Morte di Fakir al Pilastro. Le parole del segretario Di Stasi e l'adesione all'incontro in piazza di lunedì 20 luglio

La comunità del Partito democratico di Bologna si stringe con grande dolore e angoscia attorno alla famiglia di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto oggi al Pilastro, e all’intera comunità del quartiere, profondamente colpita da una vicenda gravissima che suscita sgomento e forte apprensione per le dinamiche con cui è avvenuta.
Confidiamo nel lavoro della magistratura e delle autorità competenti, affinché ogni responsabilità sia accertata con rapidità e con la massima trasparenza. È indispensabile fare piena luce su quanto accaduto, nel rispetto della vittima, dei suoi familiari, della comunità del Pilastro e di tutta la città.
Come ha fatto il sindaco Matteo Lepore, invitiamo tutti domani lunedì 20 luglio in piazza Nettuno alle 19:00, per chiedere verità e giustizia ed essere vicini alla comunità del Pilastro in un momento di riflessione e raccoglimento.
Enrico Di Stasi, segretario provinciale Pd Bologna

Risultati, temi e materiali di Apperò, l'Appennino al futuro

La Conferenza programmatica sull’Appennino bolognese si è conclusa a Marzabotto dopo un percorso di ascolto e confronto che ha attraversato diversi territori della montagna bolognese.

Dagli incontri di Vergato, Castiglione dei Pepoli, Alto Reno Terme e Marzabotto sono emerse proposte, criticità e priorità condivise su sanità territoriale, scuola, mobilità, lavoro, sviluppo sostenibile, servizi pubblici, casa, digitalizzazione e contrasto allo spopolamento.

In questa pagina sono raccolti il documento programmatico, i materiali del percorso, il comunicato conclusivo e alcuni contributi emersi durante l’iniziativa.


Il percorso della Conferenza programmatica

La Conferenza programmatica si è articolata in quattro appuntamenti nei territori dell’Appennino bolognese:

Vergato – primo incontro di avvio del percorso, dedicato all’ascolto delle comunità locali e delle principali criticità territoriali.

Castiglione dei Pepoli – secondo appuntamento, con un focus sui servizi, sulle opportunità di sviluppo e sul ruolo dei comuni montani.

Alto Reno Terme – terza tappa del confronto, dedicata al lavoro, alla sanità, alla mobilità e alle infrastrutture materiali e digitali.

Marzabotto – appuntamento conclusivo, con la restituzione politica del percorso e il confronto tra istituzioni, amministratori, rappresentanti del territorio, sindacati e parlamentari.

Un percorso pensato per trasformare l’ascolto in proposta politica, partendo dai bisogni reali delle persone che vivono, lavorano e costruiscono comunità nell’Appennino.


I temi emersi dal confronto

Dal percorso sono emerse alcune priorità chiare per il futuro dell’Appennino bolognese.

La prima riguarda i servizi essenziali: sanità territoriale, scuola, trasporto pubblico, presidi amministrativi e accesso ai servizi non possono essere considerati allo stesso modo in città e in montagna. Dove le distanze sono maggiori, servono strumenti specifici e risorse adeguate.

Un secondo tema riguarda il lavoro e lo sviluppo locale. L’Appennino può essere un territorio attrattivo per imprese, giovani, lavoro da remoto, turismo sostenibile, filiere produttive locali e nuove economie legate alla qualità ambientale e sociale dei luoghi.

Centrale anche la questione della mobilità e delle infrastrutture, materiali e digitali. Senza collegamenti efficienti, banda larga, manutenzione del territorio e accessibilità, ogni politica di rilancio rischia di restare incompleta.

Infine, il confronto ha messo in evidenza il tema della fiducia nelle istituzioni. Quando un servizio arretra, quando un presidio chiude, quando un comune piccolo viene lasciato solo davanti a procedure complesse, si indebolisce il legame tra cittadini e istituzioni. Per questo servono politiche pubbliche capaci di riconoscere la specificità della montagna e accompagnare concretamente i territori.


