Isabella Angiuli - Segretaria cittadina

Congratulazioni a Isabella Angiuli per la sua elezione a Segretaria cittadina

Il Partito Democratico provinciale di Bologna esprime le più sincere congratulazioni a Isabella Angiuli per la sua elezione a Segretaria cittadina. A Isabella va l’augurio di buon lavoro per questo incarico importante, che assume in una fase politica significativa per la città e per il nostro partito. La sua esperienza amministrativa, il radicamento nei territori, il profilo unitario e la lunga esperienza associativa rappresentano un valore prezioso per rafforzare il lavoro politico del PD bolognese. Siamo certi che, insieme agli organismi cittadini e in stretto raccordo con il livello metropolitano, saprà contribuire a rilanciare l’iniziativa politica del Partito Democratico, rafforzandone la presenza nei quartieri e accompagnando il percorso verso le prossime sfide amministrative.

"Ringrazio le iscritte e gli iscritti - dichiara Isabella Angiuli - per la fiducia. Assumo questo incarico con senso di responsabilità e con l’orgoglio di far parte di una comunità politica viva e impegnata. Bologna è una città che non è mai stata neutrale: tiene insieme diritti, sicurezza, giustizia sociale e partecipazione. Il Partito Democratico ha il compito di esserci, nei quartieri e nella vita concreta delle persone, senza delegare alla propaganda temi complessi come la sicurezza e il disagio sociale. Nel solco del lavoro della segreteria di Enrico Di Stasi, lavoreremo per un PD radicato, presente dove crescono le fragilità, capace di unire coesione sociale e buon governo. Continueremo a sostenere con lealtà il sindaco Matteo Lepore e il progetto di città che stiamo costruendo insieme”.


Pesce al Battiferro

Ritorna il pesce al Battiferro: sabato 14 e domenica 15 febbraio

Il 14 e 15 febbraio ritorna il pesce al Battiferro: un weekend da passare insieme tra buona cucina e momenti di confronto.
Sabato 14 ci vediamo a cena alle 20:00, mentre domenica 15 l’appuntamento è a pranzo alle 12:30 (Via del Battiferro 2). Il menù è fisso, a 35 €.

❗️ Da non perdere i due appuntamenti politici organizzati insieme all’Unione PD Navile:

📌 Sabato 14 febbraio | ore 18:30 | “Verso il 2027: costruire l’alternativa”. Dialogo tra Pierferdinando Casini, Andrea De Maria, Virginio Merola, Sandra Zampa
Modera Benedetta Manca (giornalista AGI)

📌 Domenica 15 febbraio | ore 11 | “Verso il 2027: una città e un quartiere che cambiano e guardano al futuro”. Con Matteo Lepore e Federica Mazzoni
Modera Andrea Zanchi (caporedattore Il Resto del Carlino)


Giornata del ricordo

Giornata del ricordo

Oggi 10 febbraio, nel Giorno del ricordo, commemoriamo la tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Ricordiamo tutte le vittime di questa pagina dolorosa della nostra storia che ha colpito migliaia di persone, nel secondo dopoguerra e nella più complessa vicenda del confine orientale. La memoria non è solo passato, ma sempre speranza e insegnamento per il futuro.


Appennino bolognese

Comuni montani: due pesi e due misure. Appennino bolognese punito dal governo

Il Governo ha deciso di togliere risorse ai Comuni montani. Con un colpo di penna, territori come Marzabotto, Sasso Marconi, Monte San Pietro e altri comuni dell’Appennino vengono declassati e perdono fondi fondamentali per servizi, manutenzione, scuole, strade e assistenza ai cittadini. Una scelta ingiusta, che colpisce comunità fragili e territori già segnati dallo spopolamento e dalle difficoltà quotidiane.

Ma mentre ai Comuni montani si tolgono risorse, il Governo continua a distribuire finanziamenti a pioggia a Comuni amministrati da forze politiche “amiche” e associazioni vicine, spesso senza criteri chiari e trasparenti. Questa non è attenzione ai territori. Questa è discriminazione politica!

La montagna non è di destra o di sinistra: è parte fondamentale del nostro Paese e va sostenuta tutta, non solo quando conviene.
Noi diciamo no a un’Italia divisa in cittadini di serie A e di serie B.
No ai tagli mascherati.
No all’uso politico delle risorse pubbliche.
Servono equità e rispetto per i Comuni montani.
Serve una politica che non punisca i territori più fragili.

Il Partito Democratico è al fianco delle comunità montane. Per difendere i servizi, i diritti e il futuro di questi territori.


