Dopo il voto, continua la mobilitazione: le iniziative sul territorio

Dopo la straordinaria mobilitazione che ha attraversato tutta la città metropolitana di Bologna in occasione della campagna referendaria, continua l'impegno dei nostri circoli e di tutto il gruppo dirigente bolognese, con momenti di di riflessione e confronto ...e anche qualche brindisi per festeggiare e ripartire.

Nelle scorse settimane volontarie e volontari, circoli e realtà associative hanno animato il territorio con iniziative pubbliche, incontri e banchetti informativi, contribuendo a costruire una partecipazione ampia e diffusa. Un impegno collettivo che ha coinvolto l’intera comunità democratica e che rappresenta un patrimonio politico e umano da cui ripartire.

Ora si apre una nuova fase: quella dell’analisi del voto e della discussione pubblica. Comprendere i risultati, leggere le dinamiche emerse nei territori, confrontarsi sulle scelte politiche e sulle prospettive future è un passaggio fondamentale per rafforzare l’azione politica e costruire le prossime sfide.

Per questo il Partito Democratico di Bologna promuove una serie di iniziative e incontri. Momenti di confronto che hanno l’obiettivo di tenere insieme analisi e proposta. Non si tratta solo di interpretare un risultato elettorale, ma di continuare un percorso di partecipazione e di impegno che ha visto Bologna protagonista. Da qui si riparte: dall’ascolto, dal confronto e dalla volontà di costruire risposte forti e credibili.


Bologna ha detto NO. Le parole del segretario provinciale Enrico Di Stasi

Un risultato che ci riempie di grande gioia, sia dal punto di vista dell'affluenza, una delle più alte mai viste, che ovviamente dal punto di vista dell'esito. Bologna e l'Emilia Romagna hanno, come sempre, dato un contributo determinante e una spinta formidabile all'esito del referendum che mette al riparo la giustizia, la nostra Costituzione e tutti i cittadini dall'ingerenza del potere politico nella magistratura.

Il risultato manda un messaggio chiaro e netto anche al governo Meloni che dovrà riflettere e al più presto su quello che è il reale sentimento del Paese.

Questo però è un messaggio importante anche per il centro-sinistra e per l'opposizione che, su messaggi chiari e di valore, può costituire un'alternativa per questo Paese. Il risultato di questo referendum dimostra in modo cristallino che c'è una larghissima parte del Paese, la maggioranza, che condivide tutta una serie di valori e una visione del Paese che non è quella di chi è al governo e che si è sentita chiamata a una battaglia per la Costituzione.

Voglio ringraziare il Partito Democratico, il suo gruppo dirigente, le iscritte e gli iscritti per l’importante lavoro che abbiamo fatto all'interno del comitato per il no al referendum e anche i fuori sede per il loro impegno che ha vanificato l'escamotage del governo per tenere fuori i giovani studenti dal voto.

Enrico Di Stasi
Segretario provinciale Pd Bologna


Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo: come si vota e perché votare NO

Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 cittadine e cittadini sono chiamati alle urne per il referendum costituzionale sulla riforma della magistratura, approvata dalla maggioranza nel 2025.

Si tratta di una consultazione importante, che riguarda l’organizzazione della giustizia e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Quando e come si vota

Le operazioni di voto si svolgono in due giorni:

  • Domenica 22 marzo: dalle ore 7 alle 23
  • Lunedì 23 marzo: dalle ore 7 alle 15

Per votare è necessario presentarsi al proprio seggio con:

  • un documento di identità valido;
  • la tessera elettorale.

In caso di tessera smarrita o completa, è possibile richiedere un duplicato all’ufficio elettorale del proprio Comune.

Possono votare tutte le cittadine e i cittadini italiani maggiorenni iscritti nelle liste elettorali. Gli italiani residenti all’estero hanno votato per corrispondenza nelle settimane precedenti.

Che tipo di referendum è

Quello del 22 e 23 marzo è un referendum costituzionale confermativo. Questo significa che:

  • serve a confermare o respingere una riforma della Costituzione già approvata dal Parlamento;
  • non è previsto il quorum;
  • il risultato è valido indipendentemente dal numero dei votanti.