Nei quattro incontri sono intervenuti:

  • Enrico Di Stasi – Segretario provinciale Pd Bologna
  • Cesare Savigni – Segretario Pd Appennino
  • Valentina Cuppi – Presidente Unione Comuni dell’Appennino
  • Igor Taruffi – Responsabile Organizzazione nazionale Pd
  • Matteo Lepore – Sindaco di Bologna e della Città metropolitana
  • Chiara Braga – Capogruppo Pd Camera dei Deputati
  • Andrea De Maria – Parlamentare Pd
  • Luca Vignoli – Vicesindaco Marzabotto
  • Maurizio Fabbri – Consigliere regionale
  • Simone Selmi – Segretario Fiom Cgil Bologna
  • Gianluigi Bovini – Demografico e statistico
  • Erika Ferranti – PD Bologna
  • Alice Morotti – Assessora Scuola Casalecchio
  • Chiara Berti – PD Bologna
  • Adriano Gentilini – PD Vergato
  • Simona Lembi – Assemblea Legislativa E-R
  • Isabella Conti – Assessora Regione E-R
  • Carlo Moruzzi – Segretario PD Castel di Casio
  • Virginio Merola – Parlamentare Pd
  • Giuseppe Nanni – Sindaco Alto Reno Terme

“Questa Conferenza programmatica dimostra – ha sottolineato Di Stasi – una cosa importante: il Partito Democratico vuole tornare a fare fino in fondo il proprio mestiere. Non limitarsi a commentare i problemi, ma ascoltare i territori, costruire una visione e trasformare le esigenze delle persone in scelte pubbliche. L’Appennino non è una periferia della Città metropolitana. È una parte essenziale della sua identità e del suo futuro. Se la montagna si spopola, se perde servizi, lavoro e opportunità, si indebolisce tutta Bologna. Se invece cresce l’Appennino, cresce l’intera comunità metropolitana”.

“Vivere in Appennino – ha messo in chiaro Savigni – deve voler dire avere gli stessi diritti fondamentali di chi vive in città, anche quando garantire quei diritti costa di più e richiede soluzioni diverse. Per questo serve una politica nazionale e regionale che assuma la differenza territoriale come criterio di giustizia. Da questa convinzione, nasce la Conferenza programmatica sull’Appennino bolognese: un percorso di ascolto, confronto e progettazione condivisa che mette al centro i territori, le comunità e le loro energie”. “La prossimità – aggiunge – va ricostruita con strumenti nuovi: bandi specifici, procedure semplici, risorse accessibili anche ai comuni più piccoli e accompagnamento amministrativo. Serve inoltre un rapporto diverso con aziende partecipate e gestori dei servizi pubblici: l’interesse dei cittadini deve essere perseguito prima della logica del solo risultato economico. Dove un servizio arretra, arretra anche la fiducia nelle istituzioni”.

“Il rilancio delle aree interne per il Pd è una priorità strategica, ambientale e sociale – ha assicurato l’onorevole Braga -. Non basta la logica assistenziale del bonus una tantum”. “L’Italia sarà più forte, competitiva e giusta – sottolinea – solo se saprà ricucire le distanze tra centro e periferia, tra città e territori interni. Perché non esistono cittadini di serie A e di serie B”. “Occorre investire in sanità territoriale, istruzione, mobilità e infrastrutture digitali e rafforzare i servizi pubblici essenziali – sottolinea – affinché nessun cittadino sia costretto a lasciare il proprio territorio. In questo senso si è mossa la nostra iniziativa legislativa che prevede inoltre strumenti per sostenere l’occupazione e l’imprenditoria locale, con incentivi per le imprese, misure per favorire il lavoro da remoto e agevolazioni per l’acquisto della prima casa”.