Prima assemblea pubblica del Comitato bolognese Società Civile per il No nel Referendum

Sabato 7 febbraio, dalle 9.30 al Teatro Testoni di Bologna (via Matteotti 16) si terrà la prima assemblea pubblica del Comitato bolognese Società Civile per il No nel Referendum. Vi aspettiamo per l’evento di inaugurazione della campagna referendaria, sarà una mattinata di cultura e impegno civile. Di seguito, e nella locandina allegata, il programma e gli ospiti della mattinata.

Operazioni Speciali
Un racconto di e con Giuliano Turone, scrittore ed ex-magistrato. Con la partecipazione di Donatella Allegro, attrice e referente Comitato bolognese Società Civile per il No nel Referendum. Accompagnamento musicale di Daniele Branchini.

Intervengono:
Alberto Piccinini - avvocato e referente Comitato bolognese Società Civile per il No nel Referendum
Paolo Bolognesi - presidente Comitato bolognese Società Civile per il No nel Referendum
Matteo Lepore - sindaco di Bologna, "Appello dei Sindaci per il No", Lega delle Autonomie Locali
Corrado Caruso - professore Diritto costituzionale Unibo
Carlo Lucarelli - scrittore e conduttore
Emanuele Picci - magistrato, Comitato "Giusto dire NO"
Benedetta Tobagi - referente Comitato nazionale Società Civile per il No nel Referendum

🔗 Iscriviti all'evento QUI
QUI l'evento su Facebook

🤲🏻 Per sostenere la campagna referendaria, puoi versare un contributo sul conto corrente intestato a: A.N.P.I. Comitato provinciale di Bologna ETS, codice Iban IT26S0538702406000035268168, con la causale "contributo a sostegno del Comitato della società civile per il NO al referendum costituzionale sulla giustizia".

📍Hanno aderito fino ad ora alla Campagna:
ACLI Bologna, A.N.P.I. Comitato provinciale di Bologna ETS, ARCI Comitato Territoriale di Bologna APS, CDLM CGIL Bologna, Coalizione Civica Bologna, Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Comitato regionale contro ogni autonomia differenziata, Coordinamento democrazia costituzionale Bologna, Europa Verde Emilia Romagna, Il Manifesto in rete, Libera Bologna, Libertà e Giustizia Bologna, Link studenti indipendenti Bologna, Lista civica Lepore, Movimento Cinque Stelle Bologna, Partito Democratico Bologna, Rete degli Studenti Medi Bologna, Rete degli universitari UDU Bologna, Rifondazione Comunista Bologna, SIG SISP studenti indipendenti Bologna, Sinistra Italiana Bologna.


Torino: episodi di violenza che non ha niente a che fare con la democrazia e il diritto a manifestare le proprie idee

Ci uniamo alle parole della segreteria nazionale Elly Schlein sugli incidenti di ieri a Torino ed esprimiamo la nostra vicinanza agli agenti e ai giornalisti colpiti da una violenza che non ha niente a che fare con la democrazia e il diritto a manifestare le proprie idee.

«Quelle che giungono da Torino sono immagini inqualificabili di una violenza inaccettabile. La solidarietà mia e di tutto il Partito democratico va agli agenti delle Forze dell'Ordine e ai giornalisti colpiti e alla città di Torino, che hanno subito un'aggressione delinquenziale da parte di frange violente organizzate e a volto coperto. La nostra condanna della violenza è, come sempre, la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto».

Elly Schlein


Bologna Città 30 significa migliorare la città, siamo e saremo al fianco di questa scelta

La sicurezza stradale è una priorità, non un’opinione
La riduzione della velocità serve a salvare vite
L’innovazione urbana si fa con responsabilità e coraggio
Le città devono sperimentare migliori politiche pubbliche nell’interesse di tutti

Bologna deve continuare su questa strada:

  • Migliorare l’attuazione delle misure
  • Rafforzare i controlli
  • Ascoltare cittadine e cittadini
  • Dialogare con tutte le realtà sociali coinvolte

...un po’ di dati dalla sua entrata in vigore:

  • 17 vite salvate (differenze tra il biennio precedente e il biennio successivo)
  • 348 feriti in meno (differenze tra il biennio precedente e il biennio successivo)
  • 709 incidenti evitati (differenze tra il biennio precedente e il biennio successivo)
  • 66 milioni risparmio dei costi sociali da incidenti stradali (calcolato in base ai parametri del Ministero dei Trasporti, rivalutati all’anno 2025)
  • -22% incidenti classificati dal 118 con “codice rosso” (confronto tra 2025 e 2023)
  • 39,6% la velocità eccessiva è la violazione più ricorrente negli incidenti (dati della Polizia locale riferiti al 2025)

Il confronto con 14 grandi comuni (dati ISTAT 2023-2024):

  • Mortalità -47,6% -18,1% negli altri grandi comuni
  • Incidenti -9,8% +4,3% negli altri grandi comuni
  • Feriti -10,7% +3,9% negli altri grandi comuni

Questi sono i dati e non possono essere messi in discussione. È sbagliato:

  • Mescolare strade dove il limite non è in vigore (tangenziale e autostrada)
  • Paragonare due periodi successivi all’entrata in vigore

“La distrazione è il problema”? Dei 12 incidenti mortali del 2025, ben 9 sono avvenuti su strade dove era rimasto il limite dei 50 km/h.

