Riparte il dialogo tra Partito Democratico e mondo venatorio. Bene l’incontro sulla riforma della caccia del 17 maggio

Grande partecipazione ieri sera alla Casa di Quartiere Croce Coperta Papini di Bologna per l’incontro pubblico promosso dal Partito Democratico sul tema della riforma della legge sulla caccia e delle sue ricadute sul territorio bolognese.

L’iniziativa, che ha visto la presenza di rappresentanti istituzionali, del mondo venatorio, agricolo e associativo, ha segnato un importante momento di confronto e ascolto reciproco, confermando la volontà di riaprire un dialogo serio e concreto tra il Partito Democratico e i soggetti impegnati nella gestione del territorio e della fauna selvatica.

Numerosa la partecipazione di cittadini, cacciatori, operatori agricoli, rappresentanti degli ATC e amministratori locali, a testimonianza di quanto il tema sia sentito e di quanto vi sia la necessità di uscire dalle contrapposizioni ideologiche per costruire soluzioni condivise.

Nel corso del dibattito sono emerse sensibilità e opinioni differenti, ma anche una diffusa consapevolezza: la gestione della fauna selvatica, il contenimento degli ungulati, la tutela delle attività agricole e la salvaguardia degli equilibri ambientali richiedono strumenti efficaci, competenze, risorse adeguate e soprattutto collaborazione tra istituzioni e territori.

Gli interventi dei parlamentari Stefano Vaccari e Virginio Merola, del consigliere regionale Maurizio Fabbri, insieme ai contributi dei rappresentanti degli ATC BO1, BO2 e BO3 e delle realtà territoriali presenti, hanno evidenziato la necessità di una riforma costruita sui dati scientifici, sul coinvolgimento reale dei territori e sul rispetto delle competenze locali.

Particolarmente apprezzato il clima dell’incontro, improntato al confronto costruttivo e alla ricerca di punti comuni, pur nella legittima diversità delle posizioni. È emersa con chiarezza la volontà di proseguire il percorso avviato ieri sera, mantenendo aperto un canale stabile di dialogo con il mondo venatorio e agricolo bolognese.

“Non servono slogan o contrapposizioni — è stato sottolineato nel corso della serata — ma una politica capace di ascoltare e di costruire risposte concrete ai problemi reali del territorio”.

L’incontro di Bologna rappresenta così un primo passo importante verso una nuova fase di confronto pubblico su temi che riguardano ambiente, sicurezza, agricoltura e gestione della fauna, con l’obiettivo di individuare soluzioni equilibrate e condivise nell’interesse della comunità.


Dare il giusto riconoscimento al lavoro sociale: al via un percorso di confronto con Terzo settore, sindacati e cooperazione

Mercoledì 20 maggio, alle ore 20.30, presso la sede della Fondazione Duemila in Piazza dell’Unità 4 a Bologna, il Partito Democratico di Bologna promuove l’incontro Dare il giusto riconoscimento al lavoro sociale, un primo momento di confronto pubblico dedicato al valore, alle condizioni e alle prospettive del lavoro sociale, a partire dal nostro territorio.

L’iniziativa rappresenta l’avvio di un percorso più ampio, che proseguirà con ulteriori appuntamenti dedicati al tema, in cui saranno coinvolti anche amministratrici e amministratori. L’obiettivo è avere una interlocuzione con tutte le persone e le realtà coinvolte nella cura, nell’inclusione e nel sostegno alle persone e alle comunità.

Il lavoro sociale rappresenta una componente fondamentale del welfare territoriale e quindi della coesione delle nostre comunità. Riconoscerne pienamente il ruolo e il valore significa affrontare questioni centrali: la qualità del lavoro, le condizioni contrattuali, la sostenibilità dei servizi, il rapporto tra pubblico, privato sociale e Terzo settore, il riconoscimento sociale e professionale di chi ogni giorno opera accanto alle persone più fragili e nei servizi essenziali.

L’incontro sarà condotto da Antonella Di Pietro ed Erika Ferranti, della Segreteria PD Bologna. Porteranno i saluti Enrico Di Stasi, Segretario PD Bologna, e Mery De Martino, della Segreteria PD Bologna.

Interverranno Alberto Alberani, del Forum del Terzo Settore Emilia-Romagna, Rossella Vigneri, portavoce del Forum Terzo Settore Bologna, Erika Capasso, delegata al Terzo settore e all’amministrazione condivisa del Comune di Bologna, Simonetta Donati, presidente CSAPSA, Marco Iacono, della Segreteria Funzione Pubblica CGIL Bologna, Stefano Franceschelli, Segretario generale CISL FP, e Manuel Michelacci, coordinatore UIL Bologna.