“La nostra alternativa di governo ha uno dei suoi elementi fondamentali nelle proposte per le aree interne della montagna – ha rimarcato De Maria -. Il Governo sta facendo il contrario, con proposte di legge senza una efficace copertura finanziaria, con una riclassificazione dei comuni montani che penalizza il territorio e con la sostanziale accettazione di inevitabilità del declino delle aree interne”. “Occorre garantire – ha aggiunto – una vera parità di diritti ed opportunità per tutti, in ogni area del Paese. Su questo abbiamo messo in campo una proposta di legge e lavorato su iniziative legislative che sono arrivate in Aula. Ci sono tante opportunità e potenzialità che possono e devono essere sostenute e valorizzate”.


Ringraziamo il Resto del Carlino Bologna per lo spazio e l’attenzione dedicata all’iniziativa.

—> Qui anche l’articolo online



I progetti e le iniziative del gruppo “PD Bologna per Gaza”

Solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica per Gaza, a partire dal territorio bolognese.

Il gruppo “PD Bologna per Gaza” nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale.

In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo.

I nostri obiettivi per una rete bolognese di solidarietà, informazione e pace:

  • promuovere nei circoli e sul territorio il progetto di adozione a distanza “Ore Felici per i bambini di Gaza”;
  • sostenere il lavoro delle donne palestinesi di Al-Najdah e le esperienze di autodeterminazione e mutuo aiuto;
  • creare una rete bolognese per condividere materiali, iniziative e strumenti di informazione;
  • mantenere l’attenzione pubblica sulla situazione a Gaza, in Palestina e nei territori occupati;
  • costruire relazioni con associazioni, realtà del terzo settore e iniziative di pace.

LEGGI QUI IL MANIFESTO “PD Bologna PER GAZA”


Adozioni a distanza per bambine e bambini di Gaza

Il progetto di Anbamed “Ore Felici per i bambini di Gaza” è un programma di adozioni a distanza rivolto a bambine e bambini orfani della Striscia di Gaza, presi in custodia dall’associazione delle donne palestinesi Al-Najdah – Soccorso Sociale.

Per il gruppo “PD Bologna per Gaza”, questo progetto unisce due aspetti fondamentali: da un lato il sostegno concreto all’infanzia colpita dalla guerra; dall’altro il riconoscimento del ruolo delle donne palestinesi che, anche in condizioni estreme, continuano a costruire cura, educazione, protezione e legami comunitari.

Secondo Anbamed, dopo la distruzione delle sedi e degli asili di Al-Najdah, l’associazione ha continuato ad adattare i propri programmi alla nuova situazione, mantenendo attività di sostegno, distribuzione di acqua potabile, pasti caldi, corsi, laboratori e spazi di gioco per bambine e bambini. (Anbamed)

Come attivare un’adozione a distanza

Le modalità indicate da Anbamed per sostenere il progetto sono:

  • adozione a distanza di una bambina o di un bambino: 600 euro l’anno, pari a 50 euro al mese;
  • un pasto al giorno per una famiglia per un mese: 50 euro una tantum. (Anbamed)

Per informazioni e adesioni: anbamedaps@gmail.com
L’adozione può essere attivata anche in gruppo.
Esempio: 50 euro l’anno per 12 persone / 30 euro l’anno per 20 persone


“Strega!”: una fiaba per sostenere i bambini di Gaza

Tra i materiali e le iniziative nate a sostegno del progetto “Ore Felici per i bambini di Gaza” c’è anche il libro Strega! di Mia Lecomte, edito da Mesogea nel 2026. È una fiaba per bambine e bambini, ma anche un gesto concreto di solidarietà: il libro contribuisce infatti a finanziare il programma di adozioni a distanza di bambine e bambini gazawi promosso da Anbamed APS e dall’associazione palestinese Al-Najdah.