In altre parole, vince l’opzione che ottiene anche un solo voto in più.

Come si vota

La scheda elettorale (di colore verde) presenta due possibilità:

  • SÌ → per confermare la riforma
  • NO → per respingerla

Votare NO significa opporsi all’entrata in vigore della riforma.

Cosa prevede la riforma

La riforma interviene sull’ordinamento della magistratura e sul funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), organo costituzionale che garantisce l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati.

Tra i punti principali:

  • modifiche alla struttura della magistratura;
  • cambiamenti nel sistema disciplinare;
  • interventi sul funzionamento del CSM.

Perché votare NO

Comitati della società civile, giuristi, avvocati, magistrati e il Partito Democratico invitano a votare NO per diverse ragioni. Secondo i promotori del NO, la riforma:

  • non risolve i problemi concreti della giustizia, come la lentezza dei processi o la carenza di personale;
  • non migliora l’efficienza del sistema giudiziario;
  • rischia di indebolire l’autonomia della magistratura;
  • può aumentare il controllo politico su un potere che dovrebbe rimanere indipendente.

L’indipendenza della magistratura non è una questione tecnica: riguarda direttamente la tutela dei diritti delle persone, dalle cause di lavoro alle libertà civili.

Una scelta che riguarda tutti

Il referendum del 22 e 23 marzo non riguarda solo gli addetti ai lavori.
Riguarda il funzionamento della democrazia e le garanzie di tutte e tutti.

Per questo è importante partecipare. Ogni voto conta.


L'impegno del Pd di Bologna per il NO al Referendum costituzionale

Il Partito Democratico di Bologna è in campo con una serie di iniziative per il NO al referendum costituzionale.

In tutto il territorio si stanno organizzando molti momenti per informare e spiegare in modo chiaro i contenuti della riforma e le ragioni per cui siamo contrari: presidi, banchetti informativi, iniziative e incontri pubblici.

Siamo convinti che la riforma Meloni/Nordio metta a rischio l’equilibrio costituzionale, non migliori il sistema giustizia e renda la magistratura meno indipendente e più fragile.

Ecco tutti gli incontri (in continuo aggiornamento):