Hanno dato la disponibilità ad intervenire Daniela Freddi, Fabrizia Paltrinieri, Leonardo Callegari, Alessandro Mengoli, Emanuele Monaci, Arianna Lazzari. È possibile comunicare la proprioa disponibilità ad intervenire nell’auspicio di raccogliere il maggior numero possibile di voci e di contributi.

A seguire, si terrà un dibattito a microfono aperto, pensato per raccogliere ulteriori contributi, esperienze, proposte e sollecitazioni utili alla costruzione del percorso.


Sviluppo inclusivo e disabilità, il PD Bologna avvia il percorso “Cambiamo prospettiva”

È iniziato venerdì 15 maggio a Zola Predosa il percorso promosso dal Partito Democratico di Bologna dedicato allo sviluppo economico inclusivo intitolato “cambiamo prospettiva”.

La definizione di disabilità adottata dall’ONU che si trova nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) del 2006 ci aiuta in questo cambio di prospettiva. Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che, in interazione con barriere di diversa natura, possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri.

Questa definizione è importante perché supera l’idea che la disabilità sia soltanto una condizione individuale o medica: la disabilità nasce anche dall’interazione tra la persona e le barriere presenti nella società — fisiche, culturali, sociali, economiche o digitali.

Come PD riteniamo fondamentale affrontare il tema dello sviluppo economico inclusivo: costruire territori più accessibili significa creare comunità più forti, innovative e giuste, dove nessuno venga lasciato indietro e dove ogni persona possa contribuire con il proprio talento e le proprie competenze.

Il percorso proseguirà l’8 giugno a Granarolo con un nuovo appuntamento dedicato al tema del lavoro, dell’inserimento lavorativo e dei nuovi settori di business, per discutere di come creare occupazione di qualità e nuove opportunità realmente aperte a tutte e tutti


1 maggio 2026

1° maggio a Bologna: salari, lavoro e diritti. Le proposte del PD e tutti i banchetti

Il 1° maggio è la giornata del lavoro, ma anche il momento per fare il punto su cosa sta succedendo nel Paese.

In questi anni i salari reali sono diminuiti mentre il costo della vita è cresciuto in modo significativo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: lavorare non basta più per vivere con tranquillità.

CON IL GOVERNO MELONI SALARI BASSI E PREZZI ALTISSIMI

Il governo Meloni ha lasciato crollare i salari reali (-9%) mentre il costo della spesa è salito (+25%).
Toccherà a noi introdurre il salario minimo legale e il rinnovo dei contratti per recuperare il potere d’acquisto.

CON IL GOVENO MELONI L’ECONOMIA SI È FERMATA

Con il governo Meloni la crescita è a zero e la produzione industriale è in calo da 3 anni: nessuna politica industriale, soprattutto da giugno ‘26 cioè da quando sarà finito l’effetto PNRR.
Toccherà a noi sviluppare un piano industriale nazionale su innovazione, transizione ecologica e lavoro di qualità.

CON IL GOVERNO MELONI SOLO TASSE ALTE E BOLLETTE ALLE STELLE

Il governo Meloni ha portato ad una pressione fiscale ai massimi da 12 anni e ad un costo dell’energia tra il più caro d’Europa.
Toccherà a noi tagliare il costo del lavoro e fare investimenti sulle rinnovabili per abbassare le bollette.

CON IL GOVERNO MELONI LAVORO POVERO E PRECARIETÀ SONO CRESCIUTI

Le scelte sbagliate del governo Meloni hanno portato a 4 milioni di lavoratori poveri senza salario minimo.
Toccherà a noi prevedere politiche di contrasto allo sfruttamento, fermando il part-time involontario e i contratti precari.

CON IL GOVERNO MELONI I GIOVANI SONO STATI COSTRETTI A PARTIRE

Il governo Meloni ha aumentato gli stage non pagati annullando ogni prospettiva giovanile: o lavori gratis o emigri.
Toccherà a noi abolire gli stage gratuiti, stabilizzando lavoro e diritto a restare in Italia.

IL GOVERNO MELONI HA PENALIZZATE LE DONNE NEL LAVORO

Le scelte sbagliate del governo Meloni hanno portato ad una diminuzione dell’occupazione femminile e della diffusione del part-time forzato.
Toccherà a noi occuparci di parità salariale e congedi paritari (5 mesi per entrambi i genitori).