Come cambia la mobilità (dati 2025 rispetto pre-Città 30):

  • -9% flussi di traffico urbano
  • -20.000 veicoli a motore
  • +19,1% flussi di biciclette

Bologna investe 16 milioni di euro:

  • Su intere strade per lo spazio pubblico anche con inserimento di zone verdi
  • In luoghi specifici, in particolare incroci e attraversamenti
  • Con dissuasori digitali luminosi che invitano a rallentare

Bologna Città 30 non è solo un limite di velocità. È un investimento sulla città.

  • Non facciamo passi indietro sulla tutela dell’incolumità delle persone
  • Bologna Città 30 significa migliorare la città, renderla più umana e più sicura

Siamo e saremo al fianco di questa scelta


Al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo vota NO

Questa riforma non riguarda i magistrati. Riguarda tutte e tutti noi.

Immagina un mondo in cui:

  • la tua causa di lavoro contro una grande azienda viene decisa da un giudice che teme di scontentare il Governo;
  • i tuoi diritti civili, come le decisioni sul fine vita, dipendono da un magistrato non più protetto da interferenze politiche.

Solo un giudice del lavoro indipendente può condannare una grande partecipata statale per un grave infortunio.

Solo un giudice civile autonomo può tutelare davvero i diritti e le garanzie dei cittadini.


Il vero obiettivo della riforma

Indebolire l’autonomia della magistratura per porla sotto il controllo del Governo, alterando l’equilibrio tra i poteri disegnato dalla Costituzione.

I problemi reali che vengono ignorati

  • Lentezza dei processi
  • Sovraffollamento delle carceri
  • Carenza di personale

L’obiettivo nascosto

Colpire il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), garante dell’indipendenza di ogni singolo magistrato.

La posta in gioco

L’equilibrio tra i poteri dello Stato, essenziale in una democrazia.


Le tre bugie del Governo

«Serve la separazione delle carriere» - Falso

Le carriere sono già separate nei fatti.
La riforma Cartabia ha reso i passaggi di funzione un’eccezione rarissima: in media meno di 30 magistrati su oltre 9.000 hanno cambiato funzione ogni anno dopo la riforma.
Si sta cambiando la Costituzione per un fenomeno statisticamente irrilevante.


«La riforma rende la giustizia più efficiente» - Falso

  • Non accelera i processi
  • Non stabilizza i 12.000 precari della giustizia
  • Non riduce gli errori giudiziari

Lo ammettono loro stessi:

«Questa riforma non influisce sull’efficienza della giustizia
e non rende i processi più veloci»

Carlo Nordio, 18 marzo 2025


«Il sorteggio eliminerà lo strapotere delle correnti nel CSM» - Falso

Il sorteggio mina competenza e autorevolezza.
Sostituire l’elezione con la casualità crea organi di autogoverno più deboli e più controllabili dalla politica.
Il sorteggio non esiste in nessuna parte del mondo per ruoli di alta garanzia democratica.
La democrazia si basa sulla scelta responsabile, non sul caso.


Qual è il vero obiettivo?

Controllare e indebolire il Consiglio Superiore della Magistratura per controllare e indebolire ogni singolo magistrato.

Il CSM non è un “sindacato dei giudici”. È l’organo previsto dalla Costituzione per garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dal potere politico.

È lo stesso Governo ad ammetterlo:

  • La riforma serve a impedire «l’intollerabile invadenza della magistratura» - Giorgia Meloni
  • Serve a riequilibrare «i poteri tra politica e magistratura» - Alfredo Mantovano
  • «Oggi serve a noi, domani servirà a loro» - Carlo Nordio
  • Obiettivo finale: «mettere i pubblici ministeri sotto l’esecutivo» - Andrea Delmastro delle Vedove

Non è un’ipotesi. È un progetto politico esplicito: ridurre i controlli di legalità sull’azione del Governo.
Tradotto: chi vince le elezioni non deve essere giudicato.