Strega! è un libro illustrato e bilingue: la prima parte è in italiano, la seconda in arabo. È pensato per creare un filo di relazione tra i bambini di Gaza e i bambini italiani, attraverso il linguaggio della fiaba, dell’immaginazione e della cura. Le illustrazioni sono state realizzate da Manuel Baglieri, Lenina Barducci, Federico Pagnucco e Andrea Rivoli, che hanno donato il proprio lavoro al progetto.

La storia racconta di una bambina convinta di essere una strega, che prova a distruggere animali, cielo, alberi e umani, senza riuscirci. La “strega millenaria” fallisce nel suo intento di annullare la vita: e proprio da questo fallimento nasce il senso più profondo della fiaba, che si chiude con una festa di compleanno per i suoi mille anni.

Il libro è legato al lavoro di Al-Najdah, associazione di donne palestinesi che, nonostante la distruzione delle proprie sedi e delle strutture dedicate all’infanzia, continua a garantire attività educative, cura, gioco e sostegno psicologico a bambine e bambini di Gaza.

Approfondisci:
Recensione a Mia Lecomte, Strega! — Lab Politiche e Culture
https://www.labpolitiche.it/recensione-a-mia-lecomte-strega/


Come partecipare al Gruppo PD Bologna per Gaza

Chi vuole contribuire può farlo in diversi modi:

  • aderendo a un’adozione a distanza, singolarmente o in gruppo;
  • contribuendo al sostegno alimentare per una famiglia;
  • acquistando Strega! un libro per bambini di Mia Lecomte, pensato per i bambini Gazawi
  • partecipando alle iniziative pubbliche;
  • promuovendo incontri nei circoli PD e nei quartieri;
  • condividendo materiali e approfondimenti;
  • aiutando a costruire una rete bolognese stabile di solidarietà.

Per informazioni e collaborazioni: pdbolognapergaza@gmail.com

Per restare aggiornati su iniziative e futuri appuntamenti: PD Bologna per Gaza


Sostegno alle donne di Al-Najdah

Al-Najdah è un’associazione nata dall’iniziativa di donne palestinesi impegnate nell’autonomia economica, nella protezione dell’infanzia, nell’educazione e nella difesa dei diritti delle donne. (Anbamed)

Nasce a Beirut nel 1977, dopo il massacro di Tal Zaatar. Fin dall’inizio si costituisce come esperienza di organizzazione autonoma di donne palestinesi, impegnate nel lavoro, nella formazione professionale, nella cura dei figli e nella costruzione di indipendenza economica e sociale. (Anbamed)

Nel tempo l’associazione ha sviluppato laboratori, corsi di formazione, asili nido, scuole materne e attività di sostegno nei campi profughi palestinesi e libanesi. Nel 1981 coinvolgeva oltre 1.100 donne palestinesi e libanesi nei campi profughi. (Anbamed)

Oggi Al-Najdah continua a operare a Gaza in condizioni drammatiche, mantenendo attività di protezione dell’infanzia, sostegno psicologico, educazione, gioco e assistenza materiale, anche dopo la distruzione di sedi e strutture operative. (Anbamed)


Materiali e approfondimenti

Che cos’è Al-Najdah

La storia dell’associazione, nata a Beirut nel 1977, e il lavoro delle donne palestinesi per autonomia, formazione, protezione dell’infanzia e diritti.
Link: (Anbamed)

Al-Najdah: malgrado le ferite

Un approfondimento sul lavoro dell’associazione a Gaza dopo la distruzione delle sedi, con le attività di sostegno all’infanzia, pasti caldi, acqua potabile, corsi e spazi gioco.
Link: (Anbamed)

“Sorriso di speranza” a Mawassi

Un racconto della giornata ricreativa organizzata a Mawassi, nel sud di Gaza, per bambine e bambini con disabilità e vittime della guerra. (Anbamed)
Link: (Anbamed)


Archivio delle iniziative pubbliche realizzate

Bologna–Gaza
Giovedì 12 febbraio 2026, ore 18.00
Sala Fondazione 2000, Piazza dell’Unità 4