IL GOVERNO MELONI È PER UNA SANITÀ IN BASE AL PORTAFOGLIO

Con il governo Meloni il numero di persone che ha rinunciato a curarsi è passata da 4,5 a 6 milioni.
Toccherà a noi investire più fondi alla sanità pubblica, assunzioni e riduzione delle liste d’attesa.

IL GOVERNO MELONI HA TAGLIATO SCUOLA E UNIVERSITÀ

Il governo Meloni ha tagliato fondi e previsto misure securitarie nelle scuole.
Toccherà a noi realizzare un scuola pubblica forte, libri e trasporti gratuiti, più investimenti in università e psicologi a supporto delle fragilità.

PER IL GOVERNO MELONI AMBIENTE E LAVORO SONO OCCASIONI PERSE

In questi 4 anni il governo ha rallentato le rinnovabili con gravi ritardi sulla transizione: persi investimenti e posti di lavoro.
Toccherà a noi sviluppare una strategia nazionale di energia pulita e creare lavoro stabile e sostenibile.


Come ogni anno il 1° maggio saremo in piazza dalla parte di chi lavora, di chi cerca un salario giusto, di chi chiede sicurezza, contratti veri, pari opportunità e un futuro nel proprio Paese.

Di seguito tutti i banchetti in città e provincia.

Città:

    • Borgo Panigale - Porto Saragozza - dalle 9,00 alle 12,00 - Festa della Libertà Parco Cevenini via Biancolelli 41
    • Navile - Bolognina Centro - dalle 9,30 alle 11,30 - Piazza dell'Unità angolo Via Matteotti / Circolo ARCI Ippodromo via di Corticella 61
    • Navile - I Cento Passi - dalle 9,30 alle 11,30 - Circolo PD - Via del Battiferro 2
    • Navile - Lame - dalle 9,30 alle 11,30 - Edicola di Pescarola / Orti di Pescarola / Noce / Casa Gialla / Circolo PD via della Grazia 13/B
    • Navile - Trentin Gandhi - dalle 9,30 alle 11,30 - Piazzetta Villa Torchi - via Colombarola 42 / Casa di Quartiere Croce Coperta - Via Papini 28
    • Porto - Saragozza 2 Agosto 1980 - dalle 9.30 alle 12.30 - Circolo PD via Casarini 22
    • Porto - Saragozza Andrea Costa - dalle 10.00 alle 12.00 - Circolo PD via Porrettana 85/D
    • Porto - Saragozza Gramsci - dalle 9,00 alle 12,00 - Circolo PD via Pasubio 37
    • Porto - Saragozza Passepartout - Pratello - dalle 9,00 alle 12,30 - Piazza Maggiore
    • San Donato Centro - dalle 9.30 alle 11.30 - Casa del Popolo "Corazza" via Andreini 6
    • San Donato Davide Orsini - dalle 10.00 alle 12.30 - Parco John Lennon vie del Lavoro
    • Santo Stefano-Colli - dalle 10.00 alle 12.00 - via San Mamolo 111/A
    • Savena - Mazzini -  dalle 9,30 alle 12,00 - presso ARCI Benassi via Cavina 4
    • Savena - San Ruffillo - dalle 9,30 alle 12,00 -  Circolo PD via Abba 12/a

Provincia:

