione a Gaza con Farid Adly, direttore della newsletter di Anbamed. L’incontro affronta anche il tema dell’adozione a distanza di bambini gazawi, su cui il gruppo “PD per Gaza” si sta impegnando.

Riparte il dialogo tra Partito Democratico e mondo venatorio. Bene l’incontro sulla riforma della caccia del 17 maggio
Grande partecipazione ieri sera alla Casa di Quartiere Croce Coperta Papini di Bologna per l’incontro pubblico promosso dal Partito Democratico sul tema della riforma della legge sulla caccia e delle sue ricadute sul territorio bolognese.
L’iniziativa, che ha visto la presenza di rappresentanti istituzionali, del mondo venatorio, agricolo e associativo, ha segnato un importante momento di confronto e ascolto reciproco, confermando la volontà di riaprire un dialogo serio e concreto tra il Partito Democratico e i soggetti impegnati nella gestione del territorio e della fauna selvatica.
Numerosa la partecipazione di cittadini, cacciatori, operatori agricoli, rappresentanti degli ATC e amministratori locali, a testimonianza di quanto il tema sia sentito e di quanto vi sia la necessità di uscire dalle contrapposizioni ideologiche per costruire soluzioni condivise.
Nel corso del dibattito sono emerse sensibilità e opinioni differenti, ma anche una diffusa consapevolezza: la gestione della fauna selvatica, il contenimento degli ungulati, la tutela delle attività agricole e la salvaguardia degli equilibri ambientali richiedono strumenti efficaci, competenze, risorse adeguate e soprattutto collaborazione tra istituzioni e territori.
Gli interventi dei parlamentari Stefano Vaccari e Virginio Merola, del consigliere regionale Maurizio Fabbri, insieme ai contributi dei rappresentanti degli ATC BO1, BO2 e BO3 e delle realtà territoriali presenti, hanno evidenziato la necessità di una riforma costruita sui dati scientifici, sul coinvolgimento reale dei territori e sul rispetto delle competenze locali.
Particolarmente apprezzato il clima dell’incontro, improntato al confronto costruttivo e alla ricerca di punti comuni, pur nella legittima diversità delle posizioni. È emersa con chiarezza la volontà di proseguire il percorso avviato ieri sera, mantenendo aperto un canale stabile di dialogo con il mondo venatorio e agricolo bolognese.
“Non servono slogan o contrapposizioni — è stato sottolineato nel corso della serata — ma una politica capace di ascoltare e di costruire risposte concrete ai problemi reali del territorio”.
L’incontro di Bologna rappresenta così un primo passo importante verso una nuova fase di confronto pubblico su temi che riguardano ambiente, sicurezza, agricoltura e gestione della fauna, con l’obiettivo di individuare soluzioni equilibrate e condivise nell’interesse della comunità.
Dare il giusto riconoscimento al lavoro sociale: al via un percorso di confronto con Terzo settore, sindacati e cooperazione
Mercoledì 20 maggio, alle ore 20.30, presso la sede della Fondazione Duemila in Piazza dell’Unità 4 a Bologna, il Partito Democratico di Bologna promuove l’incontro Dare il giusto riconoscimento al lavoro sociale, un primo momento di confronto pubblico dedicato al valore, alle condizioni e alle prospettive del lavoro sociale, a partire dal nostro territorio.
L’iniziativa rappresenta l’avvio di un percorso più ampio, che proseguirà con ulteriori appuntamenti dedicati al tema, in cui saranno coinvolti anche amministratrici e amministratori. L’obiettivo è avere una interlocuzione con tutte le persone e le realtà coinvolte nella cura, nell’inclusione e nel sostegno alle persone e alle comunità.
Il lavoro sociale rappresenta una componente fondamentale del welfare territoriale e quindi della coesione delle nostre comunità. Riconoscerne pienamente il ruolo e il valore significa affrontare questioni centrali: la qualità del lavoro, le condizioni contrattuali, la sostenibilità dei servizi, il rapporto tra pubblico, privato sociale e Terzo settore, il riconoscimento sociale e professionale di chi ogni giorno opera accanto alle persone più fragili e nei servizi essenziali.
L’incontro sarà condotto da Antonella Di Pietro ed Erika Ferranti, della Segreteria PD Bologna. Porteranno i saluti Enrico Di Stasi, Segretario PD Bologna, e Mery De Martino, della Segreteria PD Bologna.
Interverranno Alberto Alberani, del Forum del Terzo Settore Emilia-Romagna, Rossella Vigneri, portavoce del Forum Terzo Settore Bologna, Erika Capasso, delegata al Terzo settore e all’amministrazione condivisa del Comune di Bologna, Simonetta Donati, presidente CSAPSA, Marco Iacono, della Segreteria Funzione Pubblica CGIL Bologna, Stefano Franceschelli, Segretario generale CISL FP, e Manuel Michelacci, coordinatore UIL Bologna.
Hanno dato la disponibilità ad intervenire Daniela Freddi, Fabrizia Paltrinieri, Leonardo Callegari, Alessandro Mengoli, Emanuele Monaci, Arianna Lazzari. È possibile comunicare la proprioa disponibilità ad intervenire nell’auspicio di raccogliere il maggior numero possibile di voci e di contributi.
A seguire, si terrà un dibattito a microfono aperto, pensato per raccogliere ulteriori contributi, esperienze, proposte e sollecitazioni utili alla costruzione del percorso.

Sviluppo inclusivo e disabilità, il PD Bologna avvia il percorso “Cambiamo prospettiva”
È iniziato venerdì 15 maggio a Zola Predosa il percorso promosso dal Partito Democratico di Bologna dedicato allo sviluppo economico inclusivo intitolato “cambiamo prospettiva”.
La definizione di disabilità adottata dall’ONU che si trova nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) del 2006 ci aiuta in questo cambio di prospettiva. Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che, in interazione con barriere di diversa natura, possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri.
Questa definizione è importante perché supera l’idea che la disabilità sia soltanto una condizione individuale o medica: la disabilità nasce anche dall’interazione tra la persona e le barriere presenti nella società — fisiche, culturali, sociali, economiche o digitali.
Come PD riteniamo fondamentale affrontare il tema dello sviluppo economico inclusivo: costruire territori più accessibili significa creare comunità più forti, innovative e giuste, dove nessuno venga lasciato indietro e dove ogni persona possa contribuire con il proprio talento e le proprie competenze.
Il percorso proseguirà l’8 giugno a Granarolo con un nuovo appuntamento dedicato al tema del lavoro, dell’inserimento lavorativo e dei nuovi settori di business, per discutere di come creare occupazione di qualità e nuove opportunità realmente aperte a tutte e tutti
