Incontro pubblico dedicato al programma di adozioni di orfani gazawi, al sostegno alle donne di Gaza e alla cooperazione internazionale tra Emilia-Romagna e Gaza. Intervengono Farid Adly, giornalista e direttore di Anbamed; Antonella Di Pietro, Segreteria PD Bologna; Luca Rizzo Nervo, delegato per immigrazione e cooperazione internazionale; coordina Valeria Ribani. Durante l’iniziativa è prevista anche la vendita della pubblicazione “Strega” di Anbamed, a sostegno del progetto.
NOTA: non essendo riusciti a collegarci con Giorgio Monti, medico e coordinatore Emergency Gaza, è stato proiettato il servizio della BBC dall’interno di un ospedale di Gaza che fatica a fornire assistenza ai neonati (clicca qui per vederlo).

Incontro con Farid Adly
17 marzo, ore 18.00
Fondazione Duemila, Piazza dell’Unità 4

Un momento di aggiornamento sulla situazione a Gaza con Farid Adly, direttore della newsletter di Anbamed. L’incontro affronta anche il tema dell’adozione a distanza di bambini gazawi, su cui il gruppo “PD per Gaza” si sta impegnando.


Riparte il dialogo tra Partito Democratico e mondo venatorio. Bene l’incontro sulla riforma della caccia del 17 maggio

Grande partecipazione ieri sera alla Casa di Quartiere Croce Coperta Papini di Bologna per l’incontro pubblico promosso dal Partito Democratico sul tema della riforma della legge sulla caccia e delle sue ricadute sul territorio bolognese.

L’iniziativa, che ha visto la presenza di rappresentanti istituzionali, del mondo venatorio, agricolo e associativo, ha segnato un importante momento di confronto e ascolto reciproco, confermando la volontà di riaprire un dialogo serio e concreto tra il Partito Democratico e i soggetti impegnati nella gestione del territorio e della fauna selvatica.

Numerosa la partecipazione di cittadini, cacciatori, operatori agricoli, rappresentanti degli ATC e amministratori locali, a testimonianza di quanto il tema sia sentito e di quanto vi sia la necessità di uscire dalle contrapposizioni ideologiche per costruire soluzioni condivise.

Nel corso del dibattito sono emerse sensibilità e opinioni differenti, ma anche una diffusa consapevolezza: la gestione della fauna selvatica, il contenimento degli ungulati, la tutela delle attività agricole e la salvaguardia degli equilibri ambientali richiedono strumenti efficaci, competenze, risorse adeguate e soprattutto collaborazione tra istituzioni e territori.

Gli interventi dei parlamentari Stefano Vaccari e Virginio Merola, del consigliere regionale Maurizio Fabbri, insieme ai contributi dei rappresentanti degli ATC BO1, BO2 e BO3 e delle realtà territoriali presenti, hanno evidenziato la necessità di una riforma costruita sui dati scientifici, sul coinvolgimento reale dei territori e sul rispetto delle competenze locali.

Particolarmente apprezzato il clima dell’incontro, improntato al confronto costruttivo e alla ricerca di punti comuni, pur nella legittima diversità delle posizioni. È emersa con chiarezza la volontà di proseguire il percorso avviato ieri sera, mantenendo aperto un canale stabile di dialogo con il mondo venatorio e agricolo bolognese.

“Non servono slogan o contrapposizioni — è stato sottolineato nel corso della serata — ma una politica capace di ascoltare e di costruire risposte concrete ai problemi reali del territorio”.

L’incontro di Bologna rappresenta così un primo passo importante verso una nuova fase di confronto pubblico su temi che riguardano ambiente, sicurezza, agricoltura e gestione della fauna, con l’obiettivo di individuare soluzioni equilibrate e condivise nell’interesse della comunità.