    • Budrio - dalle 10.00 alle 12.00 - Piazza Filopanti
    • Casalecchio di Reno - dalle ore 11,30 - Casa dei Popoli via Cimarosa 107
    • Castel D'Aiano - dalle 9,30 alle 12,00 - davanti al Municipio Piazza Nanni Levera 12
    • Castel Maggiore - dalle 9,30 alle 12,00 - Sede PD via Gramsci 167
    • Castenaso - dalle 10.00 alle 12.00 - Via Nasica Tosarelli capoluogo e Villanova di Castenaso
    • Crevalcore - dalle 9,00 alle 12,30 - Sede PD via Matteotti 40 / ARCI Caselle via del Papa 47
    • Granarolo - dalle 9.30 alle 11.30 - Circolo PD via San Donato 27 - Quarto / Municipio di Granarolo via San Donato 199
    • Minerbio - dalle 10.00 alle 12.00 - Parco 2 Agosto
    • Monzuno - dalle 9.30 alle 12.30 - Piazza XXIV Maggio / Piazza della Libertà - Vado
    • Pianoro - dalle 10.00 alle 12.00 -  Corso Esperanto - Pianoro Nuovo / Circolo ARCI "Al Butghen" con SPI-CGIL - Botteghino
    • Sala Bolognese - Calderara di Reno - ore 12,30 - Centro Feste Ivo Degli Esposti - via dei Bersaglieri 7 Osteria Nuova - Sala Bolognese
    • San Giovanni in Persiceto - dalle 9.00 alle 12 - Piazza del Popolo / ore 12,30 - FestUnità via Sicilia 1, San Matteo della Decima
    • San Lazzaro - dalle 10.00 alle 13.00- ARCI San Lazzaro via Bellaria 7
    • Sant'Agata Bolognese - dalle 9,00 alle 12,30 - Festa Unità di Sant' Agata
    • Sasso Marconi - ore 12,30 - Festa Unità Parco del Chiù - Pontecchio Marconi
    • Valsamoggia - dalle 11,30 - Centro Feste Calcara
    • Vergato - dalle 9,30 alle 12,00 - Piazza Capitani della Montagna
    • Zola Predosa - dalle 9,00 alle 12,00 - Circolo PD via Risorgimento 284/a - Lavino / Edicola di Riale / Centro Ilaria Alpi via Matilde di Canossa 2/b Ponte Ronca

Qui a Bologna noi facciamo così. La campagna per l’adesione al PD di Bologna

Parte da qui la campagna di tesseramento 2026 del Partito Democratico di Bologna: dalle scelte fatte in questi anni e dal modo in cui questa città affronta i problemi concreti.

Bologna è una comunità che ha investito su mobilità sostenibile, servizi, cultura e inclusione. Una città che prova a tenere insieme sviluppo e diritti, attenzione alle persone e qualità della vita. Un percorso che richiede continuità, responsabilità e la capacità di ascoltare.

Qual è l’ispirazione?
“Qui a Bologna noi facciamo così” ripropone, in chiave bolognese, lo scritto di Pericle “Discorso agli Ateniesi del 431 a.C.”, per valorizzare un modo di amministrare che parte dai bisogni reali e costruisce risposte nel tempo, con serietà e senza semplificazioni.

Ecco, quindi, che vogliamo ripartire da ciò che è stato fatto, ma soprattutto da quello che possiamo continuare a costruire insieme. Il tesseramento è anche un momento di apertura. Un’occasione per allargare la partecipazione, per incontrare persone nuove, per mettere in connessione esperienze, idee e punti di vista diversi. Non è solo adesione, ma uno spazio in cui confrontarsi e contribuire.

Quando si allarga la partecipazione, le scelte sono più forti e più radicate nella città. Per questo vogliamo continuare a costruire una comunità politica aperta, capace di coinvolgere e ascoltare.

La politica, per noi, parte da qui: dai territori, dalle relazioni, dalla volontà di costruire insieme.

Qui a Bologna noi facciamo così. E vogliamo continuare a farlo insieme.


Scritte offensive e minacce di morte al sindaco Lepore: grave episodio di violenza, si abbassinoi toni

Stanotte la sede della Federazione del Partito Democratico di Bologna, in via Andreini, è stata vandalizzata con un gesto gravissimo e vigliacco che qualifica chiaramente chi lo ha compiuto. Scritte oltraggiose e minacce, fino ad arrivare a gravi intimidazioni di morte nei confronti del sindaco Matteo Lepore, rappresentano l’espressione di una frangia violenta e antidemocratica che nulla ha a che fare con il confronto civile.

Il contenuto delle scritte evidenzia anche un preoccupante distacco dalla realtà cittadina. In questo senso è particolarmente inquietante la presenza del triangolo rosso rovesciato accanto al nome del sindaco, simbolo carico di significati che richiama linguaggi e pratiche che Bologna ha sempre respinto.

Allo stesso modo, la scritta “il Pilastro vi guarda con odio” tenta strumentalmente di attribuire a un intero quartiere il pensiero di pochi individui isolati. È una rappresentazione falsa: il Pilastro è una comunità viva, plurale, che ogni giorno si confronta e dialoga con le istituzioni e con il Partito Democratico.

Da settimane assistiamo a un’escalation di scritte e atti di odio nei confronti di partiti e amministratori. Per questo rivolgiamo un appello netto: si abbassino i toni. Il confronto politico, anche duro, non può mai degenerare in intimidazione o violenza.
Bologna ha sempre dato prova di civiltà democratica, facendo del pluralismo e del dialogo il proprio tratto distintivo. Metodi e ideologie antidemocratiche e squadristiche saranno sempre condannati e respinti. Bologna, Medaglia d’oro della Resistenza, non darà mai spazio a queste derive: non avranno cittadinanza e non passeranno.