Un progetto più ampio

  • Indebolire il potere giudiziario → Giustizia
  • Rafforzare l’Esecutivo e svuotare il Parlamento → Premierato
  • Frammentare lo Stato, rendendo il centro più forte → Autonomia

Le conseguenze concrete

  • Separazione: il PM diventa un corpo separato e autoreferenziale
  • Il “super poliziotto”: un PM potente, senza contrappesi interni
  • Controllo politico: la politica ottiene un controllo diretto sul potere giudiziario

Risultato: un PM con poteri enormi e un giudice più debole.


Il metodo: nessun confronto

  • Il Parlamento è stato di fatto cancellato
  • Per la prima volta nella storia repubblicana, una riforma costituzionale di questa portata è stata approvata senza possibilità di modifica, nemmeno di una virgola
  • Il testo, scritto a Palazzo Chigi, è stato blindato e imposto senza confronto democratico

È un voto sui tuoi diritti

Non è un voto sui magistrati. I veri quesiti del referendum.

  • Vuoi giudici meno liberi di giudicare chi governa? NO
  • Vuoi che l’indipendenza del giudice sui tuoi diritti sia compromessa? NO
  • Vuoi indebolire la Costituzione, nata per difenderti dagli abusi di potere? NO

In conclusione

Questa riforma non risolve i problemi della giustizia.
Non riduce i tempi dei processi.
Tocca i tuoi diritti.

Ogni voto conta.
Il referendum non prevede quorum: vince chi prende un voto in più.

Informati. Parlane. Partecipa.

VOTA NO.

>> SCARICA TUTTE LE SLIDE <<

>> SCARICA I MATERIALI PER I SOCIAL <<

>> SCARICA I MATERIALI PER LA STAMPA <<


Il Partito Democratico ha partecipato alla manifestazione regionale promossa dai sindacati contro il commissariamento della Regione Emilia-Romagna sul dimensionamento scolastico

Bologna c’era, e con convinzione. Il Partito Democratico ha partecipato alla manifestazione regionale promossa dai sindacati contro il commissariamento della Regione Emilia-Romagna sul dimensionamento scolastico, perché riteneva importante esserci. Una mobilitazione riuscita e partecipata.

Come Partito Democratico di Bologna riteniamo la scelta del Governo di procedere con il dimensionamento nella nostra regione profondamente sbagliata. Non si tratta, come il governo vorrebbe far credere, di una semplice riorganizzazione amministrativa. Il dimensionamento, così come imposto, punta a creare istituti sempre più grandi, con bacini molto estesi, svuotando progressivamente la funzione pedagogica di dirigenti e personale scolastico, sempre più assorbiti dalla gestione burocratica.

L’Emilia-Romagna, è bene ricordarlo, è già oltre i parametri nazionali fissati dal Governo per numero di studenti per autonomia scolastica. Nonostante questo, viene imposto dal governo un ulteriore taglio che non nasce da inefficienze reali, ma da una redistribuzione numerica decisa a livello centrale, senza un confronto vero con i territori, senza guardare alle singole specificità. Anche nel nostro territorio metropolitano stanno emergendo ipotesi di accorpamento che coinvolgono diversi Comuni. Non sono ancora decisioni definitive, ed è anche questa incertezza a preoccuparci, perché rischiano di essere colpiti proprio i contesti più fragili e che avrebbero bisogno di maggiore supporto.

Per questo, come hanno già fatto le organizzazioni sindacali, il Coordinamento dei presidi dei consigli di istituto, l'Uncem e tanti altri attori che tengono vive le nostre comunità scolastiche, ci uniamo alla richiesta di fermare il processo così com’è impostato e di aprire un confronto serio e trasparente con i territori. La scuola pubblica è e deve restare un presidio educativo e di comunità. Difendere l’autonomia scolastica e una rete educativa di prossimità significa difendere il diritto allo studio e una certa idea di futuro per le nuove generazioni.


Emilia-Romagna terzultima in Italia per numero di agenti: 235 agenti ogni 100.000 abitanti

La sicurezza non si fa con gli annunci né con la campagna elettorale permanente, soprattutto quando si governa il Paese. Si fa attribuendo risorse, non lasciando soli i sindaci e scaricando su di loro responsabilità che spettano allo Stato. Quando il Governo parla di emergenza ma non rafforza la presenza sul territorio, il risultato è evidente: meno presidio, meno prevenzione, più rischi per cittadini.

Bologna e l’Emilia-Romagna fanno la loro parte ogni giorno. I Comuni investono, collaborano, tengono insieme le comunità. Chi governa a livello nazionale deve fare lo stesso, invece di scaricare sui territori le proprie mancanze. Chiediamo una cosa semplice e concreta: un rafforzamento stabile delle forze dell’ordine, senza propaganda e senza operazioni spot. Perché la sicurezza è una cosa seria e merita risposte serie.


?>