Dare il giusto riconoscimento al lavoro sociale: al via un percorso di confronto con Terzo settore, sindacati e cooperazione

Mercoledì 20 maggio, alle ore 20.30, presso la sede della Fondazione Duemila in Piazza dell’Unità 4 a Bologna, il Partito Democratico di Bologna promuove l’incontro Dare il giusto riconoscimento al lavoro sociale, un primo momento di confronto pubblico dedicato al valore, alle condizioni e alle prospettive del lavoro sociale, a partire dal nostro territorio.

L’iniziativa rappresenta l’avvio di un percorso più ampio, che proseguirà con ulteriori appuntamenti dedicati al tema, in cui saranno coinvolti anche amministratrici e amministratori. L’obiettivo è avere una interlocuzione con tutte le persone e le realtà coinvolte nella cura, nell’inclusione e nel sostegno alle persone e alle comunità.

Il lavoro sociale rappresenta una componente fondamentale del welfare territoriale e quindi della coesione delle nostre comunità. Riconoscerne pienamente il ruolo e il valore significa affrontare questioni centrali: la qualità del lavoro, le condizioni contrattuali, la sostenibilità dei servizi, il rapporto tra pubblico, privato sociale e Terzo settore, il riconoscimento sociale e professionale di chi ogni giorno opera accanto alle persone più fragili e nei servizi essenziali.

L’incontro sarà condotto da Antonella Di Pietro ed Erika Ferranti, della Segreteria PD Bologna. Porteranno i saluti Enrico Di Stasi, Segretario PD Bologna, e Mery De Martino, della Segreteria PD Bologna.

Interverranno Alberto Alberani, del Forum del Terzo Settore Emilia-Romagna, Rossella Vigneri, portavoce del Forum Terzo Settore Bologna, Erika Capasso, delegata al Terzo settore e all’amministrazione condivisa del Comune di Bologna, Simonetta Donati, presidente CSAPSA, Marco Iacono, della Segreteria Funzione Pubblica CGIL Bologna, Stefano Franceschelli, Segretario generale CISL FP, e Manuel Michelacci, coordinatore UIL Bologna.

Hanno dato la disponibilità ad intervenire Daniela Freddi, Fabrizia Paltrinieri, Leonardo Callegari, Alessandro Mengoli, Emanuele Monaci, Arianna Lazzari. È possibile comunicare la proprioa disponibilità ad intervenire nell’auspicio di raccogliere il maggior numero possibile di voci e di contributi.

A seguire, si terrà un dibattito a microfono aperto, pensato per raccogliere ulteriori contributi, esperienze, proposte e sollecitazioni utili alla costruzione del percorso.


Sviluppo inclusivo e disabilità, il PD Bologna avvia il percorso “Cambiamo prospettiva”

È iniziato venerdì 15 maggio a Zola Predosa il percorso promosso dal Partito Democratico di Bologna dedicato allo sviluppo economico inclusivo intitolato “cambiamo prospettiva”.

La definizione di disabilità adottata dall’ONU che si trova nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) del 2006 ci aiuta in questo cambio di prospettiva. Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che, in interazione con barriere di diversa natura, possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri.

Questa definizione è importante perché supera l’idea che la disabilità sia soltanto una condizione individuale o medica: la disabilità nasce anche dall’interazione tra la persona e le barriere presenti nella società — fisiche, culturali, sociali, economiche o digitali.

Come PD riteniamo fondamentale affrontare il tema dello sviluppo economico inclusivo: costruire territori più accessibili significa creare comunità più forti, innovative e giuste, dove nessuno venga lasciato indietro e dove ogni persona possa contribuire con il proprio talento e le proprie competenze.