Enrico Di Stasi, segretario provinciale Pd Bologna


Dopo il voto, continua la mobilitazione: le iniziative sul territorio

Dopo la straordinaria mobilitazione che ha attraversato tutta la città metropolitana di Bologna in occasione della campagna referendaria, continua l'impegno dei nostri circoli e di tutto il gruppo dirigente bolognese, con momenti di di riflessione e confronto ...e anche qualche brindisi per festeggiare e ripartire.

Nelle scorse settimane volontarie e volontari, circoli e realtà associative hanno animato il territorio con iniziative pubbliche, incontri e banchetti informativi, contribuendo a costruire una partecipazione ampia e diffusa. Un impegno collettivo che ha coinvolto l’intera comunità democratica e che rappresenta un patrimonio politico e umano da cui ripartire.

Ora si apre una nuova fase: quella dell’analisi del voto e della discussione pubblica. Comprendere i risultati, leggere le dinamiche emerse nei territori, confrontarsi sulle scelte politiche e sulle prospettive future è un passaggio fondamentale per rafforzare l’azione politica e costruire le prossime sfide.

Per questo il Partito Democratico di Bologna promuove una serie di iniziative e incontri. Momenti di confronto che hanno l’obiettivo di tenere insieme analisi e proposta. Non si tratta solo di interpretare un risultato elettorale, ma di continuare un percorso di partecipazione e di impegno che ha visto Bologna protagonista. Da qui si riparte: dall’ascolto, dal confronto e dalla volontà di costruire risposte forti e credibili.


Bologna ha detto NO. Le parole del segretario provinciale Enrico Di Stasi

Un risultato che ci riempie di grande gioia, sia dal punto di vista dell'affluenza, una delle più alte mai viste, che ovviamente dal punto di vista dell'esito. Bologna e l'Emilia Romagna hanno, come sempre, dato un contributo determinante e una spinta formidabile all'esito del referendum che mette al riparo la giustizia, la nostra Costituzione e tutti i cittadini dall'ingerenza del potere politico nella magistratura.

Il risultato manda un messaggio chiaro e netto anche al governo Meloni che dovrà riflettere e al più presto su quello che è il reale sentimento del Paese.

Questo però è un messaggio importante anche per il centro-sinistra e per l'opposizione che, su messaggi chiari e di valore, può costituire un'alternativa per questo Paese. Il risultato di questo referendum dimostra in modo cristallino che c'è una larghissima parte del Paese, la maggioranza, che condivide tutta una serie di valori e una visione del Paese che non è quella di chi è al governo e che si è sentita chiamata a una battaglia per la Costituzione.

Voglio ringraziare il Partito Democratico, il suo gruppo dirigente, le iscritte e gli iscritti per l’importante lavoro che abbiamo fatto all'interno del comitato per il no al referendum e anche i fuori sede per il loro impegno che ha vanificato l'escamotage del governo per tenere fuori i giovani studenti dal voto.

Enrico Di Stasi
Segretario provinciale Pd Bologna


Referendum costituzionale del 22 e 23 marzo: come si vota e perché votare NO

Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 cittadine e cittadini sono chiamati alle urne per il referendum costituzionale sulla riforma della magistratura, approvata dalla maggioranza nel 2025.

Si tratta di una consultazione importante, che riguarda l’organizzazione della giustizia e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Quando e come si vota

Le operazioni di voto si svolgono in due giorni:

  • Domenica 22 marzo: dalle ore 7 alle 23
  • Lunedì 23 marzo: dalle ore 7 alle 15

Per votare è necessario presentarsi al proprio seggio con:

  • un documento di identità valido;
  • la tessera elettorale.

In caso di tessera smarrita o completa, è possibile richiedere un duplicato all’ufficio elettorale del proprio Comune.

Possono votare tutte le cittadine e i cittadini italiani maggiorenni iscritti nelle liste elettorali. Gli italiani residenti all’estero hanno votato per corrispondenza nelle settimane precedenti.

Che tipo di referendum è

Quello del 22 e 23 marzo è un referendum costituzionale confermativo. Questo significa che:

  • serve a confermare o respingere una riforma della Costituzione già approvata dal Parlamento;
  • non è previsto il quorum;
  • il risultato è valido indipendentemente dal numero dei votanti.

In altre parole, vince l’opzione che ottiene anche un solo voto in più.