    • 21 gennaio, ore 20.30 - Circolo Vergato - Piazza Capitani - Vergato
    • 23 gennaio, ore 18.30 - Circolo I Cento Passi/Nilde Iotti - Via Battiferro 2 - Bologna
    • 23 gennaio, ore 19.00 - Circolo Tubertini - Bologna
    • 28 gennaio, ore 20.30 - Circolo Pratello - Porto Saragozza - Bologna
    • 29 gennaio, ore 20.45 - Circolo Murri - Unione Santo Stefano - Via Murri 99 - Bologna
    • 1 febbraio, ore 12.00 - Unione Borgo Panigale - Via Del Giglio - Casa Del Popolo Nannetti - Bologna
    • 2 febbraio, ore 21.00 - San Lazzaro - Via Bellaria 7 - Arci San Lazzaro (Sala sopra al bar)
    • 7 febbraio, ore 14.30 - Circolo Grizzana - Via Roma 69 - Grizzana Morandi
    • 9 febbraio, ore 20.30 - Circolo Venturi - Via Risorgimento 284/A - Zola Predosa
    • 9 febbraio, ore 20.45 - Circolo Funo - Via Galliera 143 - Spazio 143 - Funo di Argelato
    • 9 febbraio, ore 21.00 - Circolo Minerbio - Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa 1 - Minerbio
    • 12 febbraio, ore 20.30 - Unione Castel Maggiore - Piazza Pace 9 - Casa Del Popolo - Castel Maggiore
    • 12 febbraio, ore 21.00 - Circolo Passepartout - Via Galliera 25 - Bologna
    • 14 febbraio, ore 10.00 - Banchetto Piazza Nettuno Bologna
    • 15 febbraio, ore 18.00 - Circolo San Lazzaro - Centro Sociale Fiorenzo Malpensa - Via Carlo Jussi 33 - San Lazzaro di Savena
    • 16 febbraio, ore 18.30 - Circolo Castenaso - Via Gramsci 21 - Castenaso
    • 16 febbraio, ore 20.45 - Unione Navile e Circolo Lame - modalità online
    • 19 febbraio, ore 19.30 - Cena di autofinanziamento - Circolo Arci San Lazzaro, via Bellaria 7 - San Lazzaro di Savena (a prenotazione è obbligatoria, entro il 16 febbraio). Per informazioni scrivere a: anpi.sanlazzaro.bo@gmail.com
    • 21 febbraio, ore 10.30 - Sala Fondazione Duemila - Piazza dell’Unità 4 - Bologna
    • 21 febbraio, ore 15.00 - Circolo di Castel di Casio
    • 22 febbraio, ore 10.30 - Circolo E. Berlinguer - Via Minghetti, 1 - Altedo (Malalbergo)
    • 23 febbraio, ore 19 - Circolo Mazzini - Arci Benassi - Viale Sergio Cavina 4 - Bologna
    • 23 febbraio, ore 20.30 - Sala Europa - Centro il Bargello - Via Europa 3 - Baricella
    • 23 febbraio, ore 20.30 - Auditorium - Via Saffi 50 - Budrio
    • 24 febbraio, ore 20.30 - Unione Borgo Panigale - Casa del Popolo Calari - Via Bertocchi 26
    • 27 febbraio ore 20.30 - Circolo Giusti Ferrarini - Borgo Panigale
    • 1 marzo ore 10.00 - Circolo di Lizzano in Belvedere
    • 1 marzo, ore 15.30 - Circolo Pianoro - Festa de l’Unità Via Garganelli 13 - Pianoro
    • 2 marzo, ore 20.00 - Centro civico Lavino - Via Ragazzi 6 - Anzola dell'Emilia
    • 2 marzo, ore 20.30 - Sala polivalente “Tigotà” - Via Galliera Sud 95 - San Pietro in Casale
    • 4 marzo, ore 20.30 - Circolo Pieve di Cento - Sala Dafni Carletti in Corte Battistelli - Pieve di Cento
    • 4 marzo, ore 20.45 - Circolo Passepartout - Via Galliera 25 - Bologna
    • 6 marzo, ore 18.30 - Casa della solidarietà - Via del Fanciullo 6 - Casalecchio di Reno
    • 6 marzo, ore 19.30 - Cena a sostegno del Comitato del NO - Via del Battiferro 2 - Bologna - Prenotazione obbligatoria entro il 4 marzo ai numeri 3489255743 (Pasquale) e 3456243162 (Antonella)
    • 7 marzo, ore 10.00 - Circolo Monzuno - Sala Coop - Via Val di Setta 35/A - Monzuno
    • 8 marzo, ore 10.00 - Unione San Donato/San Vitale - Sala Federazione PD Bologna - Via Andreini 2 - Bologna
    • 9 marzo, ore 20.30 - Sala consiliare Municipio di Monterenzio - Piazza Guerrino de Giovanni, 1 - Incontro promosso dal gruppo consiliare "Un futuro per Monterenzio" - Aderiscono PD e Comitato Società civile per il NO di Bologna
    • 10 marzo, ore 20.30 - Circolo PD Giusti Ferrarini
    • 13 marzo, ore 20.30 - Festa de l'Unità - Via Garganelli 13 - Bivio Pian di Macina-Pianoro
    • 13 marzo, ore 21 - Centro sociale ricreativo culturale Annalena Tonelli - Via Galletta, 42 - Fraz. La Mura San Carlo - San Lazzaro di Savena
    • 14 marzo ore 10 - Saletta pubblica - Via Carlo Lenzi 16 - Castel D'Aiano
    • 15 marzo ore 10.30 - Manifestazione con Elly Schlein - Piazza San Francesco - Bologna
    • 15 marzo, ore 10.30 - Circolo Murri - Via Murri 99 - Bologna
    • 16 marzo, ore 20.30 - Circolo Sant'Agata Bolognese - Capannone delle Feste - Via Rubiera 30 - Sant'Agata Bolognese
    • 16 marzo, ore 20.30 - Circolo Monte San Pietro - Via Lavino 60 - Calderino
    • 17 marzo, ore 19.30 - Circolo PD Rastignano - Circolo ARCI Rastignano - Via Valle Verde 1/2 - Rastignano
    • 18 marzo, ore 20.45 - Circolo Davide Orsini - Viale della Repubblica 14 - Bologna
    • 19 marzo, ore 19 - Circolo Bolognina centro - Piazza dell'Unità 4 - Bologna
    • 20 marzo, ore 20.30 - Circolo Tubertini - Via Normandia 4 - Bologna