Il percorso proseguirà l’8 giugno a Granarolo con un nuovo appuntamento dedicato al tema del lavoro, dell’inserimento lavorativo e dei nuovi settori di business, per discutere di come creare occupazione di qualità e nuove opportunità realmente aperte a tutte e tutti


Voci in circolo. Idee in movimento

"Voci in circolo, idee in movimento” è un percorso di ascolto promosso dal Partito Democratico di Bologna per raccogliere opinioni, priorità, bisogni e proposte di iscritti e simpatizzanti. Il questionario, anonimo, è pensato per aiutarci a conoscere meglio chi partecipa alla vita del partito, capire quali temi sono considerati più urgenti e individuare modi concreti per rafforzare il ruolo dei circoli come luoghi di confronto, partecipazione e iniziativa sul territorio.

L’obiettivo è semplice: ascoltare di più e meglio. Vogliamo dare spazio alle idee, far emergere criticità e aspettative, e costruire insieme una presenza politica più vicina alle persone, più utile nelle comunità e più capace di coinvolgere chi ha voglia di contribuire. Il questionario affronta temi legati all’identità e al contesto delle persone, al giudizio sull’azione politica nazionale e locale, alla partecipazione nei circoli e alle proposte per il futuro.

La compilazione può avvenire in presenza, nei circoli, come occasione di confronto e discussione condivisa, oppure direttamente online attraverso il modulo dedicato. Invitiamo tutte e tutti a partecipare: ogni risposta può essere utile per rendere il PD di Bologna più aperto, più radicato e più capace di mettere in movimento energie nuove.

Compila il questionario online qui:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfbT8wsa70fo7qWc3vFrG4b944TZ-mJ-eZ6EV_NOOk95jc4zA/viewform

 


Scritte offensive e minacce di morte al sindaco Lepore: grave episodio di violenza, si abbassinoi toni

Stanotte la sede della Federazione del Partito Democratico di Bologna, in via Andreini, è stata vandalizzata con un gesto gravissimo e vigliacco che qualifica chiaramente chi lo ha compiuto. Scritte oltraggiose e minacce, fino ad arrivare a gravi intimidazioni di morte nei confronti del sindaco Matteo Lepore, rappresentano l’espressione di una frangia violenta e antidemocratica che nulla ha a che fare con il confronto civile.

Il contenuto delle scritte evidenzia anche un preoccupante distacco dalla realtà cittadina. In questo senso è particolarmente inquietante la presenza del triangolo rosso rovesciato accanto al nome del sindaco, simbolo carico di significati che richiama linguaggi e pratiche che Bologna ha sempre respinto.

Allo stesso modo, la scritta “il Pilastro vi guarda con odio” tenta strumentalmente di attribuire a un intero quartiere il pensiero di pochi individui isolati. È una rappresentazione falsa: il Pilastro è una comunità viva, plurale, che ogni giorno si confronta e dialoga con le istituzioni e con il Partito Democratico.

Da settimane assistiamo a un’escalation di scritte e atti di odio nei confronti di partiti e amministratori. Per questo rivolgiamo un appello netto: si abbassino i toni. Il confronto politico, anche duro, non può mai degenerare in intimidazione o violenza.
Bologna ha sempre dato prova di civiltà democratica, facendo del pluralismo e del dialogo il proprio tratto distintivo. Metodi e ideologie antidemocratiche e squadristiche saranno sempre condannati e respinti. Bologna, Medaglia d’oro della Resistenza, non darà mai spazio a queste derive: non avranno cittadinanza e non passeranno.

Enrico Di Stasi, segretario provinciale Pd Bologna


Bologna ha detto NO. Le parole del segretario provinciale Enrico Di Stasi

Un risultato che ci riempie di grande gioia, sia dal punto di vista dell'affluenza, una delle più alte mai viste, che ovviamente dal punto di vista dell'esito. Bologna e l'Emilia Romagna hanno, come sempre, dato un contributo determinante e una spinta formidabile all'esito del referendum che mette al riparo la giustizia, la nostra Costituzione e tutti i cittadini dall'ingerenza del potere politico nella magistratura.

Il risultato manda un messaggio chiaro e netto anche al governo Meloni che dovrà riflettere e al più presto su quello che è il reale sentimento del Paese.