Come si vota

La scheda elettorale (di colore verde) presenta due possibilità:

  • SÌ → per confermare la riforma
  • NO → per respingerla

Votare NO significa opporsi all’entrata in vigore della riforma.

Cosa prevede la riforma

La riforma interviene sull’ordinamento della magistratura e sul funzionamento del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), organo costituzionale che garantisce l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati.

Tra i punti principali:

  • modifiche alla struttura della magistratura;
  • cambiamenti nel sistema disciplinare;
  • interventi sul funzionamento del CSM.

Perché votare NO

Comitati della società civile, giuristi, avvocati, magistrati e il Partito Democratico invitano a votare NO per diverse ragioni. Secondo i promotori del NO, la riforma:

  • non risolve i problemi concreti della giustizia, come la lentezza dei processi o la carenza di personale;
  • non migliora l’efficienza del sistema giudiziario;
  • rischia di indebolire l’autonomia della magistratura;
  • può aumentare il controllo politico su un potere che dovrebbe rimanere indipendente.

L’indipendenza della magistratura non è una questione tecnica: riguarda direttamente la tutela dei diritti delle persone, dalle cause di lavoro alle libertà civili.

Una scelta che riguarda tutti

Il referendum del 22 e 23 marzo non riguarda solo gli addetti ai lavori.
Riguarda il funzionamento della democrazia e le garanzie di tutte e tutti.

Per questo è importante partecipare. Ogni voto conta.


Italia Meteo: il trasferimento è una scelta sbagliata del Governo, contro Bologna

Il Partito Democratico di Bologna ribadisce la propria contrarietà alla decisione del Governo di trasferire da Bologna a Roma l’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia ItaliaMeteo, un ente pubblico strategico per il coordinamento dei dati meteorologici e la produzione di modelli previsionali per tutto il Paese.

Secondo quanto comunicato dalla Protezione civile, il trasferimento della sede dell’agenzia dovrebbe avvenire a breve, nonostante le proteste delle istituzioni locali e dei lavoratori.

Per il Partito Democratico si tratta di una decisione grave e incomprensibile, che rischia di indebolire un ecosistema scientifico e tecnologico costruito negli ultimi anni proprio a Bologna, intorno al Tecnopolo e alle infrastrutture dedicate alla ricerca sui dati climatici e meteorologici.

Difendere lavoro, competenze e un ecosistema scientifico

Il trasferimento comporterebbe conseguenze concrete sia sul piano scientifico sia su quello occupazionale. A Bologna infatti operano lavoratrici e lavoratori altamente qualificati che hanno contribuito allo sviluppo dell’agenzia e che oggi rischiano di essere costretti a trasferirsi o di vedere compromessa la continuità delle attività.

Inoltre, ItaliaMeteo è inserita in un sistema di eccellenza internazionale che comprende il supercomputer Leonardo, il Centro europeo per le previsioni meteorologiche e altre istituzioni di ricerca dedicate ai cambiamenti climatici e ai big data.

Per questo il PD bolognese chiede ancora una volta al Governo di fermarsi e aprire un confronto serio con il territorio. Siamo di fronte a una scelta che farà disperdere competenze costruite negli anni e indebolire un presidio strategico per il Paese.

Per fare chiarezza sulle ragioni della decisione e sulle prospettive dell’agenzia, i deputati bolognesi del PD Andrea De Maria e Virginio Merola hanno presentato un’interrogazione parlamentare al Governo.

Un incontro pubblico per discutere il futuro di ItaliaMeteo

Per approfondire la situazione e confrontarsi con cittadine e cittadini, il Partito Democratico di Bologna promuove un incontro pubblico dal titolo “Italia Meteo raccontata da chi l’ha fatta fino a oggi”.

L’appuntamento è martedì 17 marzo alle ore 18 al Circolo PD “Nilde Iotti” (via Stalingrado 99, Bologna).

All’iniziativa parteciperanno:

  • Enrico Di Stasi, segretario PD Bologna

  • Andrea De Maria, deputato PD

  • Giandomenico Fortino, segretario del circolo PD “Nilde Iotti”

  • Chiara Berti, responsabile sviluppo economico PD Bologna

  • Salvatore Bianco, FP CGIL

L’incontro sarà l’occasione per ascoltare le ricercatrici e i ricercatori che hanno costruito il progetto ItaliaMeteo e per ribadire la necessità di difendere a Bologna un presidio fondamentale per la ricerca, l’innovazione e il lavoro.