Iniziative NO Bologna


Prima assemblea pubblica del Comitato bolognese Società Civile per il No nel Referendum

Sabato 7 febbraio, dalle 9.30 al Teatro Testoni di Bologna (via Matteotti 16) si terrà la prima assemblea pubblica del Comitato bolognese Società Civile per il No nel Referendum. Vi aspettiamo per l’evento di inaugurazione della campagna referendaria, sarà una mattinata di cultura e impegno civile. Di seguito, e nella locandina allegata, il programma e gli ospiti della mattinata.

Operazioni Speciali
Un racconto di e con Giuliano Turone, scrittore ed ex-magistrato. Con la partecipazione di Donatella Allegro, attrice e referente Comitato bolognese Società Civile per il No nel Referendum. Accompagnamento musicale di Daniele Branchini.

Intervengono:
Alberto Piccinini - avvocato e referente Comitato bolognese Società Civile per il No nel Referendum
Paolo Bolognesi - presidente Comitato bolognese Società Civile per il No nel Referendum
Matteo Lepore - sindaco di Bologna, "Appello dei Sindaci per il No", Lega delle Autonomie Locali
Corrado Caruso - professore Diritto costituzionale Unibo
Carlo Lucarelli - scrittore e conduttore
Emanuele Picci - magistrato, Comitato "Giusto dire NO"
Benedetta Tobagi - referente Comitato nazionale Società Civile per il No nel Referendum

🔗 Iscriviti all'evento QUI
QUI l'evento su Facebook

🤲🏻 Per sostenere la campagna referendaria, puoi versare un contributo sul conto corrente intestato a: A.N.P.I. Comitato provinciale di Bologna ETS, codice Iban IT26S0538702406000035268168, con la causale "contributo a sostegno del Comitato della società civile per il NO al referendum costituzionale sulla giustizia".

📍Hanno aderito fino ad ora alla Campagna:
ACLI Bologna, A.N.P.I. Comitato provinciale di Bologna ETS, ARCI Comitato Territoriale di Bologna APS, CDLM CGIL Bologna, Coalizione Civica Bologna, Comitato bolognese Scuola e Costituzione, Comitato regionale contro ogni autonomia differenziata, Coordinamento democrazia costituzionale Bologna, Europa Verde Emilia Romagna, Il Manifesto in rete, Libera Bologna, Libertà e Giustizia Bologna, Link studenti indipendenti Bologna, Lista civica Lepore, Movimento Cinque Stelle Bologna, Partito Democratico Bologna, Rete degli Studenti Medi Bologna, Rete degli universitari UDU Bologna, Rifondazione Comunista Bologna, SIG SISP studenti indipendenti Bologna, Sinistra Italiana Bologna.


Al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo vota NO

Questa riforma non riguarda i magistrati. Riguarda tutte e tutti noi.

Immagina un mondo in cui:

  • la tua causa di lavoro contro una grande azienda viene decisa da un giudice che teme di scontentare il Governo;
  • i tuoi diritti civili, come le decisioni sul fine vita, dipendono da un magistrato non più protetto da interferenze politiche.

Solo un giudice del lavoro indipendente può condannare una grande partecipata statale per un grave infortunio.

Solo un giudice civile autonomo può tutelare davvero i diritti e le garanzie dei cittadini.


Il vero obiettivo della riforma

Indebolire l’autonomia della magistratura per porla sotto il controllo del Governo, alterando l’equilibrio tra i poteri disegnato dalla Costituzione.