Questo però è un messaggio importante anche per il centro-sinistra e per l'opposizione che, su messaggi chiari e di valore, può costituire un'alternativa per questo Paese. Il risultato di questo referendum dimostra in modo cristallino che c'è una larghissima parte del Paese, la maggioranza, che condivide tutta una serie di valori e una visione del Paese che non è quella di chi è al governo e che si è sentita chiamata a una battaglia per la Costituzione.

Voglio ringraziare il Partito Democratico, il suo gruppo dirigente, le iscritte e gli iscritti per l’importante lavoro che abbiamo fatto all'interno del comitato per il no al referendum e anche i fuori sede per il loro impegno che ha vanificato l'escamotage del governo per tenere fuori i giovani studenti dal voto.

Enrico Di Stasi
Segretario provinciale Pd Bologna


Italia Meteo: il trasferimento è una scelta sbagliata del Governo, contro Bologna

Il Partito Democratico di Bologna ribadisce la propria contrarietà alla decisione del Governo di trasferire da Bologna a Roma l’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia ItaliaMeteo, un ente pubblico strategico per il coordinamento dei dati meteorologici e la produzione di modelli previsionali per tutto il Paese.

Secondo quanto comunicato dalla Protezione civile, il trasferimento della sede dell’agenzia dovrebbe avvenire a breve, nonostante le proteste delle istituzioni locali e dei lavoratori.

Per il Partito Democratico si tratta di una decisione grave e incomprensibile, che rischia di indebolire un ecosistema scientifico e tecnologico costruito negli ultimi anni proprio a Bologna, intorno al Tecnopolo e alle infrastrutture dedicate alla ricerca sui dati climatici e meteorologici.

Difendere lavoro, competenze e un ecosistema scientifico

Il trasferimento comporterebbe conseguenze concrete sia sul piano scientifico sia su quello occupazionale. A Bologna infatti operano lavoratrici e lavoratori altamente qualificati che hanno contribuito allo sviluppo dell’agenzia e che oggi rischiano di essere costretti a trasferirsi o di vedere compromessa la continuità delle attività.

Inoltre, ItaliaMeteo è inserita in un sistema di eccellenza internazionale che comprende il supercomputer Leonardo, il Centro europeo per le previsioni meteorologiche e altre istituzioni di ricerca dedicate ai cambiamenti climatici e ai big data.

Per questo il PD bolognese chiede ancora una volta al Governo di fermarsi e aprire un confronto serio con il territorio. Siamo di fronte a una scelta che farà disperdere competenze costruite negli anni e indebolire un presidio strategico per il Paese.

Per fare chiarezza sulle ragioni della decisione e sulle prospettive dell’agenzia, i deputati bolognesi del PD Andrea De Maria e Virginio Merola hanno presentato un’interrogazione parlamentare al Governo.

Un incontro pubblico per discutere il futuro di ItaliaMeteo

Per approfondire la situazione e confrontarsi con cittadine e cittadini, il Partito Democratico di Bologna promuove un incontro pubblico dal titolo “Italia Meteo raccontata da chi l’ha fatta fino a oggi”.

L’appuntamento è martedì 17 marzo alle ore 18 al Circolo PD “Nilde Iotti” (via Stalingrado 99, Bologna).

All’iniziativa parteciperanno:

  • Enrico Di Stasi, segretario PD Bologna

  • Andrea De Maria, deputato PD

  • Giandomenico Fortino, segretario del circolo PD “Nilde Iotti”

  • Chiara Berti, responsabile sviluppo economico PD Bologna

  • Salvatore Bianco, FP CGIL

L’incontro sarà l’occasione per ascoltare le ricercatrici e i ricercatori che hanno costruito il progetto ItaliaMeteo e per ribadire la necessità di difendere a Bologna un presidio fondamentale per la ricerca, l’innovazione e il lavoro.