I problemi reali che vengono ignorati

  • Lentezza dei processi
  • Sovraffollamento delle carceri
  • Carenza di personale

L’obiettivo nascosto

Colpire il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), garante dell’indipendenza di ogni singolo magistrato.

La posta in gioco

L’equilibrio tra i poteri dello Stato, essenziale in una democrazia.


Le tre bugie del Governo

«Serve la separazione delle carriere» - Falso

Le carriere sono già separate nei fatti.
La riforma Cartabia ha reso i passaggi di funzione un’eccezione rarissima: in media meno di 30 magistrati su oltre 9.000 hanno cambiato funzione ogni anno dopo la riforma.
Si sta cambiando la Costituzione per un fenomeno statisticamente irrilevante.


«La riforma rende la giustizia più efficiente» - Falso

  • Non accelera i processi
  • Non stabilizza i 12.000 precari della giustizia
  • Non riduce gli errori giudiziari

Lo ammettono loro stessi:

«Questa riforma non influisce sull’efficienza della giustizia
e non rende i processi più veloci»

Carlo Nordio, 18 marzo 2025


«Il sorteggio eliminerà lo strapotere delle correnti nel CSM» - Falso

Il sorteggio mina competenza e autorevolezza.
Sostituire l’elezione con la casualità crea organi di autogoverno più deboli e più controllabili dalla politica.
Il sorteggio non esiste in nessuna parte del mondo per ruoli di alta garanzia democratica.
La democrazia si basa sulla scelta responsabile, non sul caso.


Qual è il vero obiettivo?

Controllare e indebolire il Consiglio Superiore della Magistratura per controllare e indebolire ogni singolo magistrato.

Il CSM non è un “sindacato dei giudici”. È l’organo previsto dalla Costituzione per garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura dal potere politico.

È lo stesso Governo ad ammetterlo:

  • La riforma serve a impedire «l’intollerabile invadenza della magistratura» - Giorgia Meloni
  • Serve a riequilibrare «i poteri tra politica e magistratura» - Alfredo Mantovano
  • «Oggi serve a noi, domani servirà a loro» - Carlo Nordio
  • Obiettivo finale: «mettere i pubblici ministeri sotto l’esecutivo» - Andrea Delmastro delle Vedove

Non è un’ipotesi. È un progetto politico esplicito: ridurre i controlli di legalità sull’azione del Governo.
Tradotto: chi vince le elezioni non deve essere giudicato.


Un progetto più ampio

  • Indebolire il potere giudiziario → Giustizia
  • Rafforzare l’Esecutivo e svuotare il Parlamento → Premierato
  • Frammentare lo Stato, rendendo il centro più forte → Autonomia

Le conseguenze concrete

  • Separazione: il PM diventa un corpo separato e autoreferenziale
  • Il “super poliziotto”: un PM potente, senza contrappesi interni
  • Controllo politico: la politica ottiene un controllo diretto sul potere giudiziario

Risultato: un PM con poteri enormi e un giudice più debole.


Il metodo: nessun confronto

  • Il Parlamento è stato di fatto cancellato
  • Per la prima volta nella storia repubblicana, una riforma costituzionale di questa portata è stata approvata senza possibilità di modifica, nemmeno di una virgola
  • Il testo, scritto a Palazzo Chigi, è stato blindato e imposto senza confronto democratico

È un voto sui tuoi diritti

Non è un voto sui magistrati. I veri quesiti del referendum.

  • Vuoi giudici meno liberi di giudicare chi governa? NO
  • Vuoi che l’indipendenza del giudice sui tuoi diritti sia compromessa? NO
  • Vuoi indebolire la Costituzione, nata per difenderti dagli abusi di potere? NO

In conclusione

Questa riforma non risolve i problemi della giustizia.
Non riduce i tempi dei processi.
Tocca i tuoi diritti.

Ogni voto conta.
Il referendum non prevede quorum: vince chi prende un voto in più.

Informati. Parlane. Partecipa.

VOTA NO.

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